<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom" version="2.0" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"><channel><title><![CDATA[Gate 67]]></title><description><![CDATA[Il volo è in ritardo, facciamo due chiacchiere?]]></description><link>https://www.gate67.org/</link><image><url>https://www.gate67.org/favicon.png</url><title>Gate 67</title><link>https://www.gate67.org/</link></image><generator>Ghost 4.1</generator><lastBuildDate>Fri, 15 May 2026 22:01:04 GMT</lastBuildDate><atom:link href="https://www.gate67.org/rss/" rel="self" type="application/rss+xml"/><ttl>60</ttl><item><title><![CDATA[Un parto dopo]]></title><description><![CDATA[Un pò di sentimentalismo, ma poi torno quello di prima, promesso]]></description><link>https://www.gate67.org/un-parto-dopo/</link><guid isPermaLink="false">6546b6992c9e460984e96566</guid><category><![CDATA[parto]]></category><category><![CDATA[gravidanza]]></category><category><![CDATA[palestina]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Sat, 04 Nov 2023 23:02:23 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>L&apos;ultimo post risale ad una vita fa, se ripercorro <em>in fast forward</em> i fotogrammi che mi separano dal 22 dicembre 2022. <br>Eppure non &#xE8; una vita, ma un insieme di parecchi mesi.</p><p>Ma molto &#xE8; cambiato, come probabilmente per molti o tutti quanti leggeranno questo blog. </p><p>Ad ottobre sono diventato padre. Una rivoluzione epocale, copernicana. Una rivoluzione della vita che per&#xF2; non pu&#xF2; fare altro che rendermi pieno e felice. L&apos;attesa vissuta durante la gravidanza mi ha distratto da molte cose, tra cui questo blog. Con cadenza fissa ricevevo la mail che mi ricordava di rimpolpare il conto per mantenere in vita questo progetto, e con la stessa cadenza fissa in cuor mio mi ripetevo che la pazienza avrebbe ripagato e prima o poi sarei tornato a sedermi alla tastiera.</p><p>Sono le 22.30, in casa &#xE8; buio, le luci sono spente, fuori piove ed &#xE8; umido - <em>non &#xE8; una novit&#xE0; qui alle nostre latitudini - </em>e poco fa mio figlio si &#xE8; addormentato tra le mie braccia. Mentre gli cantavo tre ninna nanne nella penombra e passeggiavo per la casa attento a non steccare l&apos;intonazione e a non prendere distrattamente qualche spigolo di un mobile, ho avuto l&apos;illuminazione: Gate67! <br><br>Dopo qualche minuto - <em>pi&#xF9; di qualche minuto, ad essere onesto - </em>ho appoggiato il piccolo e mi sono seduto qui a scrivere.<br></p><p>Questo post &#xE8; un quadro impressionista di pensieri sparsi, con il forte desiderio di riprendere seriamente a pubblicare qualche cosa, con la frequenza che mi detter&#xE0; il cuore. </p><p>Un parto dopo. <br>Quando ho saputo che mia moglie era in dolce attesa ho pianto di gioia, e probabilmente perch&#xE8; avevo intuito soltanto un milionesimo di quello che questa esperienza avrebbe donato.<br>La gravidanza &#xE8; un periodo particolare, fragile come un vetro di Murano, ma altrettanto colorato e prezioso. E&apos; un lampante esempio di tempo lento, dove l&apos;attesa quotidiana di qualcosa che prende forma continuamente e cresce inesorabilmente scandisce le giornate. Il tempo lento amplifica le emozioni, le paure, le aspettative, i sogni; dilata tutto, ma allo stesso tempo ti prende per mano e ti porta fuori dalla frenesia della vita. <br>Non &#xE8; una passeggiata la gravidanza, ma mette a disposizione un ritmo che &#xE8; fuori dal nostro controllo e per questo motivo serve munirsi di pazienza, saper aspettare, saper leggere quello che sta accadendo, saper custodire.</p><p>Ecco, la gravidanza &#xE8; un meraviglioso momento in cui esercitare il <em>senso del custodire: &quot;</em>custodire&quot; &#xE8; una parola che mi &#xE8; cara e che mi piace ricordare, perch&#xE8; &#xE8; tanto intima quanto nobilitante nell&apos;intento. La gravidanza insegna a non correre, a saper meditare e ad accudire le difficolt&#xE0; di chi &#xE8; accanto, cos&#xEC; come i momenti pi&#xF9; spensierati. Durante la gravidanza ci si riscopre uomini e donne vincibili, pieni di dubbi, desiderosi di progettare ma consapevoli che poi <em>bisogna riparlarne al momento opportuno</em>. <br></p><p>La gravidanza &#xE8; anche luogo di incontro. Perch&#xE8; oltre al tempo che si dilata, chiaramente si dilata anche la pancia. E allora la gravidanza diventa luogo di incontro con un corpo che cambia, luogo di incontro con una nuova vita che tanto desideri comprendere e scorgere, ma che al contrario ti porta a pazientare sempre di pi&#xF9;. E&apos; luogo di incontro con noi stessi in un nuovo abito, mai provato prima, da non sgualcire e che di fatto dobbiamo impare ad indossare. E&apos; luogo di incontro con la persona che ci sta accanto, e che desideriamo accogliere in modo compiuto e proteggere, averne massima cura. E&apos; luogo di incontro con i nostri genitori, che in questo atto della vita ripercorrono con noi parte della loro. La gravidanza &#xE8; luogo di incontro con i cari e gli amici, che respirano il profumo dell&apos;attesa e comprendono la meravigliosa sartorialit&#xE0; di questo nuovo abito.</p><p>Ho stampato nella mente, <em>piccolo</em>, il nostro primo luogo di incontro, ovvero il tuo sussulto nella pancia della mamma, una notte. </p><p>Un parto dopo.<br>Quando ci siamo conosciuti piangevi, io ti sussurravo quanto eri bello con la voce rotta dall&apos;emozione. Non riesco a descrivere questa emozione: come insegna la gravidanza, la custodisco e la medito con gioia immensa. Quando ho visto te e la tua mamma insieme ho compreso il significato della delicatezza, perfetta ed intoccabile.</p><p>Un parto dopo.<br>Impariamo a capire i momenti l&apos;uno dell&apos;altro. Impariamo a sognare ad occhi aperti le esperienze che &#xA0;vivremo insieme; ho comprato alcuni giochi di societ&#xE0; perch&#xE8; so che giocher&#xF2; con lui. Impariamo a riscoprire sotto una nuova luce le relazioni con i nostri fratelli. Impariamo a farci piccoli, a ridimensionarci.</p><p>Un parto dopo.<br>Tra i miei fratelli ora si va all&apos;universit&#xE0;, si consegue la laurea, si scrive un nuovo ed importante capitolo professionale. Alcuni miei amici si sono sposati, e mi hanno ricordato il valore delle promesse. Altri miei amici hanno comprato casa, e mi hanno ricordato il valore dei progetti fatti insieme. Altri miei amici hanno dovuto rimettersi in discussione, e mi hanno ricordato il valore della nostre infinite capacit&#xE0;.</p><p>Un parto dopo.<br>A Gaza, in Palestina, succede quel che non deve accadere. Mai, ovunque.</p><p>Un parto dopo.<br>E&apos; vita, c&apos;&#xE8; ancora molta vita da custodire, curare, alimentare, contemplare, ringraziare.</p><p></p><p>E&apos; tardi. Vado a letto a riposare prima che <em> di l&#xE0; qualcuno si svegli</em>. Ma da domani si torna a scrivere e a riprendere i voli dal Gate 67.</p><p></p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #9 (Too-Many- Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[E' stato lungo quasi quanto un parto, ma alla fine sono uscito.]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-9-monthly-learning-journal/</link><guid isPermaLink="false">62c4a39a2c9e460984e962fa</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 12 Dec 2022 14:04:32 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Avevo detto che mi sarei applicato di pi&#xF9;, e invece no. Si sono concetrati vari impedimenti, certamente piacevoli e indimenticabili, che tuttavia non mi hanno permesso di stare al passo con quello che mi ero promesso di fare.</p><p>Ammetto che desideravo pubblicare questo MJL in versione <em>pranzo di Natale</em>, quindi bello sostanzioso, ma non credo di poter garantire questo standard quantitativo e qualitativo. Le cause? Leggi sopra.</p><p>L&apos;estate passa, avanza a grandi passi, per poi lasciare spazio alle <em><a href="https://www.youtube.com/watch?v=r-Z8KuwI7Gc">Autumn Leaves</a>, </em>e complice la estenuante ricerca di un&apos;auto valida <em>et millemila cosucce</em>, ho messo da parte i miei impulsi dattilografici - sospesi, non abbandonati, che sia chiaro - fino a quando il battere incessante del blog Gate67 si &#xE8; fatto insostenibile. Avete presente il <em>tum-tum-tum </em>della scatola in legno di Jumanji, sotterrata da qualche parte, che richiama a gran voce l&apos;attenzione di un fortunato passante? Ecco, intendiamoci, il mio caro Gate67 ha continuato a battere forte e senza sosta.</p><p>Nel frattempo mi sono messo all&apos;opera seriamente per implementare un servizio pi&#xF9; efficace di <em>affiliazione </em>(non sono esterofilo e ho cercato ad un sinonimo di <em>subscription</em>) che permetta di ricevere una mail di comunicazione ogniqualvolta scriva qualche articolo. Prometto di essere poco invadente.</p><p>Prima di varcare la soglia dei contenuti che ho selezionato in questi lunghi mesi, ringrazio le persone che mi stanno vicino, perch&#xE8; con una domanda breve e fugace di tanto in tanto hanno continuato a dimostrarmi l&apos;interesse per questo blog.</p><p>Ma veniamo al dunque.</p><hr><h2 id="ego-is-the-enemythe-legend-of-gengis-khanfs-610"><a href="https://fs.blog/ego-is-the-enemy-genghis-khan/">EGO IS THE ENEMY - THE LEGEND OF GENGIS KHAN - FS (6/10</a>)</h2><p></p><p>Dovrei essere pi&#xF9; diligente nel leggermi quello che ogni domenica lo ritengo il mio <em>quotidiano</em>, ovvero Farnam Street. Gi&#xE0;, perch&#xE8; ogni domenica ricevo la mail di riassunto delle principali elaborazioni di Farnam Street, con una puntualit&#xE0; quasi militare. Se dedicassi pi&#xF9; tempo, ne trarrei ulteriormente benificio.</p><p>In questo articolo, che prende forma a partire da un libro, viene ripercorso brevemente il profilo storico del condottiero mongolo Gengis Khan, celebre per le sue imprese militari e di conquista. </p><p>La sua dote militare e dominatrice pare provenisse dalla sua lungimiranza in termini di conoscenze. L&apos;opera di sottomissione di vari popoli portava inevitabilmente a un duplice risultato, l&apos;uno escludente l&apos;altro: si poteva includere &#xA0;l&apos;assorbimento di conoscenze, tecnologie e culture dei popoli sottomessi, o spazzare via tutto come un colpo di straccio sulla tavola sporca.</p><p>Senza peccare di <em>greenwashing</em> di un personaggio che in ogni caso ha seminato guerra e violenza, la sua dote &#xE8; stata quella di riconoscere a s&#xE8; stesso l&apos;ignoranza in molti campi dello scibile umano del tempo, cos&#xEC; come la lungimiranza di fare tesoro di quello che incontrava sulla propria strada.</p><blockquote>Instead, as one biographer put it, his was &#x201C;a persistent cycle of pragmatic learning, experimental adaptation, and constant revision driven by his uniquely disciplined and focused will.&#x201D;</blockquote><p>Eccolo il vero Gengis Khan. Un uomo s&#xEC; potente e senza dubbio brutale, ma al contempo disciplinato e convinto di potere fare sintesi di nuove culture e nuove tecnologie. Insomma, direi un approccio umile se calato sulle spalle di un <em>conquistador.</em></p><blockquote>The physicist John Wheeler, who helped develop the hydrogen bomb, once observed that &#x201C;as our island of knowledge grows, so does the shore of our ignorance.&#x201D; In other words, each victory and advancement that made Khan smarter also bumped him against new situations he&#x2019;d never encountered before. It takes a special kind of humility to grasp that you know less, even as you know and grasp more and more</blockquote><p>Questo &#xE8; il nocciolo di tutto l&apos;articolo, credo. L&apos;approccio che vorrei cercare di adottare giorno dopo giorno - non nego difficolt&#xE0; - &#xE8; quello di spogliarsi dell&apos;ego di crede in maniera imperturbabile nelle proprie convinzioni, destinando invece le proprie energie a riconoscere che la propria sfera di ignoranza, e di riflesso le potenzialit&#xE0; di crescita, crescono giorno dopo giorno, immergendosi nel mare magnum di contaminazioni e nuovi concetti da imparare.</p><blockquote>Too often, convinced of our own intelligence, we stay in a comfort zone that ensures that we never feel stupid (and are never challenged to learn or reconsider what we know).</blockquote><p>Riconoscere di non essere padroni di qualcosa, specialmente in questo mondo intriso di competizione, pu&#xF2; esserci noioso, fastidioso come una zanzara, anche doloroso. Ma &#xE8; il primo passo per conquistare nuove praterie.</p><hr><h2 id="il-dibattito-sulla-guerra-in-ucrainapietro-alotto-710"><a href="https://medium.com/la-scuola-che-non-c&#xE8;/il-dibattito-sulla-guerra-in-ucraina-7d61a45e3dfa">IL DIBATTITO SULLA GUERRA IN UCRAINA - PIETRO ALOTTO (7/10)</a></h2><p>Ad essere sincero non ricordo quale strano sentiero mi ha portato a scovare questo articolo, ma diciamo che &#xE8; il bello <em>dell&apos;internet</em>: le porte di questo corridoio sono infinite, alcune possono nascondere stanze con tesori, altre contengono solo polvere.</p><p>Pietro Alotto, che non conosco come blogger, analizza il dibattito italiano sul conflitto ucraino-russo, facendo emergere &#xA0;le principali motivazioni sbandierate &#xA0;per sostenere una posizione (pro vs anti) e le criticit&#xE0; di un confronto sterile, bambinesco e viziatamente partigiano. <br>Una lettura veloce ma efficace, la consiglio.<br>Fa poi riferimento anche alle modalit&#xE0; di argomentazione, tra cui la <em>critica ad hominem.</em> E qua &#xE8; d&apos;obbligo il link a <em><a href="http://www.paulgraham.com/disagree.html">How to disagree</a> </em>di Paul Graham.</p><p></p><hr><h2 id="predatory-journal-610"><a href="https://academic.oup.com/rev/article/30/3/405/6348133?fbclid=IwAR0cBDkeBKRypBbkJqRB8-hWGifq2TphwPh80X4dEiPAyoJM_zM9wcX8d8g&amp;login=false#.Ylb732EFEP0.facebook">PREDATORY JOURNAL (6/10)</a></h2><p>Mi &#xE8; capitato, di rado, che il mio udito captasse queste parole <em>&quot;chiss&#xE0; in quale rivista pubblica&quot; </em>il tizio x. <br>Mai ne sono particolarmente preoccupato, tanto il pane la sera lo avrei mangiato ugualmente, cos&#xEC; come bevuto il mio bicchiere di acqua bagnata. </p><p>Casualmente Reddit mi ha messo davanti un&apos;interessante thread - mannaggiamme che non lo trovo pi&#xF9; - in cui si discuteva di un fenomeno in forte crescita tra i corridoi accademici, ovvero quello del <strong>predatory journaling</strong>.</p><p>Vado a spiegare: la ricerca &#xA0;in senso allargato si nutre chiaramente di elaborati di varia natura che vengono pubblicati su riviste periodiche, a cui ci si pu&#xF2; abbonare e che sono spesso consultabili anche online. Gli addetti ai lavori conoscono bene quali siano gli editori pi&#xF9; prestigiosi, e che quindi garantiscano un elevato standard qualitativo: affinch&#xE8; un articolo di ricerca sia pubblicato prima deve sottoporsi ad un processo relativamente stringente denominato <em><a href="https://www.elsevier.com/reviewers/what-is-peer-review">peer review</a></em>.</p><p>Pi&#xF9; la rivista &#xE8; prestigiosa e datata, quanti pi&#xF9; reviewers critici e di valore saranno presenti, i quali fungeranno da fine setaccio per tutti i lavori in entrata, e quindi potenzialmente pubblicabili.</p><p>Ma <em>mala tempora currunt</em>, miei cari frequentflyers. Come accennato in un altro articolo di cui parlo nel <a href="https://www.gate67.org/mjl-7/">MLJ#7</a> &#xA0;(<em><a href="https://www.ilpost.it/2022/01/01/idee-innovazione-stati-uniti/">L&apos;america &#xE8; a corto di nuove idee? - Il Post</a></em>), la societ&#xE0; moderna sembra si sia adagiata sugli allori dal punto di vista delle nuove scoperte ed invenzioni, cos&#xEC; come il mondo accademico sembra essersi conformato a grandi filoni di ricerca, inseguendo falsi idoli di popolarit&#xE0; e fama, a scapito del contenuto. <br>E&apos; plausibile supporre che questo generale impoverimento abbia portato al pullulare di riviste scientifiche - indipendentemente dal settore di applicazione - senza alcuna recensione e affidabilit&#xE0; alle spalle, attirando ricercatori meno navigati con quote associative ridicole e con la promessa di pubblicare gli articoli <em>con il telepass</em>, ovvero tramite una canale preferenziale.</p><p>Dietro questo fenomeno viziato si eregge un business da non sottovalutare: l&apos;editore la cui probabile &#xA0;sede legale risiede all&apos;interno di un&apos;edicola nella campagna sperduta della Polonia mette a disposizione una finestra sui principali database (es. Pubmed) senza verificare adeguatamente il contenuto dei lavori, ovviamente in cambio di un quota da pagare verosimilmente alquanto succosa e non rifiutabile. Il povero ricercatore alle prime armi - in buona o cattiva fede, chi sono io per dirlo? - e a probabilmente al verde, ma intenzionato a mettere in cassetta quante pi&#xF9; pubblicazioni possibili e a guadagnarsi l&apos;olimpo delle citazioni, non pu&#xF2; farsi sfuggire questa opportunit&#xE0;. <br>E&apos; il mercato baby: quando la domanda incontra l&apos;offerta, il frutto &#xE8; tutto da gustare.</p><p>Data la diffusione a macchia d&apos;olio di questo fenomeno, in molti si stanno adoperando per arginare queste riviste fantoccio e mettere sull&apos;attenti i pi&#xF9; inesperti. Sono stati messi a punto vari strumenti, tra cui segnalo <a href="https://thinkchecksubmit.org/journals/italian/">Think- Check-Submit</a>.</p><p>La ricerca che <em>move il sole e l&apos;altre stelle</em> prende forma a partire da un&apos;attenta analisi della ricerca, impassibile e rigida: soltanto cos&#xEC; &#xE8; possibile assicurare che quanto segue sar&#xE0; altrettanto valido e affidabile.<br></p><p>C&apos;&#xE8; un sottobosco di fenomeni loschi per tutto, incredibile.</p><hr><h2 id="the-simple-secret-of-runway-digitscgp-grey-710"><a href="https://youtu.be/qD6bPNZRRbQ">THE SIMPLE SECRET OF RUNWAY DIGITS - CGP GREY (7/10)</a></h2><p><br>Le coincidenze sono puramente casuali, lo so bene. Ma il nostro umano desiderio di rendere le storie organiche e significative (come ricorda Harari), ci porta a tracciare delle linee e connessioni che probabilmente non hanno reale rilevanza.</p><p>Ora, tutto questo <em>pippozzo</em>, per concludere che: casualmente il CGP Grey ha pubblicato un video dove spiega la ragione della numerazione delle piste di atteraggio e decollo. Conosco gi&#xE0; bene il motivo, essendone appassionato, ma ho colto l&apos;occasione - <em>pardon, la coincidenza - </em>al balzo e ho deciso di rendere edotti i miei lettori di questa indispensabile conoscenza.</p><p>Et voil&#xE0;.</p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/qD6bPNZRRbQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="The Simple Secret of Runway Digits"></iframe><figcaption>Che dire? Spettacolare come sempre.</figcaption></figure><hr><h2 id="il-colore-delle-immagini-astronomicheamedeo-balbi-810"><a href="https://youtu.be/-AaTAiLlK88">IL COLORE DELLE IMMAGINI ASTRONOMICHE - AMEDEO BALBI (8/10)</a></h2><p><br>Il telescopio astronomico James Webb ha partorito in questi mesi le prime immagini e ha reso chiaro di cosa &#xE8; capace, specialmente per gli addetti ai lavori.<br>Amedeo Balbi spiega efficacemente come si comporta la decifrazione delle informazioni luminose che catturiamo con gli strumenti a disposizione, e che di conseguenza rielaboriamo per renderle appunto comprensibili alla nostra vista e al nostro cervello.</p><p>Momento amarcord: mi ricordo quando studiavo Astronomia al Liceo, e questa era la parte che meno apprezzavo. Buffo.</p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/-AaTAiLlK88?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="I colori delle immagini astronomiche"></iframe></figure><hr><h2 id="che-cose-la-teoria-dei-giochiil-post-610"><a href="https://www.ilpost.it/2015/05/25/teoria-dei-giochi/?amp=1">CHE COS&apos;E&apos; LA TEORIA DEI GIOCHI - IL POST (6/10)</a></h2><p><br>Un articolo breve e non esauriente che per&#xF2; &#xA0;ha il compito di gettare un ciottolo nello stagno e lasciare che si increspi la superficie della curiosit&#xE0;. <br>Ho scoperto il tema della teoria dei giochi, che si prefigge lo scopo di condensare in formule matematiche i possibili scenari di comportamenti umani, sia in dinamiche competitive sia cooperative. <br></p><p>John Nash, premio Nobel per l&apos;Economia, rielabora il comportamento umano come un gioco, in cui sono presenti regole finite e in cui ovviamente ogni decisione porta ad una conseguenza definita.</p><p>Questo articolo de Il Post mi ha acceso una lampadina, anzi due: approfondire la teoria dei giochi (aggiunta alla lista delle cose da studiare) e comprare uno dei libri (salvati nella mia lista) sulla Gamificazione della realt&#xE0; e del lavoro (ad esempio <a href="https://www.amazon.it/dp/1511744049/?coliid=I3RLOXHN6LMDTG&amp;colid=1FXTGFPAHRXQM&amp;psc=1&amp;ref_=lv_ov_lig_dp_it#customerReviews">questo</a>).</p><p>Ci riaggiorniamo, cari.</p><hr><h2 id="le-prime-immagini-del-telescopio-spaziale-james-webbamedeo-balbi-710"><a href="https://youtu.be/ZKDAsqW_WOA">LE PRIME IMMAGINI DEL TELESCOPIO SPAZIALE JAMES WEBB - AMEDEO BALBI (7/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/ZKDAsqW_WOA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Le prime immagini del telescopio spaziale James Webb"></iframe></figure><p></p><hr><h2 id="tempo-rallentatoamedeo-balbi-810"><a href="https://youtu.be/leaRVstpLCE">TEMPO RALLENTATO - AMEDEO BALBI (8/10)</a></h2><p><br>Mannaggia, quanto &#xE8; interessante la deformazione del tempo.</p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/leaRVstpLCE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen title="Abbiamo visto il tempo accelerare e rallentare sulla Terra (come previsto da Einstein)"></iframe><figcaption>ancora grazie, prof. Balbi</figcaption></figure><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere...</h3><p></p><p>Ho finito di leggere &quot;Storia perfetta dell&apos;errore&quot; di Mercadini. <br><br>Ho letto anche <a href="https://www.ibs.it/animale-che-ride-libro-jacopo-cirillo/e/9788869058950">&quot;L&apos;animale che ride&quot; di Jacopo Cirillo</a>. Mi &#xE8; stato regalato, e ho avuto modo di conoscere meglio il tema della stand-up comedy, di come la comicit&#xE0; nasce e si sviluppa nella mente dell&apos;essere umano, e di quali molteplici forme pu&#xF2; assumere. Un libro valido, davvero.</p><p>Mi sono poi immerso in un&apos;altra straordinaria lettura, ovvero &quot;<a href="https://www.ibs.it/animale-che-ride-libro-jacopo-cirillo/e/9788869058950">L&apos;ultimo orizzonte. Cosa sappiamo dell&apos;universo.&quot; di Amedeo Balbi</a>. Balbi racconta - con il suo approccio semplice e divulgativo - le basi della fisica applicata allo studio dell&apos;universo. Ho amato questo libro, e certamente lo dovr&#xF2; rileggere e studiare nuovamente: solo in questo modo potr&#xF2; assimilare quanto viene spiegato. Consigliato.</p><p>Ho ripreso in mano il Kindle di recente - rapporto <em>odi et amo</em>, la carta ha un profumo diverso e mi piace prendere appunti a matita - e quindi mi sono messo a sbocconcellare <a href="https://www.navalmanacco.it">&quot;L&apos;almanacco di Naval Ravikant&quot;</a>, una rielaborazione e sistematica riorganizzazione dei pensieri di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Naval_Ravikant">Naval Ravikant</a>, imprenditore ed investitore indo-americano. Ne parler&#xF2; alla fine della lettura.</p><p>Cosa bolle in pentola? Non voglio fare il passo pi&#xF9; lungo della gamba; lascio decantare le idee e vedremo cosa pu&#xF2; accadere nel prossimo futuro.<br></p><p>Nel frattempo, <em>buon volo.</em></p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #8 (Bi-Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-8-bi-monthly-learning-journal/</link><guid isPermaLink="false">6246b6f72c9e460984e961aa</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 21 Apr 2022 14:44:59 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana...</p><p>Gi&#xE0;, &#xE8; passato un po&apos; di tempo dall&apos;ultimo post, e tra i vari appunti mi ero promesso di scrivere qualcosa di interessante oltre al MJL. <br>Assicuro tutti sul fatto che ho il mio repository di Notion carico di tematiche da affrontare, ma niente da fare. Questi mesi fino ad oggi, 1 Aprile (non &#xE8; un pesce!), sono stati densi di eventi e scelte che hanno reso complesso il tentativo di ritagliarsi qualche momento alla tastiera.</p><p>Quel poco che ho avuto a disposizione, ho preferito metterlo nella lettura, sfruttando poi le prime giornate di sole primaverile: il mio <em>brodo di giuggiole</em>.</p><p>Anche la ricerca di contenuti da approfondire &#xE8; risultata <em>cachetica - </em>passatemi la licenza poetica - e non ho molto da regalarvi. Far&#xF2; ugualmente del mio meglio.</p><p>Di contro, per&#xF2;, sono ben felice di ricordare ai <em>frequent-flyers </em>di questo blog che Gate67 ha compiuto un&apos;anno il 26 Marzo! Questo esperimento prosegue, pi&#xF9; carico che mai.</p><hr><h2 id="i-cervelli-di-boltzmannamedeo-balbi-710">I CERVELLI DI BOLTZMANN - AMEDEO BALBI (7/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/NwmqPKfXH9c?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Sar&#xF2; sincero: ho capito davvero poco di quello che Balbi in questo video tenta di spiegare. Avrei dovuto approfondire, ma il tempo &#xE8; tiranno e quindi mi &#xE8; toccato fare delle scelte, dure scelte.</p><p>Mi pare comunque un argomento particolarmente interessante, e se qualche lettore ha la facolt&#xE0; di spiegarmi meglio cosa sono i Cervelli di Boltzmann, gliene sar&#xF2; grato a lungo.</p><hr><h2 id="italia-e-dipendenza-energetica-dalla-russiabreaking-italy-810">ITALIA E DIPENDENZA ENERGETICA DALLA RUSSIA - BREAKING ITALY (8/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/tLqhXsKDXrI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Breakin Italy &#xE8; un canale youtube abbastanza seguito al momento grazie alla sua capacit&#xE0; di sintesi e di illustrazione di scenari vari e complessi. Chiaramente la sintesi a volte pu&#xF2; essere eccessivamente semplificatrice, e quindi &#xE8; buona norma accettare con riserva quello che si ascolta.</p><p>Dall&apos;ultimo MJL pubblicato purtroppo si &#xE8; acceso un ulteriore conflitto, di enormi proporzioni, in terra ucraina. La disgrazia umana &#xE8; incalcolabile, senza alcun dubbio; il mio auspicio &#xE8; che tutto questo finisca quanto prima. Cos&#xEC; come si estinguano tutti i conflitti su questa madre terra. Banale, ma vero.</p><p>Non mi addentro nei meandri delle questioni tattiche e militari di questo conflitto, in quanto non ne sono capace e non trovo nemmeno particolare interesse. Mi ha piuttosto incuriosito l&apos;intricato mondo delle conseguenze geopolitiche ed economiche che una guerra di questo calibro pu&#xF2; comportare. <br>E&apos; di dominio pubblico che l&apos;Italia abbia una forte dipendenza dalla Russia in termini energetici e di materie prime. <br>In questo video si affrontano alcune tematiche inerenti al cambio di strategia italiana sulla gestione delle fonti energetiche. Lo consiglio vivamente.</p><hr><h2 id="the-weakness-of-the-despotthe-new-yorker-810"><a href="https://www.newyorker.com/news/q-and-a/stephen-kotkin-putin-russia-ukraine-stalin">THE WEAKNESS OF THE DESPOT - THE NEW YORKER (8/10)</a></h2><p></p><p>Non nutro un forte sentimento di amore nei confronti degli opinionisti, di qualsiasi matrice, nemmeno in merito alla guerra in Ucraina. E questo senso di repulsione si acuisce ulteriormente quando siamo bombardati di informazione di basso livello su temi che invece richiedono grande senso di analisi.</p><p>Sono inciampato in due articoli del New Yorker che affrontano il tema della guerra in Ucraina da posizioni speculari, prendendo spunto da riflessioni ed interviste a personaggi definiti <em>esperti </em>della materia - non sapevo chi fossero prima, abbiate pazienza. Questo articolo e quello successivo cercano di dare spiegazioni opposte a quanto sta accadendo: tocca a noi fare sintesi per trovare le scale di grigi pi&#xF9; verosimili.</p><hr><h2 id="why-john-mearsheimer-blames-the-us-for-the-crisis-in-ukrainethe-new-yorker-810"><a href="https://www.newyorker.com/news/q-and-a/why-john-mearsheimer-blames-the-us-for-the-crisis-in-ukraine">WHY JOHN MEARSHEIMER BLAMES THE U.S. FOR THE CRISIS IN UKRAINE - THE NEW YORKER (8/10)</a></h2><p></p><p>Se l&apos;articolo precedente &#xE8; pi&#xF9; concentrato ad individuare le colpe e i moventi che spingono la Russia ed il suo leader a muovere guerra all&apos;Ucraina, in questo secondo articolo-intervista del The New Yorker viene dato maggior peso agli errori e alle sbagliate mosse geopolitiche della sfera occidentale (Stati Uniti in primis), che avrebbero creato un vortice a spirale di reazioni negative.<br>Come sempre, materia fragile, da maneggiare con cura.</p><hr><h2 id="come-erano-progettate-le-citta-sovietichenova-lectio-810"><a href="https://youtu.be/iNIeOxWDoGQ">COME ERANO PROGETTATE LE CITTA&apos; SOVIETICHE - NOVA LECTIO (8/10)</a></h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/iNIeOxWDoGQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Mi sono particolarmente impantanato nel dolce fango dei video di <a href="https://www.youtube.com/c/NovaLectio">Nova Lectio,</a> un canale che ripercorre temi storici e politici e li dopo averli adeguatamente ruminati, li rigurgita in forma meglio commestibile per i non addetti ai lavori - forse potrei risparmiarmela questa allegoria gastroenterologica.<br>E siccome si sa bene che <em>cosa tira cosa, </em>mi sono infilato un tunnel di temi legati alla Russia e al suo passato da Unione Sovietica. Non sono particolarmente documentato su questi argomenti, motivo in pi&#xF9; per rimediare.</p><p>Questo video prova a spiegare cosa si cela dietro i famigerati <em>palazzoni</em> di epoca sovietica che sono stampati nell&apos;immaginario comune del cittadino europeo. L&apos;architettura &#xE8; una finestra sulla societ&#xE0; in fondo.</p><hr><h2 id="perche-lunione-sovietica-e-crollatanova-lectio-710"><a href="https://youtu.be/rY5jFv6_ZHg">PERCHE&apos; L&apos;UNIONE SOVIETICA E&apos; CROLLATA? - NOVA LECTIO (7/10)</a></h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/rY5jFv6_ZHg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Per chi &#xE8; a digiuno di storia contemporanea, ecco un bel riassunto - sicuramente molto semplificatorio - dell&apos;ultima cavalcata dell&apos;URSS prima di cadere in un fosso. Inoltre ora che ci penso, &#xA0;a scuola non credo neanche di essere arrivato al crollo dell&apos;URSS con il programma di storia. Meglio ancora.</p><hr><h2 id="meet-earendel-the-most-distant-star-ever-detectedthe-verge-710"><a href="https://www.theverge.com/2022/3/30/23002980/earendel-hubble-most-distant-star-gravitational-lensing-jwst">MEET EARENDEL, THE MOST DISTANT STAR EVER DETECTED - THE VERGE (7/10)</a></h2><p></p><p>Hubble Hubble, che mi combini? Sei il solito <em>guardone.</em> Il telescopio Hubble, in odore di pensione per il l&apos;arrivo del novello James Webb Telescope, prova a ribadire chi ha fatto la storia della fotografia astronomica, catturando la stella pi&#xF9; distante mai rilevata, a &quot;soli&quot; 900 milioni di anni dal Big Bang. <br>Comprendo la complessit&#xE0; di cogliere questi numeri - io per primo. Ma siamo davvero vicini all&apos;inizio di tutto. Proviamo a immaginare come poteva essere la Terra a 900 milioni di anni dal Big Bang. Open minding.</p><hr><h2 id="putting-ideas-into-wordspaul-graham-910"><a href="http://www.paulgraham.com/words.html">PUTTING IDEAS INTO WORDS- PAUL GRAHAM (9/10)</a></h2><p></p><p>Paul Graham torna a regalare <em>insights</em> davvero interessanti e che spesso vanno dritti al punto. In questo suo breve saggio ricorda perch&#xE8; ha iniziato a scrivere articoli e per quale motivo trova soddisfazione in questa attivit&#xE0; mentale.</p><p>Suggerisce in primis di provare a scrivere tanto e rileggersi con l&apos;occhio di un lettore terzo, ovvero di un lettore il pi&#xF9; imparziale possibile. E&apos; necessario trovare il modo di riguardarsi in modo critico, come se non si conoscesse nulla della materia affrontata: soltanto in questa maniera sar&#xE0; possibile affinare il proprio modo di esporre idee e di rendersi pi&#xF9; comprensibili agli altri.</p><blockquote>You can know a great deal about something without writing about it. Can you ever know so much that you wouldn&apos;t learn more from trying to explain what you know? I don&apos;t think so. I&apos;ve written about at least two subjects I know well &#x2014; Lisp hacking and startups &#x2014; and in both cases I learned a lot from writing about them. In both cases there were things I didn&apos;t consciously realize till I had to explain them. And I don&apos;t think my experience was anomalous. A great deal of knowledge is unconscious, and experts have if anything a higher proportion of unconscious knowledge than beginners.<br><br>I&apos;m not saying that writing is the best way to explore all ideas. If you have ideas about architecture, presumably the best way to explore them is to build actual buildings. What I&apos;m saying is that however much you learn from exploring ideas in other ways, you&apos;ll still learn new things from writing about them.<br><br>Putting ideas into words doesn&apos;t have to mean writing, of course. You can also do it the old way, by talking. But in my experience, writing is the stricter test. You have to commit to a single, optimal sequence of words. Less can go unsaid when you don&apos;t have tone of voice to carry meaning. And you can focus in a way that would seem excessive in conversation. I&apos;ll often spend 2 weeks on an essay and reread drafts 50 times. If you did that in conversation it would seem evidence of some kind of mental disorder. If you&apos;re lazy, of course, writing and talking are equally useless. But if you want to push yourself to get things right, writing is the steeper hill.</blockquote><p>La parte centrale &#xE8; senza dubbio la pi&#xF9; succulenta. Quello che ci deve portare a scrivere &#xE8; il potenziale di riscoperta e di approfondimento: mettendo nero su bianco le nostre idee ed i nostri pensieri abbiamo l&apos;occasione di capire quanto davvero sappiamo di quello che scriviamo, perch&#xE8; dobbiamo tentare di mettere in ordine i pensieri, renderli organici e comprensiobili ad un ipotetico lettore. In soldoni &#xE8; quanto suggerisce il metodo Feynmann, ovvero di spiegare un argomento come se il nostro uditore fosse un bambino. Se riusciremo a farci comprendere, significher&#xE0; che avermo chiaro quanto abbiamo in mente.</p><p>Scrivendo su questo blog - dovrei farlo di pi&#xF9;, lo so - realizzo quanto &#xE8; vero quello che sostiene Paul Graham, e soprattuto comprendo quanto davvero mi manca abbracciare un argomento nella sua interezza, pur credendo di padroneggiarlo.</p><p>Insomma, scrivere aiuta a <em>sapere di non sapere</em>.</p><hr><h2 id="profilichiudere-810">PROFILI - CHIUDERE &#xA0;(8/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/qV7ShsV36zQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Ero rimasto indietro rispetto ai nuovi episodi, e mi sono aggiornato. <br>Come sempre rimango piacevolmente soddisfatto e incuriosito da quello che padre Marco e padre Antonio hanno da offrire; grazie per gli spunti di riflessione.</p><hr><h2 id="profilifine-810">PROFILI - FINE (8/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/aVWbBkvusaE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Quando si dice che <em>three fathers is megl che one.</em></p><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere...</h3><p></p><p>Ho finito il libro sul Public Speaking di TED. Interessante, non illuminante.</p><p>Ho iniziato e quasi finito &quot;<a href="https://www.google.com/url?sa=t&amp;rct=j&amp;q=&amp;esrc=s&amp;source=web&amp;cd=&amp;cad=rja&amp;uact=8&amp;ved=2ahUKEwivoayFsqX3AhXkg_0HHTyOCDEQFnoECBAQAQ&amp;url=https%3A%2F%2Fwww.ibs.it%2Fstoria-perfetta-dell-errore-libro-roberto-mercadini%2Fe%2F9788817143509&amp;usg=AOvVaw0gyJBVgkCZVW8u_yy8k6rX">Storia perfetta dell&apos;errore</a>&quot; di quel birbone di Mercadini, che mi sta piacevolmente acchiappando, e poi davvero mi sembra di sentire la sua voce narrante.</p><p>Mi sono arenato con il mio canale podcast ma riprendo a breve - promesso.</p><p>Forse ho trovato una soluzione per tenervi aggiornati, cari <em>frequent flyers </em> di Gate67.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #7 - (Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Un bel Monthly Learning Journal, direi piuttosto denso di chicche.]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-7/</link><guid isPermaLink="false">61fcf8902c9e460984e95f04</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 09 Feb 2022 16:57:29 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le ferie invernali sono state un toccasana per riprendere in mano alcune letture, procedere con piccoli progetti e continuare ad esplorare il mondo come tanto mi piace fare.</p><p>Sono particolarmente soddisfatto dei primi passi intrapresi nel mondo dei Podcast. Ho infatti pubblicato un secondo episodio di Carezze Rodariane, che mi piace per come vuole proporsi: una vera e propria carezza colorata di fantasia da scartare come se fosse un cioccolatino di tanto in tanto. Gli audiolibri sono una gran bella invenzione, anches se non pizzicano particolarmente le corde del mio interesse. Mi piace sentire il profumo della carta e scarrabocchiare sulle pagine gli appunti e le note sui margini, quindi non credo ceder&#xF2; alla tentazione di ascoltarne. Ma per elaborati corti, densi di suggerimenti ed immagini, credo possa essere un ottimo strumento. E quindi continuer&#xF2; di tanto in tanto a leggere davanti al microfono filastrocche o favolette di Gianni Rodari. Senza dubbio devo lavorare sull&apos;audio-editing e sull&apos;interpretazione; sono convinto che con il tempo maturer&#xF2; esperienza.</p><!--kg-card-begin: html--><iframe style="border-radius:12px" src="https://open.spotify.com/embed/episode/2T9UVDTovyZJKUVDpzFb5N?utm_source=generator" width="100%" height="232" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>Ho poi pubblicato la prima intervista, e mi sono proprio divertito. Ho avuto modo di &quot;ospitare&quot; Mattia, un mio amico appassionato di economia personale e che negli anni ha approfondito il tema degli &#xA0;investimenti. Ho cercato di creare un podcast che possa offrire un&apos;infarinatura generale dei principi base per una gestione oculata dei propri risparmi; pochi concetti ma chiari e ben fruibili. Desidero migliorare il format, vediamo cosa riesco a partorire nei prossimi incontri.<br>Non avranno una cadenza programmata, esattamente come i miei articoli, ma quando sar&#xE0; il momento e i tempi saranno maturi (cos&#xEC; come il contenuto), ecco che spunter&#xE0; fuori un altro germoglio su Gate67.</p><!--kg-card-begin: html--><iframe style="border-radius:12px" src="https://open.spotify.com/embed/episode/6ZSnCj3BesaAafqfcKdRxL?utm_source=generator" width="100%" height="232" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture"></iframe><!--kg-card-end: html--><p></p><p>Bene, ora il trailer di questo ultimo mese. Ciak, azione.</p><hr><h2 id="tutto-quello-che-devi-sapere-sul-telescopio-spaziale-james-webbamedeo-balbi-710">Tutto quello che devi sapere sul telescopio spaziale James Webb - AMEDEO BALBI (7/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/NpZzuy4oA4g?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Neanche a farlo apposta, nell&apos;<a href="https://www.gate67.org/mjl-6-monthly-learning-journal/">ultimo MJL </a> pubblicato avevo accennato al telescopio spaziale James Webb, da poco lanciato nello spazio per sostituire ed allargare il ventaglio di potenzialit&#xE0; del celebre collega Hubble. Il provvidenziale Amedeo Balbi non pu&#xF2; sottrarsi dal produrre contenuti di altissima qualit&#xE0;, e con una puntualit&#xE0; sorprendente. In questo video riassume e spiega la missione JWST con chiarezza cristallina.</p><hr><h2 id="benefits-of-a-daily-diary-and-topic-journalsderek-sivers-810"><a href="https://sive.rs/dj">Benefits of a daily diary and topic journals - Derek Sivers (8/10)</a></h2><p><br>Non ricordo con esattezza come mi sono imbattuto in questo articolo, anche se avevo gi&#xE0; sentito parlare di Derek Sivers. In ogni caso la lettura di questo corto elaborato mi ha riaperto un file che era ridotto ad icona da un po&apos; di tempo: l&apos;annosa questione del <em>scrivere un diario</em>. </p><p>Quando avevo approfondito il tema del <em><a href="https://www.gate67.org/digital-garden/">digital gardening</a></em>, ero stato tangenzialmente incuriosito dalla possibilit&#xE0; di cominciare a scrivere su un diario personale giorno dopo giorno, ma questa opzione non si &#xE8; realmente concretizzata, nemmeno a livello digitale. Il diario pu&#xF2; essere elaborato anche con i software per PKMS (personal knowledge management system) come Remnote, Obsidian, Notion e compagnia. Avevo provato mesi fa a scrivere ogni giorno alcune impressioni o a rispondere a specifici quesiti da me scelti - ad esempio, <em>per cosa essere grati </em>o <em>persone incontrate oggi - </em>ma ho avuto la costanza necessaria per una impresa di questo calibro.</p><p>Riconosco l&apos;estrema utilit&#xE0; che un diario personale pu&#xF2; offrire e sono conscio che &#xE8; un progetto a lungo termine, i cui frutti sono da aspettare con pazienza.<br>Derek Sivers riprende le principali raccomandazioni per un <em>daily journal, </em>e mi ha regalato spunti interessanti, che condivido e alcuni dei quali mi aiutano a proseguire con l&apos;esperimento di questo blog.</p><p>Su tutti Derek ritiene che la scrittura di pensieri giorno dopo giorno sia una forma alternativa di meditazione o di yoga, che aiuti alla riflessione, all&apos;apprendimento e alla decantazione delle nuove competenze. Sono in piena sintonia.</p><blockquote>We so often make big decisions in life based on predictions of how we think we&#x2019;ll feel in the future, or what we&#x2019;ll want. Your past self is your best indicator of how you actually felt in similar situations. So it helps to have an accurate picture of your past.<br>You can&#x2019;t trust distant memories, but you can trust your daily diary. It&#x2019;s the best indicator to your future self (and maybe descendants) of what was really going on in your life at this time.</blockquote><p>E&apos; proprio cos&#xEC;, accidenti! Non &#xE8; saggio affidarci ai ricordi per indirizzare le scelte future; meglio invece dare fiducia alla <strong>forma pi&#xF9; oggettiva di noi stessi</strong>, ovvero la nostra elaborazione scritta. I ricordi infatti sono sempre ingannati dalle emozioni che proviamo nel momento in cui i primi riaffiorano nella mente.</p><p>Continua poi suggerendo una forma alternativa di diario, quello che lui chiama <em>Thoughts On. </em>In sostanza predispone il proprio taccuino in modo tale da prevedere slot/pagine dedicate a temi specifici ai quali pensa spesso ed le aggiorna puntalmente ogni volta che ritiene ci siano evoluzioni. Questo gli permette di valutare come nel tempo <strong>un pensiero cambia forma</strong>: davvero interessante, mi piace!</p><blockquote>I find it so useful to keep my thoughts on each subject together, because I can see my past thoughts and current thoughts in one place. I can see how my thoughts on this subject have evolved or keep repeating. Sometimes I think I have a new thought on a subject, so I open up the file and write it down, then afterwards I see I had that same thought a year ago and had forgotten about it. <strong>If you care about your thoughts, keep them.</strong></blockquote><p></p><hr><h2 id="il-paradosso-di-cristoforo-colomboroberto-mercadini-910">Il paradosso di Cristoforo Colombo - Roberto Mercadini (9/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/eeOJCbTq2x4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p><br>Un video molto interessante, come solitamente fa Mercadini, partendo da lontano &#xA0;e prendendo in prestito storie realmente accadute per aiutarci a capire cosa intende. <br>Un video che invita a ricercare il <em>bello </em>delle persone, e non a riversare in queste le aspettative che abbiamo nei loro confronti. &#xA0;</p><p></p><hr><h2 id="l%E2%80%99america-%C3%A8-a-corto-di-nuove-ideeil-post-1010"><a href="https://www.ilpost.it/2022/01/01/idee-innovazione-stati-uniti/">L&#x2019;America &#xE8; a corto di nuove idee? - Il Post (10/10)</a></h2><p></p><p>In questo mese mi sono addentrato in un mondo alquanto interessante ma che continuamente schiudeva altri mondi. In pratica sono ancora dentro questo labirinto. <br>Mi sono imbattuto in un articolo davvero ben fatto pubblicato sul Il Post, in cui vengono riprese e rese organiche alcune teorie economiche che cominciano a diffondersi a livello accademico. <br>La tesi di questo articolo, supportato da diverse fonti che ancora sto - faticosamente - sondando &#xE8; la seguente: l&apos;America, per riflesso il mondo occidentale, non sta evolvendo allo stesso tasso con cui lo ha fatto nel secolo precedente. Il mondo che conosciamo, quello che ha nella percezione comune ha innovato per decenni e ci ha portati alla condizione attuale, sta rallentando.</p><p>Estramente interessante. </p><blockquote>&#xAB;Immaginate di andare a dormire nel 1875 a New York e di svegliarvi 25 anni dopo&#xBB;, pone Thompson come esempio. Chiuderemmo gli occhi in un tempo in cui non c&#x2019;era illuminazione elettrica n&#xE9; auto per strada, e con pochissimi telefoni in circolazione. Niente Coca-Cola, niente scarpe sneakers, niente basket n&#xE9; aspirina. E l&#x2019;edificio pi&#xF9; alto a Manhattan sarebbe una chiesa. Al risveglio, troveremmo grattacieli, automobili alimentate da motori a combustione, persone che vanno in <a href="https://www.ilpost.it/2019/08/05/bicicletta-invenzione/">bicicletta</a>, scarpe con suola in gomma e molti altri prodotti e invenzioni. E &#xAB;mentre dormivate, Thomas Edison ha svelato la sua famosa lampadina e ha gi&#xE0; elettrificato alcune parti di New York&#xBB;.</blockquote><p>Oggigiorno manca in sostanza <strong>originalit&#xE0;</strong>. Nei primi decenni di questo secolo la spinta esplorativa dell&apos;essere umano era talmente frenetica da portare a scoperte tecnologiche rivoluzionare e che avrebbero in poco anni sconvolto la realt&#xE0; di tutti, la vita di ognuno. La mancanza di originalit&#xE0;, secondo questa tesi, non riguarderebbe tuttavia soltanto lo sviluppo scientifico, ma anche il mondo delle arti e delle istituzioni. Ad esempio - e gli ultimi anni sono letteralmente evidenti - il cinema ha riversato fiumi di denaro nella produzione di spin-off, remake, sequel, prequel di film gi&#xE0; usciti secoli fa; le produzioni ex-novo possiamo - esagero - contarle sulle dita di una mano. <br></p><p>Le motivazioni &#xA0;possono essere diverse. Senza ombra di dubbio alcuni settori sono stati passo dopo passo sempre pi&#xF9; regolamentati e la morsa della burocrazia/regolamentazione ha frenato i <em>voli pindarici</em> del nostro ingegno. All&apos;inizio del 1900 avevamo un&apos;impostazione normativa ben pi&#xF9; snella e secca di quella che possiamo &quot;vantare&quot; oggi. E&apos; una medaglia a doppia faccia: impregnare un settore di norme ha il duplice effetto di mettere al riparo la popolazione comune da azioni irresponsabili e dannose (qualsiasi esse siano) e, al contempo, di disincentivare le fughe geniali che permettono passi importanti nell&apos;evoluzione.<br>Un&apos;altra plausibile spiegazione risiede nella richiesta di <a href="https://www.gate67.org/de-reputatione/">approvazione</a> del mondo occidentale: la maggior parte dei lavori accademici oggigiorno vive di quantit&#xE0; e non di qualit&#xE0; (il CV di un ricercatore si nutre in particolar modo di quanti <em>papers</em> e articoli vengono pubblicati, non del contenuto in s&#xE8;) e gli addetti al settore - lavoratori pure loro che non possono sottrarsi alle logiche del momento - sentono forte la spinta ad uniformarsi a correnti di pensiero e di ricerca che fanno <em>trend</em> in ambito accademico, proprio per avere pi&#xF9; chance di essere pubblicati ed arricchire il proprio CV.<br>A tal proposito ripropongo l&apos;articolo di Lawrence Yeo <a href="https://moretothat.com/make-classics-not-content/">Make Classics, Not Content</a>.</p><p>Ancora, internet potrebbe avere un ruolo determinante nell&apos;amplificare l&apos;effetto globalizzazione dei contenuti e delle mode. La possibilit&#xE0; di avere istantaneo e diretto accesso alle opinioni degli utenti e di riflesso aggiustare i contenuti comporta la graduale tendenza ad uniformarsi in grandi correnti di stili e prodotti. Per riassumere: creo e pubblico quello che gi&#xE0; so va di moda ora. </p><blockquote>Il mondo &#xE8; un grande <em><em>panopticon [una struttura carceraria in cui &#xE8; possibile osservare tutte le ali dallo stesso punto,</em></em> ndt] e non comprendiamo appieno le implicazioni della costruzione di un mercato planetario dell&#x2019;attenzione in cui tutto ci&#xF2; che facciamo ha un pubblico. Il nostro lavoro, le nostre opinioni, i nostri traguardi e le nostre sottili preferenze vengono regolarmente sottoposte all&#x2019;approvazione pubblica online. Forse questo rende la cultura pi&#xF9; imitativa. Se vuoi produrre cose popolari e puoi facilmente capire da Internet cosa &#xE8; gi&#xE0; popolare, &#xE8; semplicemente pi&#xF9; probabile che tu produca pi&#xF9; di quella cosa. Questa pressione mimetica fa parte della natura umana. Ma forse Internet potenzia questa caratteristica e, nel processo, rende le persone pi&#xF9; riluttanti a condividere idee che non siano gi&#xE0; state pre-approvate in modo dimostrabile, il che riduce le novit&#xE0; in molti ambiti.</blockquote><p>Saremmo quindi nel mondo dell&apos;<strong>incrementalismo</strong>. Piccoli passi, sulla scia di quanto fatto precedentemente, senza scostarsi troppo dal seminato per non dispiacere nessuno, e soprattutto senza la convinzione di avere sconvolgenti risvolti nella vita delle persone.</p><p>Una riflessione davvero profonda e interessante, senza ombra di dubbio. A tal punto che mi sono messo allo studio di uno degli articoli di ricerca citati, <em><a href="https://www.aeaweb.org/articles?id=10.1257/aer.20180338">Are ideas getting harder to find?</a></em>: mi sono armato di pazienza certosina e un passo alla volta lo sto scomponendo in bocconi pi&#xF9; comprensibili per chi non &#xE8; addetto ai lavori e non mastica l&apos;economia accademica. La parte introduttiva ad ora &#xE8; molto interessante; mi sono arenato invece sulla serie di formule che non riesco a cogliere pienamente per deficit universitari personali. Spero di arrivarci in fondo.</p><hr><h2 id="why-you-should-stop-reading-newsfarnam-street-810"><a href="https://fs.blog/stop-reading-news/">Why You Should Stop Reading News - Farnam Street (8/10)</a></h2><p></p><p>Anche in questo Montlhy Learning Journal c&apos;&#xE8; una <em>consecutio</em> di argomenti che ha un propria logica. <br>Se da una parte mancano le idee che scoperchiano la vita quotidiana e capaci di imprimere una sterzata al nostro futuro, dall&apos;altra parte siamo immersi in un oceano di <strong>informazioni non informative</strong>. L&apos;articolo di FS (Farnam Street) prova a spiegare per quale motivo sarebbe meglio dosare con &#xA0;cautela l&apos;accesso ai canali di informazioni oggigiorno.</p><p>La tendenza comune &#xE8; quella di spendere un buona parte del proprio tempo cercando di essere aggiornato con ultimi accadimenti del mondo, pur non traendone alcun vero vantaggio concreto. La possibilit&#xE0;, poi, di consultare le informazioni direttamente dal palmo della propria mano rende tutto ancora pi&#xF9; compulsivo, proprio come una sigaretta nel tempo morto.</p><p>Non &#xE8; l&apos;atto di informarsi a essere sbagliato, <em>anzi.</em> E&apos; invece la <strong>frequenza</strong> con la quale lo facciamo e il materiale a cui accediamo. <br>Nell&apos;ultimo secolo, e nell&apos;ultimo ventennio in particolare (<em>internet ha qualche responsabilit&#xE0; forse?</em>) il costo di produzione di articoli &#xE8; drasticamente calato, per un aumento della manodopera (giornalisti) e per l&apos;avvento di tecnologie che hanno abbattuto le varie spese, tra cui quelle di distribuzione delle notizie. <br>Si sono anche ridotti i margini di guadagno degli editori, che per sopperire alle mancanze gradualmente hanno fatto spazio agli investimenti privati di vari sponsor. La loro moneta di scambio &#xE8; evidente: soldi per visibilit&#xE0; che faccia da pubblicit&#xE0;. Pi&#xF9; uno sponsor compare su un determinato portale di informazioni, pi&#xF9; questo pagher&#xE0; per questa presenza direttamente l&apos;editore.</p><p>E quindi &#xE8; sempre il trionfo della <strong>quantit&#xE0;</strong> <strong>sulla qualit&#xE0;</strong>. Produrre tanto - a scapito del contenuto - per comparire molto, ed essere sempre sulla cresta dell&apos;onda, quando non sussiste reale necessit&#xE0;. </p><p>Diventa necessario pertanto contrastare il <strong>rumore</strong> informativo in cui siamo immersi, cercare di distinguere il <em>blip </em>sul radar delle notizie e di intravvedere un segnale in mezzo alla confusione. Informiamoci meglio, e meno. Selezioniamo con cura le risorse, e non prosciughiamole inutilmente: essere aggiornati una/due volte al giorno &#xE8; gi&#xE0; sufficiente.</p><p>Dobbiamo ancora pi&#xF9; prestare attenzione all&apos;umano terrore (evoluzionistico) di perdersi qualche pezzo per strada - <em>lo spirito dell&apos;ominide raccoglitore che urla dentro di noi</em>. E&apos; la FOMO (fear of missing out) dell&apos;informazione. Siamo vittime di un bias cognitivo, il quale ci spinge a credere che pi&#xF9; siamo informati pi&#xF9; guadagnamo potere e senso del controllo. E&apos; un ragionamento che pu&#xF2; avere qualche vaga validit&#xE0; a patto che si selezioni con cura quello che si legge e studia. E selezionare richiede sempre una scelta, e quando di sceglie si esclude inevitabilmente qualcosa.</p><blockquote><em>&#x201C;What information consumes is rather obvious: it consumes the attention of its recipients. Hence a wealth of information creates a poverty of attention, and a need to allocate that attention efficiently among the overabundance of information sources that might consume it.&#x201D;</em><br>&#x2014; Herbert Simon</blockquote><p>Il mare di informazioni in cui rischiamo di annegare ora infine ha il difetto di prosciugare la nostra attenzione, perch&#xE8; la parcelizza, la infrange contro miriadi di fonti (inconsistenti) , e finiamo quindi con capire poco o nulla di tutto, <em>o di niente.</em></p><p>Se volessimo fare una sana cura detossificante, si potrebbe provare il suggerimento di Nassim Taleb:</p><blockquote><br><em>&#x201C;To be completely cured of newspapers, spend a year reading the previous week&#x2019;s newspapers.&#x201D;</em><br>&#x2014; Nassim Taleb</blockquote><p></p><p>Concludo ripetendo: meglio e meno. Non zero e male.</p><hr><h2 id="the-focus-to-say-nofarnam-street-610"><a href="https://fs.blog/steve-jobs-saying-no/">The Focus to Say No - Farnam Street (6/10)</a></h2><p></p><p>Ni. Interessante lo spunto di questo articolo, ma &#xE8; da prendere con le pinze. Negarsi a qualcuno pu&#xF2; portare a grandi benefici o a spiacevoli conseguenze. </p><p>Credo piuttosto sia strategico ragionare in termini di conseguenze di primo, secondo e terzo ordine, ovvero cercare di prevedere quali risultati pi&#xF9; o meno probabili possono determinare le nostre scelte, e quindi i nostri &quot;s&#xEC;&quot; e i nostri &quot;no&quot;.<br>Io provo a sempre a implementare queste previsioni nei miei ragionamenti.</p><hr><h2 id="can-you-outsmart-the-slippery-slope-fallacyelizabeth-cox-910">Can you outsmart the slippery slope fallacy? - Elizabeth Cox (9/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/Qt4f7QrfRRc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Un video davvero ben fatto che spiega con semplicit&#xE0; una delle pi&#xF9; importanti fallacie cognitive, ovvero la Slippery Slope Fallacy, in italiano traducibile con <em>Fallacia della Discesa scivolosa</em>, che in sostanza ci porta a trarre conclusioni senza passaggi logici e statisticamente validi. </p><p>Un video da vedere. Punto.</p><hr><h2 id="why-do-we-work-too-muchcal-newport-710"><a href="https://www.newyorker.com/culture/office-space/why-do-we-work-too-much/amp">Why Do We Work Too Much? - Cal Newport (7/10)</a></h2><p></p><p>Un interessante articolo di Cal Newport sul The New Yorker, che affronta il tema della morte da eccessivo lavoro, fenomeno per il quale i Giapponesi hanno coniato un termine apposito, <em><strong><a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Karoshi">karoshi</a></strong>.</em> In Giappone sta diventando una vera e propria piaga sociale. <br>L&apos;eccessivo lavoro, specialmente in un periodo storico come quello attuale dove, per via dello smart working, l&apos;ufficio pu&#xF2; combaciare con la propria residenza, ha l&apos;inevitabile conseguenza di aumentare notevolmente lo stress psicofisico, con risultati alquanto deleteri.</p><p>E&apos; necessaria una saggia e sapiente gestione del proprio tempo e del proprio lavoro, in particolar modo se si parla di liberi professionisti in cui la gestione &#xE8; completamente autonoma: in questi casi aumenta consideravolmente il rischio di soccombere alla falsa percezione di avere tutto sotto controllo quando la realt&#xE0; &#xE8; esattamente il contrario. Secondo Cal Newport siamo infatti tentati - e quasi sempre cadiamo nella trappola - di lavorare un 20% in pi&#xF9; di quanto realmente dovremmo, in termini di energie e di tempo dedicato. E&apos; un 20% assassino, che nel silenzio ci logora fino a conseguenze estreme.</p><p>La pandemia deve essere il trampolino per una riflessione pi&#xF9; ampia sul mondo del lavoro, e sulla gestione dei tempi da dedicarvi. Bisogna educare ad una vita pulita, anche nell&apos;arduo compito di amministrare con saggezza le proprie forze, i propri doeri e i propri tempi.</p><p>Teniamo bene a mente la Legge di Parkinson: <em>il lavoro si espande in modo tale da riempire interamente il tempo messo a disposizione per il suo completamento.</em></p><blockquote>The problem with the stress heuristic is that it doesn&#x2019;t start reducing your workload until you already have too much to do. Like Parkinson&#x2019;s naval bureaucracy, which expanded at a regular rate regardless of the size of the Navy, this stress-based self-regulation scheme insures that you remain moderately overloaded regardless of how much work is actually pressing.</blockquote><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere...</h3><p></p><p>Sto ancora finendo il libro della guida TED Talk sul Publick Speaking. Non riesco a trovare la calma giusta per dare lo strappo finale e chiuderlo defintivamente. E&apos; un libro simpatico, anche se in inglese la lettura scorre senza intoppi; ahim&#xE8; lo sto spezzettando troppo e quindi non riesco a portarlo a termine. Far&#xF2; in modo di arrivarci in fondo.</p><p>Ho in cantiere altre puntate dei miei podcast, sia con le Carezze Rodariane sia con le chiacchierate in compagnia di un qualche ospite. </p><p>Mi sono stati regalati una buona quantit&#xE0; di libri che sono sulla libreria e mi chiamano. Conto di rispondere <em>Presente</em> in tempi utili. Ho comprato anche due libri di Mercadini, che non vedo l&apos;ora di sfogliare.</p><p>Il CMS di Ghost e i suoi plugin non mi permettono di mandare agevolmente le newsletter ai pochi e preziosi lettori di questo blog per informarli di nuovi articoli. Sono alla ricerca di una soluzione alternativa. Pensare ad un canale Telegram? Non saprei, devo approfondire il tema.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #6 (Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Poco ma buono.]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-6-monthly-learning-journal/</link><guid isPermaLink="false">61cf2ada2c9e460984e95d55</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Sat, 01 Jan 2022 10:00:14 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>In realt&#xE0; lo dovrei considerare un bi-monthly o tri-monthly learning journal, considerando che ho saltato qualche pezzo di recente. Poco importa, &#xE8; la sostanza che conta.</p><p>Gate67 ha ora una versione audio: ho deciso di sperimentarmi anche con la voce pubblicando di tanto in tanto <a href="https://open.spotify.com/show/5ipa5nK42xt1O3UnJAuM6P?si=1b2f7c11d4314f01">qualche podcast</a>. Ad ora ne ho pubblicato uno a tema Rodari, ma ne sono altri in cantiere. Vediamo dove andr&#xF2; a finire inseguendo questo <em>Bianconiglio.</em></p><hr><h2 id="carezze-rodariane-1i-due-sognatori-810"><a href="https://open.spotify.com/episode/0I3iN5uRk5K1bD3n4pxnsD?si=bIn91F_PSOmCN5KFP8LM_g">CAREZZE RODARIANE #1 - I DUE SOGNATORI (8/10)</a></h2><p></p><!--kg-card-begin: html--><iframe src="https://open.spotify.com/embed/episode/0I3iN5uRk5K1bD3n4pxnsD?utm_source=generator" width="100%" height="232" frameborder="0" allowfullscreen allow="autoplay; clipboard-write; encrypted-media; fullscreen; picture-in-picture"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>Ecco, &#xE8; giusto farsi un briciolo di pubblicit&#xE0;. Proprio un pelo. Non ho messo 10/10 come votazione &#xA0;per invitarmi a migliorare. <em>Curioso</em>, direi.</p><hr><h2 id="ten-lessons-i-learned-while-teaching-myself-to-code-710"><a href="https://tim.blog/2019/03/21/learn-to-code/?fbclid=IwAR0CahAZ8eQP7NW0MZRpGf4KUshjQ09daNHZSpSglLG6BWD9ObPqjrdAh7k">TEN LESSONS I LEARNED WHILE TEACHING MYSELF TO CODE (7/10)</a></h2><p></p><p>Seguo Tim Ferriss da molti anni, sin da quando ho letto il suo bestseller <em>The 4 Hour Workweek. </em>Mi incuriosiscono particolarmente la sua capacit&#xE0; di reinventarsi in modalit&#xE0; differenti, il suo approccio al <em>life learning</em> e il suo entusiasmo nel de-costruire alcune abilit&#xE0; per renderle meglio aggredibili ed assimilabili. Oltre ad avere scritto diversi libri e tenere un canale podcast molto seguito, ha anche un blog dove frequentemente riporta articoli o interviste di ospiti delle sue trasmissioni web.</p><p>Sono inciampato casualmente in questo articolo. Come ho scritto poco tempo fa, mi sono rimesso sulle tracce delle memorie di programmazione, conoscenze che risalgono ad anni fa. Un&apos;altra vita, per intenderci. &#xA0;In primavera ho infatti deciso di ricominciare a programmare, seguendo qualche corso online e diluendo il tutto nei mesi. Dovrei essere pi&#xF9; metodico - ammetto - ma si sono sovrapposti diversi impegni.</p><p>Prendendo spunto dall&apos;articolo, ripercorro brevemente i principali motivi per cui la programmazione continua a solleticarmi, di tanto in tanto:<br>1) la potenzialit&#xE0; costruttiva. Come altre attivit&#xE0;, anche la programmazione permette di costruire, di assemblare piccoli mattoncini di codice che gradualmente danno forma ad un palazzo dalle numerose stanze, un palazzo capace di popolarsi autonomamente. Vedere un&apos;idea nella nostra mente diventare &quot;realt&#xE0;&quot; risponde alla nostra vocazione di creatori;<br>2) l&apos;automatizzazione. Il codice apre nuovi scenari, ovvero trasla l&apos;automazione industriale a livello digitale, virtuale e anche personale. Se capisco come intrecciare i diversi blocchi di codice, se riesco ad unire i puntini in maniera logicamente ferrea, sar&#xF2; in grado di creare uno strumento automatico, ovvero capace di avere &quot;vita&quot;propria senza la mia indispensabile ed incessante presenza. <em>Build things for you: </em>fare della programmazione uno strumento per le necessit&#xE0; personali, anche quelle pi&#xF9; semplici, &#xE8; sicuramente il risvolto pi&#xF9; interessante e utile che posso individuare;<br>3) la programmazione non perdona. Un computer non lascia margine di fraindentimento n&#xE8; di approssimazione, e proprio questa sua intransigenza ne fa &#xA0;uno strumento tanto infallibile quanto spietato. Personalmente ci vedo soltanto un&apos;opportunit&#xE0;: se l&apos;errore non &#xE8; ammesso e, anzi, non restituisce proprio nulla, questo mi porta ad essere meticoloso, a progettare con dovizia di particolari, ad usare il pensiero logico e consequenziale. La programmazione pu&#xF2; insegnare quindi la pulizia di pensiero.</p><p>Quello di riprendere a programmare per me stesso &#xE8; un obiettivo a medio termine, non voglio correre. Ma lo porter&#xF2; a termine.</p><hr><h2 id="un-numero-per-il-quale-uccidereroberto-mercadini-910"><a href="https://youtu.be/EDT6Tzeg_Jc">UN NUMERO PER IL QUALE UCCIDERE - ROBERTO MERCADINI (9/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/EDT6Tzeg_Jc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Ahim&#xE8; recentemente ho dedicato poco tempo a Mercadini; mi riprometto di tornare ad un appuntamento settimanale con questo vero artista. <br></p><hr><h2 id="profiliriposareepisodio-3-910"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=PuWy4RCEFBQ&amp;list=WL&amp;index=8">PROFILI - RIPOSARE - EPISODIO 3 (9/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/PuWy4RCEFBQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Colpa mia che sono rimasto indietro e non ho seguito il feed negli ultimi mesi, e cos&#xEC; mi sono perso gli altri episodi di Profili. </p><p>In questa puntata si parla di riposo. In cosa consiste per me il riposo? Podcast in arrivo.</p><hr><h2 id="solar-eclipse-from-the-south-pole-1010">SOLAR ECLIPSE FROM THE SOUTH POLE (10/10) </h2><!--kg-card-begin: html--><iframe id="reddit-embed" src="https://www.redditmedia.com/r/spaceporn/comments/reegg6/solar_eclipse_from_the_south_pole/?ref_source=embed&amp;ref=share&amp;embed=true" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups" style="border: none;" height="501" width="640" scrolling="no"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>Lo spettacolo di questa fotografia risiede - secondo me - nella luce. La luce in diverse intensit&#xE0;, dal suolo, al cielo fino all&apos;eclissi solare. Sembra un fotogramma di Guerre Stellari, con mondi non troppo lontani sullo sfondo dietro il profilo di una collina sabbiosa.</p><p>Rimanendo in tema <em>spazio</em>, il mese di Dicembre ha portato con s&#xE8; un dono di inestimabile valore: &#xE8; stato lanciato il JWST, ovvero il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telescopio_spaziale_James_Webb">James Webb Space Telescope</a>, il degno successore del telescopio Hubble. Dovrebbe rivoluzionare la ricerca astronomica ed astrofisica, permettendo di rispondere a domande sull&apos;universo rimaste irrisolte fino ad ora, e di intravvedere &#xA0;i primi istanti di formazione di alcune stelle e pianeti. <br>Il telescopio James Webb racchiude la vocazione di esploratore dell&apos;essere umano. </p><hr><h2 id="la-vita-quotidiana-dei-palestinesi-ad-hebroninternazionale-810"><a href="https://www.internazionale.it/video/2021/12/15/hebron-palestina-israele">LA VITA QUOTIDIANA DEI PALESTINESI AD HEBRON - INTERNAZIONALE (8/10)</a></h2><p></p><p>Hebron &#xE8; una delle principali citt&#xE0; palestinesi in CisGiordania. A met&#xE0; del &apos;900 si &#xE8; insediata una piccola comunit&#xE0; ebraica che gradualmente ha creato un&apos;<em>enclave </em>sorvegliata dall&apos;esercito israeliano, determinando una serie innumerevole di conseguenze assurde, illogiche e deprivanti della dignit&#xE0; di molte persone. Internazionale pubblica questo documentario creato da israeliani, in cui vengono intervistati giovanissimi soldati israeliani che hanno prestato servizio militare ad Hebron. Il video chiarisce l&apos;intento dei militari nella zona.</p><p>Non &#xE8; invece chiaro quanto i soldati intervistati siano pentiti del loro servizio militare.</p><p></p><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere...</h3><p></p><p>Mi sono divertito a pubblicare il primo podcast, quindi andr&#xF2; avanti con altre puntate, cercando di dare forma a diverse idee che mi ronzano in testa.</p><p>Continuo a scrivere altri articoli, ho una lista lunga di temi. Voglio trovare la tranquillit&#xE0; richiesta per approfondire un tema in modo corretto e scriverne qualcosa di intelletualmente commestibile.</p><p>E&apos; la fine di un anno e l&apos;inizio di un altro. Siccome ho esordito con Tim Ferriss, ho deciso di concludere ancora con lui (<em>ring composition</em>) condividendo un suo articolo che puntualmente pubblica gli ultimi giorni di dicembre. Potrebbe essere un buon spunto di riflessione per chi si ferma qua su Gate 67. </p><p></p><figure class="kg-card kg-bookmark-card"><a class="kg-bookmark-container" href="https://tim.blog/2021/12/27/past-year-review/"><div class="kg-bookmark-content"><div class="kg-bookmark-title">Forget New Year&#x2019;s Resolutions and Conduct a &#x2018;Past Year Review&#x2019; Instead (#559)</div><div class="kg-bookmark-description">I&#x2019;m often asked about how I approach New Year&#x2019;s resolutions. The truth is that I no longer approach them at all, even though I did for decades. Why the change? I have found &#x201C;past year reviews&#x201D; (PYR&#x2026;</div><div class="kg-bookmark-metadata"><img class="kg-bookmark-icon" src="https://i0.wp.com/tim.blog/wp-content/uploads/2019/12/cropped-site-icon-tim-ferriss-2.png?fit=192%2C192&amp;ssl=1"><span class="kg-bookmark-author">The Blog of Author Tim Ferriss</span><span class="kg-bookmark-publisher">Tim Ferriss</span></div></div><div class="kg-bookmark-thumbnail"><img src="https://i0.wp.com/tim.blog/wp-content/uploads/2018/07/tfs_essentialism_blog.jpg?fit=1200%2C1200&amp;ssl=1"></div></a></figure><p>A presto cari viaggiatori</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[De Reputatione]]></title><description><![CDATA[La reputazione è tutto, tutto è reputazione. Anzi no.]]></description><link>https://www.gate67.org/de-reputatione/</link><guid isPermaLink="false">61c5e8e22c9e460984e95aed</guid><category><![CDATA[reputazione]]></category><category><![CDATA[statu sociale]]></category><category><![CDATA[credenza]]></category><category><![CDATA[società]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Sun, 26 Dec 2021 13:59:25 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p></p><p>Recentemente ho letto questa affermazione: &quot;La reputazione &#xE8; tutto&quot;. Lo sguardo &#xE8; passato oltre, poi improvvisamente si &#xE8; bloccato, tornato indietro e si &#xE8; fissato sulla frase.<br>Mi sono chiesto il perch&#xE8; di questa affermazione. Perch&#xE8; la reputazione &#xE8; tutto? E cos&apos;&#xE8; la reputazione?</p><p>Negli articoletti di giornale o nei consigli domenicali di marketing pu&#xF2; venire citato Warren Buffett, celebre &#xA0;investitore americano. Mi sembra doveroso non essere da meno: diceva infatti &quot;Ci vogliono vent&#x2019;anni per costruire una reputazione e cinque minuti per rovinarla. Se pensi a questo, farai le cose in modo diverso&quot;. </p><p>Mah.</p><p>Questa la definizione di Wikipedia: <em>Il concetto di <strong>reputazione</strong> attiene alla credibilit&#xE0; che un determinato soggetto ha all&apos;interno di un gruppo sociale. </em><br>La sua etimologia latina si riferisce all&apos;azione ripetuta della potatura di una pianta da tutti i rami secchi ed infruttiferi, e quindi per estensione di significato, la reputazione deriva dalla potatura di tutti i cattivi giudizi che possono influenzare la nostra immagine all&apos;interno di una cerchia sociale.</p><p>Deriva dall&apos;istinto primordiale degli uomini raccoglitori di mantenere uno status di <strong>capobranco</strong>, cos&#xEC; da probabilmente garantirsi una buona parte del cibo a disposizione e la disponibilit&#xE0; delle femmine pi&#xF9; &quot;attraenti&quot; con le quali soddisfare la pulsione di sopravvivenza della specie. <br>E&apos; sorprendente realizzare quanti dei nostri comportamenti affondano le proprie radici in gesti e pensieri che risalgono a costrutti sociali di millenni indietro.</p><p>Tornando quindi alla definizione di Wikipedia, &#xE8; un determinato gruppo sociale ad attribuire uno status specifico ad un individuo.<br>I gruppi sociali, analizzandoli, sono molteplici. Non possiamo certamente pensare ne esista uno solo, e ad elencarli tutti soffriremmo di giramenti di testa. In ordine decrescente di grandezza, apparteniamo alla specie umana, alla societ&#xE0; europea, alla tradizione ed origine italiana, alle radici regionali, alla cerchia campanilista della nostra citt&#xE0;, al grande orticello del nostro quartiere, al club del nocino, al gruppo di tifosi del Milan e pure alla 5&#xB0;A delle nostre scuole superiori. </p><p>In funzione delle diverse e numerose <strong>cerchie sociali</strong> alle quali apparteniamo, la nostra immagine pu&#xF2; cambiare. La nostra reputazione quindi &#xE8; determinata da persone differenti che possono per&#xF2; condividere obiettivi, principi e valori precisi, a seconda di quale contesto si prende come riferimento. <br>Ad esempio un calciatore particolarmente goleador sar&#xE0; giudicato in maniera entusiasta da chi masticher&#xE0; di calcio, mentre &#xE8; probabile che il sindacato dei professori di lettere dei licei classici non lo ritengan&#xE8; &#xA0;un infallibile scrittore n&#xE8; uno stimato conoscitore di Pascoli n&#xE8; di Foscolo.</p><p>Viviamo dunque bersagliati da continue opinioni che possono indubbiamente influenzare le nostre future azioni. In quanto animali essenzialmente sociali, in maniera variabilmente conscia tendiamo a farci guidare da quello che le persone pensano di noi, cos&#xEC; da guadagnarne la stima. <br>Questo pu&#xF2; essere un fardello, specialmente se teniamo in considerazione che la nostra reputazione dipende in piccola parte da quello che noi abbiamo fatto e in gran parte dal bagaglio emotivo ed esperienziale della cerchia sociale con la quale vogliamo &quot;farci belli&quot;. <em>Un&apos;opinione infatti prende forma a partire dai sentimenti (per natura irrazionali) che scaturiscono da <strong>bias cognitivi</strong> e da <strong>esperienze fatte</strong>, e non c&apos;&#xE8; statistica che tenga</em>. <br>Per esperienza personale, se un dentista con alcune ere geologiche sulle spalle &#xE8; stato particolarmente antipatico con un paziente, quest&apos;ultimo elaborer&#xE0; negativamente il suo vissuto e per difesa lo estender&#xE0; a tutte le successive occasioni similari: anche il migliore odontoiatra avr&#xE0; difficolt&#xE0; a trovare la chiave giusta per mettere a proprio agio il paziente.<br>E ancora, incontrando una persona nuova, impieghiamo dai 30 a 100 millisecondi per farci un&apos;idea di chi abbiamo davanti. Idea fedele? Improbabile. </p><p>Allo stesso tempo la nostra opinione &#xE8; largamente influenzata da quella degli altri. La reputazione di una persona o di una societ&#xE0; spesso precede la sua reale conoscenza, motivo per cui siamo indirettamente condizionati. In modo sottile ed inconscio veniamo suggestionati da quello che la cerchia sociale di appartenenza gi&#xE0; pensa - o crede di pensare - ancora prima di poter analizzare a fondo chi o cosa abbiamo davanti, sempre che sia nostra intenzione. Sembra dunque di essere in parte vittime di un meccanismo molto pi&#xF9; grande di noi: sia che si debba formulare un parere sia che si abbia l&apos;obiettivo di migliorare la propria reputazione, le variabili in gioco sono innumerevoli e spesso difficili da controllare.</p><p>La reputazione &#xE8; sostanzialmente una <em><strong>credenza</strong></em>. Consiste in una storia che ci raccontiamo e che cerchiamo di rendere il pi&#xF9; organica e coerente possibile con le nostre esperienze, con le relazioni e con la realt&#xE0; vissute ogni giorno. Se ci convince una storia, sar&#xE0; impresa ardua minarne le fondamenta. Ogni giorno ci raccontiamo delle storie, e l&apos;intera vita di ognuno di noi &#xE8; basata su storie che sono pi&#xF9; o meno condivise. L&apos;esistenza degli stati, di una moneta e della squadra del cuore sono costrutti narrativi in cui vogliamo credere, e a seconda di quanto ci crediamo, saremo disposti a difendere queste storie con pi&#xF9; o meno energia e strumenti. <br>Il medesimo meccanismo pu&#xF2; applicarsi ad un&apos;opinione (e per propriet&#xE0; transitiva, al concetto di reputazione), che sia la nostra o quella di qualcun&apos;altro. Pi&#xF9; saremo invischiati, pi&#xF9; la cureremo e saremo intimiditi da chi vuole farci cambiare idea. </p><p>Costruirsi una buona reputazione richiede energia? Come posso adoperarmi per non rovinare quanto fatto prima? <br>Ipotizzo che primariamente sia richiesta una buona quantit&#xE0; di energia motivazionale, quindi <strong>energia psichica</strong>; se la mente pompa obiettivi, il fisico seguir&#xE0; inevitabilmente. Ad esempio, durante le battute finali di un match sportivo, saranno pi&#xF9; la forza e la perseveranza mentali a muovere un atleta - anche se in buone condizioni fisiche - invece che le sue energie muscolari residue. Facendo un passo indietro, quindi, il continuo adoperarsi per mantenere o migliorare il proprio <em>status sociale</em> impegna seriamente la nostra concentrazione e la nostra volont&#xE0;, talvolta a tal punto da esaurirci psicologicamente. Questo esaurimento potrebbe aggravarsi quanto pi&#xF9; cerchiamo di compiacere la nostra platea, perch&#xE8; rischieremo di discostarci sempre pi&#xF9; dal nostro <em><strong>baricentro intenzionale</strong></em>, ovvero il nostro bagaglio naturale di sentimenti ed aspirazioni.</p><p>Azzardo un ragionamento. La costruzione di una <em>nomea</em> &#xE8; un complesso braccio di ferro tra alcune variabili: lo potremmo immaginare come un triangolo a tre vertici tra ci&#xF2; che noi desideriamo, ci&#xF2; che il nostro &quot;pubblico&quot; richiede e tutto il complesso sistema di informazioni e credenze che possono precederci. &#xA0;E&apos; assai probabile che queste variabili non coincidano, e che quindi si debba muovere dalla propria posizione di partenza e disattendere qualche aspettativa, buona o cattiva che sia, nostra o altrui. Obiettivo primario - direi - sar&#xE0; quello di non allontanarci eccessivamente dal nostro baricentro intenzionale, <em>pena</em> il rischio concreto di esporci troppo e quindi giocare esclusivamente il gioco di qualcun&apos;altro e non il nostro. <br>Pu&#xF2; essere strategico pianificare <strong><em>appuntamenti con s&#xE8; stessi</em> </strong>per verificarsi, per fare analisi e misurare di quanto ci stiamo allontanando da quello che autenticamente desideriamo e a cui aspiriamo. Un margine di discostamento direi sia tollerato.</p><p>Molto spesso rimango perplesso da questo tema perch&#xE8; proprio non fa per me. Fuggo i richiami della competizione - che possono alimentare la ricerca spasmodica di un&apos;ottima reputazione - e di riflesso non mi adopero particolarmente a farmi pi&#xF9; bello agli occhi degli altri. Indubbiamente serve un pizzico di sicurezza personale e di consapevolezza di s&#xE8; stessi, ma &#xE8; necessaria anche una buona dose di mitezza di spirito.</p><p></p><p>Torno alle mie tagliatelle ai funghi, la mia fama di cuoco mi precede.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #5 (Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Metaverso e compagnia cantante]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-5-monthly-learning-journal/</link><guid isPermaLink="false">6182ffb82c9e460984e9586e</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Wed, 10 Nov 2021 18:48:36 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Ne &#xE8; passata di acqua sotto i ponti dall&apos;ultimo articolo. Tanta. <br>Settembre e Ottobre sono stati mesi di grandi cambiamenti, e progressivamente sto trovando nuovi equilibri che mi permettono di ritagliare il giusto tempo ad <em>imparare</em> e a <em>creare.</em></p><p>Vediamo insieme cosa ha particolarmente catturato la mia attenzione in queste ultime settimane. </p><hr><h2 id="how-to-build-your-own-particle-detector-1010"><a href="https://www.symmetrymagazine.org/article/january-2015/how-to-build-your-own-particle-detector">HOW TO BUILD YOUR OWN PARTICLE DETECTOR (10/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/xky3f1aSkB8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Avevo un Sapientino da piccolo. Magari non tutti sanno di cosa si tratta: sostanzialmente un gioco di societ&#xE0; che metteva a disposizione un piccolo laboratorio scientifico; ogni confezione aveva un esperimento differente. Mi piaceva, ci ho giocato spesso fino a quando non l&apos;ho rotto; se ricordo bene il mio Sapientino era sull&apos;elettricit&#xE0; e la luce.</p><p> Non ricordo come ma sono casualmente inciampato in questa perla del web. Come un Sapientino digitale, in questo video e nell&apos;<a href="https://www.symmetrymagazine.org/article/january-2015/how-to-build-your-own-particle-detector">articolo</a> viene spiegato come costruirsi in casa un detettore di particelle cosmiche, provenienti dallo spazio. Basta un poco di alcool e una legenda che aiuti a distinguere i diversi fenomeni fisici.</p><p>Spettacolare davvero, spero di avere il modo di costruirne uno in casa presto. </p><hr><h2 id="curing-your-clown-like-car-habitmmm-710"><a href="https://www.mrmoneymustache.com/2013/04/22/curing-your-clown-like-car-habit/">CURING YOUR CLOWN-LIKE CAR HABIT - MMM (7/10)</a></h2><p></p><p>Mister Money Moustache ha creato un blog che da anni &#xE8; uno dei punti di riferimento del movimento <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/FIRE_movement">FIRE (Financial Indipendence, Retire Early)</a>, specialmente per gli addetti ai lavori americani. </p><p>Pi&#xF9; che un movimento possiamo intenderlo come una filosofia di vita, che suggerisce di raggiungere una buona consapevolezza economica e finanziaria di s&#xE8; stessi, in modo tale da poter andare in pensione anticipata sfruttando anche un atteggiamento risparmioso ed eventualmente integrandolo con investimenti fruttuosi.</p><p>MMM ha adottato stili di vita in alcuni casi abbastanza drastici, in alcuni casi meno; detto ci&#xF2; nei suoi articoli regala spesso suggerimenti e prospettive davvero interessanti.</p><p>L&apos;uso della macchina come mezzo di trasporto senza dubbio &#xE8; un tema centrale, per chiunque. <br>Quando usciamo di casa la mattina per dirigerci a lavoro (o in qualsiasi altra destinazione &quot;nella media&quot;), &#xE8; davvero improbabile non incrociare qualche <em>compagno di asfalto </em>che salga a bordo della propria auto e schizzi via tra le strade della citt&#xE0;. Non c&apos;&#xE8; nulla di strano in tutto questo; o almeno, non percepiamo nulla di strano. Diamo per scontato questo mezzo di locomozione, ed &#xE8; entrato a fare parte di diritto del nostro stile di vita. Inevitabilmente viziato in origine.</p><blockquote>When you use a 3500-pound car to transport your 150-pound self around, 96 percent of the weight of that clump of matter is the car. You&#x2019;re moving 25 times more junk around than you need to, and thus using 25 times more energy to do it.<br>Imagine that you&#x2019;re hungry for lunch, so you go to a restaurant. But you don&#x2019;t just order yourself a blackened salmon salad for $15.00. You order <em><em>twenty five salads for $375.00! </em></em>Then, you eat one of them, and leave the other 24 blackened salmon salads, $360.00 worth of food, to get collected by the waiter and slopped unceremoniously into a big black garbage bag. All that fine wild-caught Alaskan Salmon, lovingly seasoned and grilled. All the fine crumbles of feta cheese, the mango salsa, diced green onion, shaved peppers, rich zingy dressing, and everything else the chef worked on for hours &#x2013; plopped into the slimy garbage bag. <strong><strong>This is exactly what you are doing, every time you drive!</strong></strong></blockquote><p>MMM spacca in due il nocciolo della questione. Il nostro modo di spostarci si fonda su un rapporto anomalo con la macchina, dove sostanzialmente siamo noi a portarla in giro, e non il contrario. Dal punto di vista energetico, poi, questo rapporto &#xE8; enormemente svantaggioso. Ma la macchina ci piace, ci coccola con i suoi diversi <em>optional</em>, spesso ci fa sentire importanti. </p><p>Prendendo per&#xF2; il tema con un sguardo pi&#xF9; analitico e freddo, ci possiamo accorgere che non &#xE8; davvero impossibile adottare approcci pi&#xF9; sostenibili dal punto di vista energetico, ambientale, economico e di stili di vita. Spostarci a piedi, o ancora meglio in bicicletta, &#xE8; un passo verso la liberazione da questo <em>diritto acquisito</em> che la macchina &#xE8; diventata nel secolo scorso. Come ogni cambiamento, richiede metodo e costanza; la pazienza e la tenacia, alla fine ripagheranno. Saremo utilizzatori di auto consapevoli soltanto quando percepiremo qualche tipo di rimorso salendo in auto e andando a comprare il pane su quattro ruote. </p><p>A me capita spesso. Essendo un <em>afficionado</em> della bicicletta e spostandomi spesso con questa, specialmente per andare a lavoro, quando mi capita di usare l&apos;auto per lusso - ovvero quando &#xE8; una scelta <strong>evitabile<em> - </em></strong>so che sto sbagliando. E&apos; fondamentale saperlo, e tenerlo a mente: in tal modo, gradualmente, le occasioni per sgarrare diventeranno via via meno frequenti.</p><p>Aggiungo una postilla, indispensabile. Lo stile di vita &#xE8; personalizzabile in buona parte - direi 70% - grazie a scelte oculate e ragionate. E&apos; auspicabile cercare di impostarlo in modo sapiente e sostenibile, anche dal punto di vista della locomozione. Ma non sempre abbiamo il coltello dalla parte del manico, non sempre abbiamo la possibilit&#xE0; di scegliere in autonomia o in piena libert&#xE0;. Potremo impegnarci a cercare, ad esempio, un luogo di lavoro non distante da casa, ma non possiamo avere la certezza di trovarlo. E se gli unici scenari inevitabili sono quelli di destinazioni lontane e distanti da raggiungere, facciamocene una ragione: la macchina &#xE8; difficilmente rinunciabile.</p><hr><h2 id="cerano-una-volta-un-saxofono-ed-un-condotto1010">C&apos;ERANO UNA VOLTA UN SAXOFONO ED &#xA0;UN CONDOTTO..(10/10)</h2><p></p><!--kg-card-begin: html--><iframe id="reddit-embed" src="https://www.redditmedia.com/r/Jazz/comments/qh1fq2/this_guys_is_killing_it/?ref_source=embed&amp;ref=share&amp;embed=true" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups" style="border: none;" height="620" width="640" scrolling="no"></iframe><!--kg-card-end: html--><p></p><hr><h2 id="why-facebooks-metaverse-is-dead-on-arrival-710"><a href="https://nymag.com/intelligencer/2021/11/why-facebooks-metaverse-is-dead-on-arrival.html">WHY FACEBOOK&apos;S METAVERSE IS DEAD ON ARRIVAL (7/10)</a></h2><p></p><p>Pur avendo un profilo Facebook attivo da anni e pur conoscendolo quando ancora non era sbarcato in Italia, non sono mai andato davvero a nozze con questo strumento. Avevo gi&#xE0; intuito allora il meccanismo psicologico viziato che si nascondeva dietro l&apos;impiego di questo social; detto questo, equipaggiato con il giusto spirito critico e senso di distacco, mi ero iscritto e nel tempo l&apos;ho usato con il contagocce.</p><p>Facebook negli anni si &#xE8; senza dubbio evoluto, cos&#xEC; come sono cresciuti esponenzialmente i problemi di privacy e di gestione dei contenuti. Da Cambridge Analytica agli ultimi <em>Facebook Papers</em>, &#xE8; chiaro che qualcosa non quadri del tutto ai piani alti. Sono evidenti diverse lacune, che probabilmente nascondono una volontaria noncuranza. </p><p>Non mi &#xE8; chiaro quale sia stato il grado di copertura mediatica italian del recente evento Facebook Connect, dove Zuckerberg ha introdotto il Metaverso; forse sono stato distratto, ma a me &#xE8; sembrato che tutto sia passato in sordina, o quasi.<br>Venendo al metaverso invece, sono rimasto discretamente inorridito. Non ho capito se questa presentazione &#xE8; stata accelerata o fortemente voluta per distogliere l&apos;attenzione dai recenti scandali, ma tant&apos;&#xE8;. </p><p>Meta - il nuovo nome che sostituir&#xE0; Facebook inteso come azienda - ha messo sul bancone in bella vista un nuovo concept di esperienza digitale, un autentico mondo parallelo virtuale dove poter riprodurre quasi ogni aspetto della <em>vita terrena</em>. Nella presentazione, Zuckie ha fatto intendere che questo nuovo mondo che potrebbe aspettarci sar&#xE0; costituito da innumerevoli - <em>infiniti? - </em> ambienti, completamente personalizzabili dai quali entrare ed uscire istantaneamente. Sar&#xE0; possibile partecipare al concerto digitale di una pop star, comprare casa, fare il bagno in un lago, cos&#xEC; come giocare a carte con amici dal ponte di comando di una nave spaziale che orbita intorno alla Terra. Il medesimo grado di personalizzazione dell&apos;esperienza sar&#xE0; riservato al nostro avatar, che potr&#xE0; certamente assumere le nostre sembianze, cos&#xEC; come potr&#xE0; diventare un granchio a 3 chele e mezzo, o un personaggio alla Simpson. Insomma, quello che vogliamo. </p><p>Mi sorgono diversi dubbi a riguardo. </p><p>Perch&#xE8;? A quale esigenza si risponde con questa piattaforma? Personalmente credo nessuna. Certamente dipende da che valore conferiamo ad una qualsiasi esperienza digitale e in che grado questa pu&#xF2; contribuire alla crescita della nostra persona, fisica e spirituale. Camminare sull&apos;acqua del mare - <em>virtuale - </em>che cosa mi regala? Divertimento? Pu&#xF2; darsi, ma poco altro. Il mio cervello continuer&#xE0; a percepire come falso e fittizio il dato esperito sul metaverso; rimarr&#xE0; tutta una proiezione. Temo, per di pi&#xF9;, che la potenziale possibilit&#xE0; di fare qualsiasi cosa nel metaverso spinga i <em>meno equipaggiati</em> a perdere la giusta fame di iniziativa che serve nel mondo reale. Potrebbe diventare inutile o eccessivamente dispendioso dal punto di vista motivazionale prefissarsi obiettivi nella vita di tutti i giorni quando il metaverso pu&#xF2; offrire scappatoie. O ancora, timore rivolto sempre ai <em>meno equipaggiati</em>, potrebbe concretizzarsi il rischio di immedesimarsi irreversibilmente nel proprio avatar e nell&apos;esperienza virtuale (che comunque saebbe finita, ovvero, limitata nel tempo e nello spazio) rinnegando in qualche modo la propria vita terrena, generando un circolo vizioso di insoddisfazione e depressione.</p><p>Davvero infinito nelle potenzialit&#xE0;? Ho seri dubbi. Un qualsiasi prodotto non ha futuro se non pu&#xF2; diventare commercializzabile ed economicamente rilevante. E quindi questo metaverso diventer&#xE0; una fiera a cielo aperto dove ogni azienda di questo mondo trover&#xE0; il modo di vendere la propria maglietta, la propria scarpa, la cassapanca o gli occhiali, tutto rigorosamente digitale. &#xA0;E per acquistare questi prodotti virtuali, sar&#xE0; necessario munirsi di una valuta digitale che funga da mezzo di scambio (a dire la verit&#xE0; esiste gi&#xE0; <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Diem_(digital_currency)">la criptovaluta di Facebook</a>, e assicurarsene gi&#xE0; qualche unit&#xE0; potrebbe essere un investimento di prospettiva). <br>Dunque la stessa &quot;frustrazione&quot; di non potersi permettere qualcosa si ripresenterebbe al di l&#xE0; del router di casa, forse anche amplificata, considerando il fatto che senza dubbio verr&#xE0; decantata la possibilit&#xE0; di essere <em>onnipotenti</em> ed <em>onnipresenti. </em></p><p>Quando? Cio&#xE8; sar&#xE0; possibile vivere il metaverso zuckerbergiano a breve? Non credo. Le tecnologie attuali non ci consentono di avere un tale grado di immersivit&#xE0; e al contempo una struttura cos&#xEC; complessa, vasta ed interdipendente. I visori poi spesso provocano nausea, possono avere ritardi di risposta o problemi tecnici; ancora, i visori allontanano ed isolano dalle altre persone. Immaginiamo di incontrare una persona seduta su una panchina, con un visore agganciato al capo e intento a vivere la sua vita nel metaverso: &#xE8; un esplicito segnale di non volere essere ingaggiato socialmente. E&apos; come se avesse appeso su una immaginaria maniglia <em>Do not disturb.</em></p><p>Prendo in prestito poi un&apos;ultima riflessione da MrRip. Sembra quasi che i personaggi pubblici pi&#xF9; influenti della nostra epoca, vedi i vari Bezos, Elon Musk, Zuckerberg &amp; co. puntino a trovare vie di fuga e mondi alternativi, lontani o immateriali, ma di certo non pare abbiano intenzione di investire tempo e dinari in quello in cui ci svegliamo e addormentiamo giorno e sera. Da rifletterci.</p><hr><h2 id="un-asterisco-sul-genereaccademia-della-crusca-1010"><a href="https://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/un-asterisco-sul-genere/4018">UN ASTERISCO SUL GENERE - ACCADEMIA DELLA CRUSCA (10/10)</a></h2><p></p><p>L&apos;Accademia della Crusca risponde ad un quesito popolare sul tema dell&apos;asterisco inclusivo per le differenze di genere nella lingua scritta. Un saggio, pi&#xF9; che una risposta, a dir poco interessante nei modi e nella sostanza. Premesso che avevo gi&#xE0; qualche riserva sull&apos;uso dell&apos;asterisco per questi fini, con questo parere ufficiale ho fugato ogni dubbio. </p><p>Vale ogni minuto speso a leggerlo; fa luce anche su diversi aspetti della lingua parlata e scritta meno noti ai non addetti ai lavori.</p><hr><h2 id="write-for-yourself-and-wisdom-will-followmore-to-that-7510"><a href="https://moretothat.com/writing-and-wisdom/">WRITE FOR YOURSELF, AND WISDOM WILL FOLLOW - MORE TO THAT (7.5/10)</a> </h2><p>Lawrence Yao racconta il percorso che lo ha portato a mettere in piedi il suo blog More to That e i benefici che costantemente raccoglie quando elabora i suoi articoli. </p><p>Ritrovo molte delle motivazioni che mi spingono a proseguire con questo blog. </p><hr><h2 id="travel-inside-a-black-holevsauce-910"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=3pAnRKD4raY">TRAVEL INSIDE A BLACK HOLE - VSAUCE (9/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="150" src="https://www.youtube.com/embed/3pAnRKD4raY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Grazie VSauce, di cuore.</p><hr><h2 id="come-finira-luniversoamedeo-balbi-710"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nrUKN5H4w0o">COME FINIRA&apos; L&apos;UNIVERSO? - AMEDEO BALBI (7/10</a>)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/nrUKN5H4w0o?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><hr><h2 id="il-suono-del-big-bangamedeo-balbi-1010"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=gDTEJXAliM4">IL SUONO DEL BIG BANG - AMEDEO BALBI (10/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/gDTEJXAliM4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Quando Balbi accende la ricetrasmittente e fa ascoltare il suono del Big Bang, il cervello esplode. Chapeau.</p><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere ...</h3><p></p><p>Ho finito di leggere <em>Cercatori di Meraviglia </em>di Amedeo Balbi, lo consiglio vivamente. Ho comprato poi <em>L&apos;ultimo Orizzonte</em>, lo legger&#xF2; appena possibile.</p><p>Ho cominciato a leggere <em>Ted Talks</em>, vedremo che mi dir&#xE0;.</p><p>Tra la fine del mese di Novembre ed inizio Dicembre prospetto di ampliare la concezione di questo blog. Vi aggiorno!</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #4 (Bi-Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Piano piano si recupera]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-4-bi-monthly-learning-journal/</link><guid isPermaLink="false">6130d5172c9e460984e956a1</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Tue, 21 Sep 2021 06:52:33 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Le ferie sono state fatte a tutti i livelli, <em>learning </em> compreso. <br>I mesi di Luglio e Agosto sono stati abbastanza pieni a tal punto da non permettermi di inseguire tutti <em>bianconigli</em> che desideravo. Ci sono altre incombenze ben pi&#xF9; importanti, ma presto torner&#xF2; al mio ritmo usuale.</p><p>Avanti cavalli e cavalieri, alla riscossa!</p><hr><h2 id="a-project-of-ones-ownpaul-graham-710"><a href="http://www.paulgraham.com/own.html">A PROJECT OF ONE&apos;S OWN - PAUL GRAHAM (7/10)</a></h2><p></p><p>Paul Graham scrive sempre cose interessanti, e questo articolo lo &#xE8;. Qui analizza la dicotomia lavoro - hobby: cos&apos;&#xE8; il lavoro? E un hobby cosa rappresenta? <br>Oltre le definizioni, Paul sottolinea la tendenza della societ&#xE0; e del sistema educativo occidentale a rendere vivida nella mente sin da piccoli l&apos;immagine che le due cose debbano essere separate. Ma dove sta scritto? Non pu&#xF2; l&apos;hobby essere contemporaneamete lavoro e viceversa? </p><p>Sulla carta il pensiero di Paul Graham ha la sua validit&#xE0; e logica, ma nella vita quotidiana la possibilit&#xE0; di applicare questo approccio - a mio avviso - &#xE8; molto pi&#xF9; complesso del previsto. L&apos;hobby sicuramente, e a volte anche il lavoro, sono incubatori di progetti personali: come dice Paul Graham, un progetto personale e non calato dall&apos;alto ci coinvolge e ci fa sentire animali nel proprio habitat. </p><p>Ma secondo me la principale diversit&#xE0; tra lavoro e hobby - caratteristica che quindi li rende spesso incompatibili nella <em>vita di strada</em> - risiede nel fatto che il lavoro necessariamente comporta aspettative e relazioni di interesse con altre persone. Il mio lavoro, volente o nolente, significa contrarre un rapporto professionale con un interlocutore che necessariamente si aspetta qualcosa da me, e viceversa. Il lavoro si basa su un contratto, non solo nella sua forma giuridica e burocratica, ma anche nella sua forma essenziale di comunicazione tra due persone. </p><p>Un hobby invece non ha per forza questa caratteristica. Se dipingo quadri o mi dedico al giardinaggio, il primo committente della mia passione e del mio prodotto sono io stesso; chiaramente poi la passione pu&#xF2; diventare qualcosa di pi&#xF9;, pu&#xF2; essere fonte di reddito, e in tal caso allora pu&#xF2; diventare lavoro.</p><p>La narrativa occidentale tenta in ogni modo - specialmente negli ultimi 2 anni - di dipingere il successo professionale come qualcosa di raggiungibile sempre ed in ogni luogo, basta metterci di impegno. <br>Questa posizione &#xE8; una grande finzione, a mio avviso: certamente l&apos;impegno, la dedizione e la costanza dei propri sforzi aumentano la probabilit&#xE0; di avere successo, ma le variabili in gioco sono innumerevoli. Gran parte delle persone di successo hanno avuto l&apos;occasione giusta al momento giusto; senza dubbio, allo stesso tempo, hanno avuto l&apos;acume di coglierla e sfruttarla. <br>La famiglia di provenienza, l&apos;educazione ricevuta, l&apos;ambiente socio-culturale-economico in cui si &#xE8; cresciuti ecc. sono i principali attori della gara al successo sul lavoro. </p><p>Molto di frequente queste ultime variabili giocano a nostro sfavore, ed ecco che quindi le strade della vita che ci permettono di far coincidere l&apos;hobby con il lavoro sono ben pi&#xF9; difficili da individuare e da intraprendere. </p><p>Concludo: la sensazione &#xE8; che le posizioni oggigiorno si siano polarizzate. Da una parte chi alimenta che lavoro e hobby siano due rette parellele e mai tangenti; dall&apos;altra invece chi vende formule matematiche - <em>formule infallibili </em>- per toccare il cielo con un dito dal punto di vista professionale e fare del proprio lavoro pura ebrezza e divertimento.<br>Ecco, secondo me la verit&#xE0; sta nel mezzo. </p><hr><h2 id="make-classics-not-contentmore-to-that-910"><a href="https://moretothat.com/make-classics-not-content/">MAKE CLASSICS, NOT CONTENT - MORE TO THAT (9/10)</a></h2><p></p><p>Lawrence Yao nel suo meraviglioso blog <em>More to That</em> ripercorre quello che oggi &#xE8; il mondo della produzione intellettuale ed artistica. </p><p>Le opere d&apos;arte (arte in senso allargato) che pi&#xF9; apprezziamo sono quelle che hanno richiesto lungo tempo di elaborazione e produzione. Vige una diretta proporzione tra l&apos;impegno profuso in un&apos;opera e il numero di decenni/secoli ai quali questa opera sopravviver&#xE0;. <br>Ma &#xE8; ancora cos&#xEC; oggi? Sembra al contrario che il centro di gravitazione non sia pi&#xF9; la qualit&#xE0; del contenuto, quanto invece la quantit&#xE0; con cui vengono prodotti contenuti. </p><p>Inoltre l&apos;arte non &#xE8; propriamente contenuto: &#xE8; pi&#xF9; propriamente il frutto della nostra sfera emotiva, dei nostri sentimenti, e in quanto tale sottosta al nostro tempo interiore, e non a quello dell&apos;orologio appeso al muro. </p><p>La fittissima distribuzione di contenuti oggi non rispecchia pi&#xF9; l&apos;impegno dedicato a qualcosa, quanto invece &#xE8; il tentativo di non essere dimenticati. E&apos; pi&#xF9; importante scrivere spesso qualcosa, anche di irrilevante o non realmente necessario, cos&#xEC; da rimanere costantemente nel radar di attenzione delle persone. Mai essere dimenticati. Lo scotto da pagare &#xE8; senza dubbio la qualit&#xE0; di quello che si ha nel piatto.</p><blockquote>Content is the commodification of creativity. It&#x2019;s the piecemealing and packaging of art so that it can be delivered at regular intervals to satisfy the needs of the attention economy. In an era where media is forever abundant, content is what people create to show and remind others that they exist.</blockquote><p>Allo stesso modo la frequenza con cui produco qualcosa - arte in questo caso - aiuta il mio estro a migliorarsi. Produrre tanto pu&#xF2; significare anche esercizio.<br>Come conciliare i due aspetti?</p><hr><h2 id="mars-audio-recordingsnasa-1010"><a href="https://mars.nasa.gov/resources/25714/perseverance-rovers-supercam-records-wind-on-mars/">MARS AUDIO RECORDINGS - NASA (10/10)</a></h2><!--kg-card-begin: html--><iframe src="https://mars.nasa.gov/embed/25714/" width="100%" height="400" scrolling="no" frameborder="0"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>Dico solo questo: abbiamo le registrazioni audio del vento su Marte. Non ho bisogno di aggiungere altro.</p><hr><h2 id="il-pianeta-xamedeo-balbi-710"><a href="https://youtu.be/LHC4w1bfpp0">IL PIANETA X - AMEDEO BALBI (7/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/LHC4w1bfpp0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Di Amedeo Balbi ho appena concluso di leggere un libro - <em>Cercatori di meraviglia. Storie di grandi scienziati curiosi del mondo</em>. - che mi ha accompagnato durante le mattine agostane. Nel suo libro, proprio come in questo video, traspare in maniera alquanto efficace come spesso le grandi scoperte siano frutto di intuizioni casuali.</p><p>Ancora pi&#xF9; curioso &#xE8; il tentativo dei grandi uomini di scienza &#xA0;(e anche di quelli un poco meno grandi) di replicare i propri successi. Dietro questa continua ricerca si cela solo amore per la scienza o anche qualche umano sentimento di gloria?</p><hr><h2 id="mercurio-e-il-sole-810">MERCURIO E IL SOLE (8/10)</h2><p></p><!--kg-card-begin: html--><iframe id="reddit-embed" src="https://www.redditmedia.com/r/spaceporn/comments/p4bktg/the_small_black_dot_in_the_picture_is_the_moment/?ref_source=embed&amp;ref=share&amp;embed=true" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups" style="border: none;" height="138" width="640" scrolling="no"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>Quando alziamo lo sguardo al cielo notturno e osserviamo la luna, ci meravigliamo di un corpo celeste talmente bello, e ancor di pi&#xF9; ci crogioliamo in strani pensieri e sogni quando sono i giorni di <em>superluna</em>, ovvero quando le dimensioni sono maggiori perch&#xE8; il disco celeste si trova in perigeo.</p><p>Bene, immaginiamo di essere su Mercurio e - &quot;<em>afa&quot; permettendo - </em>di alzare lo sguardo al cielo ed osservare la sua &quot;luna&quot;: il sole. <br>La foto forse pu&#xF2; aiutarci ad immaginare la situazione.</p><hr><h2 id="perch%C3%A8-lamerica-abbandona-lafghanista-alloblio-710"><a href="https://outline.com/Kqd94x">Perch&#xE8; l&apos;America abbandona l&apos;Afghanista all&apos;oblio (7/10)</a></h2><p></p><p>Un articolo molto interessante tratto da Limes Online - autorevole rivista di geopolitica - che regala una prospettiva pi&#xF9; tecnica sul ritiro delle forze occidentali dalle sabbie mobili afghane.</p><hr><h2 id="the-largest-black-hole-in-the-universe-810"><a href="https://youtu.be/0FH9cgRhQ-k">THE LARGEST BLACK HOLE IN THE UNIVERSE (8/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/0FH9cgRhQ-k?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p></p><hr><h2 id="string-theory-explained-810"><a href="https://youtu.be/Da-2h2B4faU">STRING THEORY EXPLAINED (8/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/Da-2h2B4faU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p></p><hr><h2 id="la-teoria-della-relativita-ristretta-810"><a href="https://youtu.be/PI2wR84IgEs">LA TEORIA DELLA RELATIVITA&apos; RISTRETTA (8/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/PI2wR84IgEs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><figcaption><em>Balbi, Balbi, Balbi..</em></figcaption></figure><hr><h2 id="cosa-cera-prima-del-big-bang-810"><a href="https://youtu.be/I0ulBjaOqQs">COSA C&apos;ERA PRIMA DEL BIG BANG? (8/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/I0ulBjaOqQs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><figcaption><em>Balbi, Balbi, Balbi..pt.2</em></figcaption></figure><hr><h3 id="staccare-il-cervello-porta-a">staccare il cervello porta a..</h3><p></p><h2 id="the-deep-sea-1010"><a href="https://neal.fun/deep-sea/">THE DEEP SEA (10/10)</a></h2><p>Mi sono troppo divertito a immergermi virtualmente negli abissi marini e raggiungere il <em>Challenger Deep</em>. Provateci anche voi, e fermatevi di tanto in tanto a scoprire qualcosa dei mostri marini che si possono incontrare.</p><hr><h2 id="nanowar-of-steella-polenta-taragnarock-official-video-feat-giorgio-mastrota-910"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=Mq0IqiFXIZQ">Nanowar Of Steel - La Polenta Taragnarock (Official Video) feat. Giorgio Mastrota (9/10)</a></h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/Mq0IqiFXIZQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Quando i grandi del cinema, della musica e del teatro si uniscono per unico scopo, non pu&#xF2; uscirne un diamante.<br>Lo scopo? La polenta, chiaro.</p><hr><h2 id="lorenzo-baglionila-raccolta-differenziata-feat-i-supplenti-italiani-1010"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=GQURBnTT4JY">Lorenzo Baglioni - La raccolta differenziata (feat. I Supplenti Italiani) (10/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/GQURBnTT4JY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Se mostrassimo questo video ai bambini delle elementari, addio emergenza rifiuti. Educazione civica 4.0.</p><hr><h2 id="lorenzo-baglioniil-rap-del-teorema-di-ruffini-feat-il-prof-710"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=kePx7biRTR4">Lorenzo Baglioni - Il Rap del Teorema di Ruffini feat I.L. P.R.O.F. (7/10)</a></h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/kePx7biRTR4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p></p><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere ...</h3><p></p><p>Devo recuperare un mondo di cose da leggere e studiare, Ottobre sar&#xE0; un mese caldissimo, almeno far&#xF2; in modo che lo sia.</p><p>Non svelo altro.</p><p></p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Taccuino per fantasticare]]></title><description><![CDATA[Un Bignami del Bignami]]></description><link>https://www.gate67.org/taccuino-per-fantasticare/</link><guid isPermaLink="false">61154faa2c9e460984e95189</guid><category><![CDATA[taccuino]]></category><category><![CDATA[fantasia]]></category><category><![CDATA[rodari]]></category><category><![CDATA[fiabe]]></category><category><![CDATA[filastrocche]]></category><category><![CDATA[filastrocca]]></category><category><![CDATA[storia]]></category><category><![CDATA[racconto]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Tue, 31 Aug 2021 14:18:02 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Pochi mesi fa ho letto &quot;Grammatica della Fantasia&quot; di Gianni Rodari, un libro in cui l&apos;autore ripercorre la maggior parte dei suoi interventi nelle scuole di Reggio Emilia nel marzo &apos;72 e li condensa in una sorta di <em>guida alla fantasia</em>.</p><p>Il poeta decide di evidenziare qualche trucco e qualche scappatoia per aiutare il nostro pensiero razionale a liberarsi delle catene grigie della monotonia, cos&#xEC; da riuscire a produrre qualche colorato gioco di parole che stuzzichi la nostra immaginazione e creativit&#xE0;. Sono tutti spunti sicuramente di inestimabile valore - considerando l&apos;esperienza e il valore di chi li ha raccolti - che inevitabilmente devono poi essere declinati nel modo di vivere la realt&#xE0; di ciascuno di noi.</p><p>Chiaramente non pu&#xF2; definirsi l&apos;opera ultima sul tema - non mi sono impegnato a cercarne altre a dire la verit&#xE0; - ma pu&#xF2; essere un ottimo punto di partenza. </p><p>Ho deciso di ispirarmi ai <em>book notes</em> di <a href="https://www.nateliason.com/notes">Nat Eliason</a> &#xA0;e di rielaborare una sorta di riassunto del libro, prima di tutto per rispolverare quanto letto e riportarlo in superficie nella mia memoria, e in secondo luogo per diffondere i principali concetti, nel caso qualcuno ne sia interessato. <br>Un taccuino per uscire dagli schemi.</p><blockquote><em>&quot;Se avessimo anche una Fantastica, come una Logica, sarebbe scoperta l&apos;arte di inventare&quot; - Novalis, Frammenti</em></blockquote><p>La materia fantastica non &#xE8; propria esclusivamente del linguaggio scritto, o meglio non &#xE8; da applicarsi solo durante la creazione di filastrocche e favolette. Pu&#xF2; - anzi deve - immergersi in tutti gli esistenti linguaggi, le tecniche sono spendibili in innumerevoli modi. Rapida divagazione: questa constatazione immediatamente riporta la mia mente all&apos;improvvisazione teatrale, nella quale mi sono imbattuto anni fa e che sempre mi ha affascinato. Il desiderio di creare fuori dagli schemi e senza remore di offendere chiss&#xE0; quale ordine costituito accomuna sia le favole sia il mondo del teatro, specialmente quello in cui si crea in modo estemporaneo, senza dover fare <em>labor limae</em>. Gli improvvis-attori, ad un tema e ad uno stile di recitazione, mettono in scena accostamenti improbabili e storie ardite, giocano con i doppi sensi e con la mimica &#xA0;caricaturizzata, ma proprio qui sta la parte entusiasmante della fantasia: l&apos;improbabilit&#xE0; dell&apos;accostamento. </p><p>Una parola infatti, proprio come un sasso nello stagno, se gettata nella mente produce in modo variabilmente conscio/inconscio onde e reazioni a catena superficiali e profonde, che scatenano in noi collegamenti con suoni, immagini, concetti, parole, profumi, analogie che traggono energia dalle nostre vite ed esperienze. Sono le onde create da una qualsiasi parola che possono determinare accostamenti astrusi, parentele imprevedibili; tocca a noi lasciare che questi collegamenti raffiorino.</p><p>Le parole stesse, oltre a ed evocarne altre, possono fungere da serbatoio di altre parole. Prendiamo come stratagemma un termine qualsiasi e rendiamolo un acronimo, in modo tale che ne venga fuori una frase di senso pi&#xF9; o meno compiuto. Ad esempio PENNA:<br>P - Pluto<br>E - eccedeva<br>N - nelle<br>N - numerose<br>A - attivit&#xE0;</p><p>Non &#xE8; granch&#xE8;, certo, ma da qui a tirarci fuori qualcosa di interessante, sfruttando il <em>nonsense </em>- preziosissimo - &#xE8; un attimo. Potrei ad esempio cominciare a dire che Pluto, lo storico amico a quattro zampe di Topolino, alla fine di uno dei fumetti decide di darsi all&apos;imprenditoria. Che male c&apos;&#xE8;? Potr&#xE0; anche lui darsi al commercio? Ha infatti abbandonato la casa doveva viveva con Topolino e ha messo su un bel giro di affari creando PlAtazon, un ecommerce dove vende di tutto, anche alberi, specialmente platani...eccetera.</p><p>La parola catalizza ulteriormente nuove reazioni fantastiche nel momento in cui si associa ad una sorella: quando un concetto &#xE8; in rapporto ad un altro, qui si crea lotta, antitesi e quindi genera vita, proprio come l&apos;unione tra uomo e donna. <br>Rodari chiama questo esperimento <em>binomio fantastico</em>, ovvero l&apos;accostamento di due termini anche estranei tra loro, che spinge la nostra immaginazione a mettersi in moto e a scovare una relazione che funga da minimo comune denominatore, per quanto improbabile possa risultare alla fine dei conti. E&apos; il nostro tentativo di collegare i due concetti che pu&#xF2; portare qualcosa di buono.</p><blockquote>La parola singola &quot;agisce&quot; solo quando ne incontra una seconda che la provoca, la costringe a uscire dai binari dell&apos;abitudine, a scoprirsi nuove capacit&#xE0; di significare. Non c&apos;&#xE8; vita, dove non c&apos;&#xE8; lotta.</blockquote><p>Se mettiamo dunque due parole una di fronte all&apos;altra avremo i reagenti per una reazione chimica; il prodotto di reazione sar&#xE0; ancora pi&#xF9; esplosivo se prenderemo i termini-reagenti al di fuori del loro significato quotidiano.<br>Prendo due parole a caso, nuvola e tazza. Posso accostarle con una preposizione semplice o articolata e vedere cosa ne esce.<br>1. la nuvola nella tazza<br>2. la nuvola sotto la tazza<br>3. una tazza per la nuvola<br><br>Quindi potrei continuare:<br>1) ogni mattina il signor De Vater, per colazione, prepara una fumante tazza di t&#xE8; caldo al sapor di anice, con la quale accompagna lentamente il suo risveglio. Ma una mattina, essendo rimasto senza bustine di t&#xE8; all&apos;anice ed essendo di fretta, mette in infusione la prima essenza che gli capita, senza nemmeno controllarne il nome. Casualmente sceglie il t&#xE8; alla Posidonia, alga che popola i mari del Mediterraneo. Purtroppo per lui, il signor De Vater quella mattina ha un&apos;appuntamento alle poste per ritirare la pensione al primo orario disponibile, quindi molto presto, e nella velocit&#xE0; si scorda di fare colazione. La busta con l&apos;alga della Posidonia rimane quindi in infusione per secondi, minuti e qualche ora. Stranamente l&apos;alga comincia fare una reazione alquanto bizzarra con l&apos;acqua all&apos;interno della tazza, e dalla superficie lentamente si crea uno sottile strato di vapore. Piano piano lo strato si organizza sempre pi&#xF9;, e che ci crediate o no, mentre il signor De Vater &#xE8; ancora alle poste (<em>in fila</em>), l&apos;apertura della tazza &#xE8; ricoperta da una nuvola. Esattamente come quelle che vediamo in cielo. E non &#xE8; tutto: sembra, guardando da pi&#xF9; vicino attraverso qualche spiraglio che si apre nel fumo, che ci sia vita laggi&#xF9;. Esatto, quasi un piccolo oceano in miniatura. Non me lo spiego, ma il t&#xE8; alla Posidonia ha creato vita dentro una tazza: minuscoli pescetti che guizzano fuori dall&apos;acqua bruna, ogni tanto un piccolo uccello biancastro si fionda gi&#xF9;, e capita di vedere anche qualche strano spruzzo - sempre piccolo, si intende - che scappa dall&apos;acqua. Che ci sia una qualche forma di balena al sapor di t&#xE8;? In ogni caso su questo micromondo non batte quasi mai la luce del sole, perch&#xE8; sulla <em>tazza il cielo &#xE8; sempre nuvoloso...</em><br>2) I sederi di tutto il mondo sono in subbuglio, anzi sono in soqquadro. Perch&#xE8;? Perch&#xE8; a forza di stare seduti sono diventati proprio quadri come un quadrato, e i proprietari dei sederi non ne possono pi&#xF9;. Non riescono nemmeno a godersi i 5 minuti sacri sulla tazza del gabinetto, &#xE8; un supplizio. Un inventore giapponese per&#xF2; se ne esce con un&apos;idea curiosa: un ammortizzatore da applicare alla tazza del gabinetto. Tra tutti i materiali testati, solo uno supera i test di comfort: la nuvola. Cos&#xEC; il prof. Nuw Ol Hao &#xA0;fa costruire diverse capannoni sulle cime delle montagne del Giappone, solo le cime che sono costantemente coperte dalle nuvole. I portoni di questi capannoni rimangono aperti fino a quando non sono pieni stracolmi di nuvola, e dopo aver richiuso l&apos;ingresso, <em>zac zac </em>ogni operaio ne taglia un pezzo per farne un perfetto ammortizzatore da tazza del gabinetto. I sederi sono al sicuro ora...<br>3) Ci sono nuvole e nuvole, ognuna con i propri vezzi. Molte il sabato prima di cena si riuniscono vicino alle pianure per concedersi qualche <em>bollicina in calice</em>; altre invece preferiscono trovarsi in seconda serata, specialmente vicino ai passi di montagna, per scaldarsi il cuore con una <em>tazza di cioccolata calda...</em></p><p>Non sono certamente idee brillanti, ma il gioco vale comunque la candela. Bisogna sperimentare e tentare di trovare qualche binomio che stuzzichi la nostra fantasia e, perch&#xE8; no, anche quella di un possibile lettore. <br>Un ulteriore passaggio: per creare un binomio fantastico posso accostare nome e verbo, soggetto e predicato, soggetto ed attributo.<br>Dal binomio fantastico poi si pu&#xF2; evolvere in qualcosa di quantitativamente pi&#xF9; complesso, sperimentando il piacere di inventare: prendere in prestito una serie di parole chiave riferite ad una favola nota ed aggiungerne una completamente fuori contesto. Cos&#xEC; metteremo alla prova la nostra capacit&#xE0; di assorbire l&apos;insolito in qualcosa di ormai consolidato. Ad esempio, sfruttando la storia di Cenerentola, sceglierei <em>fanciulla, sorrelle, matrigna, scarpetta, semaforo </em>e cercherei di vedere dove il nonsenso mi pu&#xF2; condurre.</p><p>Anche da una domanda pu&#xF2; nascere qualcosa di <em>croccante</em>. <em>Cosa succederebbe se...</em>&#xE8; un quesito potentissimo, che ci mette davanti a una infinit&#xE0; di scenari. Ne derivano ipotesi fantastiche, che possiamo condire aggiungendo alle nostre filastrocche anche personaggi pi&#xF9; o meno noti, rendendo il tutto ancora pi&#xF9; divertente. Cosa succederebbe se i nostri computer funzionassero a fieno? E cosa succederebbe se il mio gatto facesse l&apos;operatore ecologico? <br><em>Cosa succederebbe se </em>non &#xE8; l&apos;unica scintilla, tanti altri dubbi o quesiti possono solleticarci. Cos&#xEC; come pu&#xF2; solleticarci metterci nei panni di qualcuno o qualcosa che mai avremmo pensato prima, o ancora sforzarci di assumere un punto di vista insolito: ad esempio, <em>cosa pensa un&apos;autostrada durante l&apos;esodo di ferragosto?</em></p><p>Rodari suggerisce di impiegare queste domande anche nel rapporto giocoso con i bambini, senza dover necessariamente sfruttarle per abbozzare delle favolette. Ne risulta un modo per accogliere il piccolo nel mondo dei grandi, dando al bambino l&apos;opportunit&#xE0; di parlare di qualcosa che sicuramente gli sfugge con gli occhi dell&apos;imprevedibilit&#xE0;; &#xE8; importante assecondarlo, giocare con lui e non per lui, perch&#xE8; l&apos;immaginazione infantile aiuter&#xE0; il bambino a crescere. <br>Chiedendogli &quot;<em>Cosa succederebbe se un giorno in tutto il mondo le auto smetessero di funzionare?&quot;</em> rendiamo divertente qualcosa di impegnativo, e tutto ci&#xF2; che &#xE8; divertente, per il bambino risulta anche utile.</p><p>Possiamo ancora prendere una parola e, come il vetro, deformarlo a piacimento. Possiamo togliere lettere o aggiugerne e scoprirne l&apos;effetto. Ancora, possiamo aggiungere prefissi di tutti i tipi e farci stuzzicare dalle declinazioni pi&#xF9; inedite: <em>bis-, tris-, anti-, maxi-, micro-, mini-, giga-, iper-, nano-, dis-,a-, s- </em>ecc. Tra tutte le proposte, questa &#xE8; una di quelle che pi&#xF9; mi ha lasciato incuriosito, per la semplicit&#xE0; e la potenzialit&#xE0; nascosta. </p><p>Numerose invenzioni e scoperte della scienza e della tecnologia sono esiti di errori o di imprevisti, quindi non ricercati volontariamente. Ecco, anche l&apos;immaginazione pu&#xF2; trarre frutto dagli errori e farli diventare opportunit&#xE0;. Ci sono illustri esempi a supporto:</p><blockquote>Un magnifico esempio di errore creativo &#xE8; quello che si trova [...] nella Cenerentola di Charles Perrault: la scarpina della quale, in origine, sarebbe dovuta essere di &quot;vaire&quot; (una sorta di pelliccia); e solo per una fortunata disgrazia divent&#xF2; di &quot;verre&quot;, cio&#xE8; di vetro. Una scarpina di vetro &#xE8; sicuramente pi&#xF9; fantastica di una qualunque pantofoletta di pelo, e pi&#xF9; ricca di seduzioni, anche se figlia del calembour o dell&apos;errore di trascrizione.</blockquote><p>Le doppie sbagliate, le somiglianze di suoni, gli errori di scrittura sono materiale prezioso: non si butta via nulla.</p><p>Una buona palestra per la nostra immaginazione affinch&#xE8; si eserciti a deragliare dai binari del conformismo &#xE8; quella di provare a scrivere dei <em>limerick</em>, un genere inglese di filastrocca che segue un&apos;organizzazione ed una struttura codificate per versi. Nello specifico, all&apos;interno di un limerick:<br>- il primo verso presenta il protagonista<br>- il secondo verso indica la qualit&#xE0; del protagonista<br>- il terzo ed il quarto verso presentano un predicato riferito al protagonista<br>- il quinto verso prevede infine un epiteto finale, tendenzialmente divertente ed insolito</p><p>La struttura di un limerick &#xE8; sostanzialmente la medesima da tempo, anche se &#xE8; prevista qualche leggera variazione. Infatti nel secondo verso la qualit&#xE0; del protagonista pu&#xF2; essere sostituita da un oggetto che il protagonista possiede o da un&apos;azione che compie. Il terzo ed il quarto verso invece possono prevedere la reazione di uno o pi&#xF9; personaggi minori. Le rime, invece, devono essere rigorosamente rispettate: il primo, il secondo ed il quinto verso rimano tra loro, mentre il quarto rima con il terzo.<br>Mi butto e provo a fare un esempio di limerick:</p><p>Goffredo con il pantalone blu<br>e solo due baffi all&apos;ins&#xF9;<br>fa il ciclista solo il venerd&#xEC;<br>gli altri giorni gli scappa sempre la pip&#xEC;<br>quel pannoloso Goffredo con il pantalone blu.</p><p>Il limerick pu&#xF2; essere anche trasformato in un indovinello, nascondendo la risposta all&apos;interno della filastrocca stessa e ponendo un quesito nell&apos;ultimo verso, mantenendo per&#xF2; la rima con il primo. Ad esempio:</p><p>Il mio gatto invisibile<br>miagola sempre ad un orario incredibile.<br>Ieri ha cantato solo alle quattro: <br>sono io che son matto<br>o lo &#xE8; quello strano gatto invisibile?</p><p></p><p>Le favole possono essere un prezioso modo di giocare con i bambini, di mettersi in relazione con loro. Per questi le storie hanno, incosapevolmente, un valore educativo e di esplorazione della realt&#xE0; che li circonda; diventano un modo di anticipare e ridimensionare qualcosa che in poco tempo potranno sperimentare. Solitamente un bambino chiede di raccontare o leggere la stessa storia numerose volte, permettendogli di capire sempre meglio i diversi scenari che lo possono attendere; allo stesso tempo una storia narrata sempre uguale aiuta il piccolo a trovare rassicurazione, ordine. <br>Rodari propone di provare a cambiare le carte in gioco talvolta, sbagliando volutamente la storia, deformandola in maniera conscia, oppure rovesciando ed invertendo i ruoli tra protagonisti, antagonisti e oggetti speciali: l&apos;obiettivo &#xE8; quello di capovolgere - delicatamente - l&apos;ordine delle cose, aiutando il bambino (o un ascoltatore qualunque) a sdrammatizzare il pericolo - l&apos;ignoto - e ad affrontare la realt&#xE0; senza eccessiva paura. Ancora, per parodizzare la realt&#xE0; e tutte le storie che gi&#xE0; sono nella nostra memoria, un buon modo &#xE8; anche quello di preparare una gustosa <em>&quot;insalata di favole&quot;</em>, mescolando avventure e personaggi di racconti differenti e creando qualcosa di nuovo, insolito e divertente.</p><p>Per chi invece ama particolarmente gli algoritmi e le formule, un buon modo di inventare su un canovaccio &#xE8; quello di ridurre una storia celebre ai suoi meccanismi e relazioni essenziali, per poi portarla a nuovo battesimo, facendo intuire al nostro interlocutore che dietro le novit&#xE0; si cela qualcosa di gi&#xE0; conosciuto. La storia di Cappuccetto Rosso posso riassumerla cos&#xEC;:<br><em>Cappuccetto Rosso si dirige a casa della nonna. Un lupo, saputo di questa trasferta, mangia prima la nonna, poi anche la piccola Cappuccetto Rosso. Un cacciatore, scoperto il misfatto, taglia la pancia del lupo mentre questo dorme, salva la nonna e la nipotina, per poi riempire la pancia dell&apos;animale con dei sassi. Ecc.</em><br>Posso anche riassumerla cos&#xEC;:<br><em>A si dirige da B. Sul tragitto incontra C, che si dimostra stranamente incuriosito. C corre veloce da B prima che arrivi A, elimina B ed aspetta A, per poi eliminarlo. L&#xEC; vicino passa D, capisce cosa sta succedendo e quindi decide di salvare A e B mentre C dorme.</em></p><p>La formula essenziale della storia mi permette di riempire gli spazi lasciati vuoti con i colori ed i dettagli che la mia immaginazione mette sul piatto. Potr&#xE0; nascerne qualcosa di simpatico che vagamente mi ricorder&#xE0; la storia originale: ancora pi&#xF9; divertente.<br>Un ulteriore spunto: nel restituire vita nuova ad una favola gi&#xE0; consunta dal tempo &#xE8; possibile ricorrere ad uno stratagemma gi&#xE0; impiegato nel mondo del teatro, ovvero quello di prendere la storia e catapultarla in un&apos;epoca storica completamente differente, ed assecondarne usi e costumi.</p><p></p><p>Pare che le favole da tutti conosciute siano ispirati ai riti di iniziazione presenti nelle societ&#xE0; primitive, i cui protagonisti sarebbero poi diventati i personaggi delle storie. Decaduti questi riti durante l&apos;evoluzione delle societ&#xE0; antiche, le strutture principali dei riti sono rimasti nel tempo, e si sono progressivamente evoluti a narrazioni che la tradizione orale ha arricchito di nuovi particolari. Le fiabe sono state studiate approfonditamente dall&apos;etnologo sovietico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Jakovlevi&#x10D;_Propp">Vladimir Jakovlevic Propp</a>, che ne ha individuato un nucleo primitivo comune. Nello specifico Propp - dopo uno studio analitico della materia - ha compreso che a fondamenta di tutte le fiabe vi sono sempre delle <em>funzioni</em> di base, ovvero elementi imprescindibili che si presentano con puntualit&#xE0; e con ordine codificato. Da qui sono quindi nate le 31 <em>funzioni di Propp</em>, che rappresentano il motore di ogni storia:<br>1. allontanamento<br>2. divieto<br>3. infrazione<br>4. investigazione<br>5. delazione<br>6. tranello<br>7. connivenza<br>8. danneggiamento (o mancanza)<br>9. mediazione<br>10. consenso dell&apos;eroe<br>11. partenza dell&apos;eroe<br>12. l&apos;eroe messo alla prova dal donatore<br>13. reazione dell&apos;eroe<br>14. fornitura mezzo magico<br>15. trasferimento dell&apos;eroe<br>16. lotta tra eroe ed antagonista<br>17. l&apos;eroe marchiato<br>18. vittoria sull&apos;antagonista<br>19. rimozione della sciagura o mancanza iniziale<br>20. ritorno dell&apos;eroe<br>21. sua persecuzione<br>22. l&apos;eroe si salva<br>23. l&apos;eroe arriva in incognito a casa<br>24. pretese del falso eroe<br>25. all&apos;eroe &#xE8; imposto un compito difficile<br>26. esecuzione del compito<br>27. riconoscimento dell&apos;eroe<br>28. smascheramento del falso eroe o dell&apos;antagonista<br>29. trasfigurazione dell&apos;eroe<br>30. punizione dell&apos;antagonista<br>31. nozze dell&apos;eroe</p><p>L&apos;ordine di successione &#xE8; rigido, ma chiaramente le funzioni possono fondersi o aggregarsi, cos&#xEC; come &#xE8; lecito fare dei salti e introdurre delle varianti che per&#xF2; non contraddicano la linea principale.<br>Queste funzioni quindi possono essere impiegate come ingredienti indispensabili per creare ex novo una storia, condendo il tutto con i dettagli che pi&#xF9; ci aggradano. Le funzioni possono essere anche giocate con le <a href="https://www.amazon.it/Le-carte-di-Propp/dp/8897027024">carte di Propp</a> quando si &#xE8; in compagnia oppure in momenti di divertimento da ritagliarsi con un bambino.</p><p>La scomposizione in funzioni pu&#xF2; avvenire - con dinamiche differenti - anche focalizzandosi esclusivamente sui personaggi. Prendendo ad esempio il personaggio di una favola nota, &#xE8; possibile scomporlo in <em>3</em> <em>fattori primi</em>, ovvero caratteristiche salienti che a nostro avviso possono riassumerlo. Una volta individuate ed isolate queste caratteristiche, sar&#xE0; nostra facolt&#xE0; estrapolarne della variazioni. <br>Teniamo anche presenti gli attributi e le qualit&#xE0; fisiche del nostro personaggio: un Pinocchio fatto di cartapesta avr&#xE0; sicuramente avventure diverse da uno in legno o da uno in acciaio. </p><p>Uno degli aspetti pi&#xF9; interessanti che <em>La grammatica della fantasia</em> porta a galla &#xE8; la consapevolezza della moltitudine di materiale che abbiamo a disposizione se desideriamo assemblare qualche favoletta o filastrocca divertente, per noi e per gli altri. Ad esempio la nostra tradizione - come quella di ogni paese - &#xE8; ricca di proverbi e modi di dire che non sempre sono di immediata comprensione e che possono stimolarci; oppure se siamo in grado di tradurre adeguatamente da lingue straniere, possiamo anche prendere in prestito da modi di dire di altri paesi. <br>Cos&#xEC; non risulter&#xE0; impossibile favoleggiare sul detto inglese <em>it&apos;s raining cats and dogs </em>(letteralmente <em>piovono cani e gatti</em>) o su quello italiano <em>il mattino ha l&apos;oro in bocca</em>. Ma il signor Mattino se lo mangio questo oro? O non deve mai aprire bocca per evitare che i ladri glielo rubino, l&apos;oro? E per lavarsi i denti, come fa? Allacciamoci le cinture!</p><p>Un ulteriore suggerimento - gi&#xE0; sfruttato ampiamente nell&apos;improvvisazione teatrale - &#xE8; quello di ricorrere alla <em>cosissazione</em>, ovvero trasformare una persona in un oggetto, indagarne il suo utilizzo e a quali scenari questo pu&#xF2; portare. <br>Non so se vi &#xE8; mai capitato di andare a mangiare alla pizzeria Legna a Forno, perch&#xE8; sicuramente avrete visto il signor Guglielmo che di mestiere fa la sedia. Quando il ristorante &#xE8; chiuso, se ne sta sotto il tavolo, ma appena arrivano i clienti, si mette in bella mostra, piegato su s&#xE8; stesso. E&apos; comodo, le persone ci appoggiano anche i cappotti, e se due clienti vogliono avvicinarsi per parlarsi meglio, basta chiedere al signor Guglielmo di gattonare un poco pi&#xF9; a destra o un poco pi&#xF9; a sinistra...</p><h2 id="altro-e-altro-ancora">Altro e altro ancora</h2><p>Rodari nel suo libro, oltre a riprendere le principali tecniche per assemblare storie, prova ad addentrarsi nel mondo del gioco con i bambini, consapevole che questo rappresenta un modo privilegiato per rapportarsi con la realt&#xE0;. Mi sembra sprecato evitare di parafrasare qualche suo pensiero.</p><p>Il gioco &#xE8; lo strumento perfetto per un bambino per acquisire informazioni &#xA0;su quello che lo circonda, proprio perch&#xE8; con il gioco sta indossando le lenti pi&#xF9; a lui congeniali. E&apos; compito di un adulto cercare di incoraggiare a giocare con la realt&#xE0;, magari dando anche vita ai vari oggetti che gli stanno intorno. La fiaba, la storia, il gioco sono diverse modalit&#xE0; che rappresentano tutte un&apos;utile iniziazione all&apos;umanit&#xE0;, ovvero diventano il trailer di quello che potrebbe essere la sua vita. Sar&#xE0; il bambino, durante il gioco, a cercare gli indizi pi&#xF9; croccanti della realt&#xE0;, e sar&#xE0; sempre lui a prendere dalla fiaba ci&#xF2; che gli interessa, ci&#xF2; che gli serve.</p><p><br>Possiamo aiutarlo a dare vita ad un cucchiaio, ad un divano o un quadro, e costruire con lui una storia che lo convinca. <br>L&apos;adulto non deve avere paura che questo approccio confluisca in una sorta di animismo, perch&#xE8; il piccolo comprender&#xE0; autonomamente, con il tempo, cosa &#xE8; reale e cosa invece fa parte della narrazione che ha elaborato, da solo o in nostra compagnia. <br>Al contrario l&apos;adulto - che se si lascer&#xE0; andare, si divertir&#xE0; oltre ogni misura - ha il grande vantaggio di avere una consapevolezza del mondo molto pi&#xF9; vasta in confronto al bambino. Il suo compito quindi &#xE8; quello di sfruttare la propria conoscenza mettendo a disposizione del bambino nuove opportunit&#xE0;, nuovi oggetti, nuovi orizzonti e caratteristiche: riassumendo, il giocatore grande ed esperto asseconder&#xE0; la guida del bambino e - allo stesso tempo - gli dar&#xE0; nuovi <em>giocattoli</em> da introdurre. </p><blockquote>Non si tratta gi&#xE0; di giocare &quot;al posto del bambino&quot;, relegandolo nell&apos;umiliante ruolo di spettatore. Si tratta di mettersi al suo servizio. E&apos; lui che comanda. Si gioca &quot;con lui&quot;, &quot;per lui&quot;, per stimolare la sua capacit&#xE0; inventiva, per consegnarli nuovi strumenti che user&#xE0; quando giocher&#xE0; da solo, per insegnargli a giocare.</blockquote><p>Altro modo per giocare con i piccoli &#xE8; quello di impiegare le marionette o i burattini, stratagemma sempre pi&#xF9; abbandonato nella nostra epoca. Le marionette, con i loro movimenti caricaturizzati, dialoghi corti e scenografie fantasosiose, possono divertire molto e allo stesso tempo possono fungere da ottimo mezzo di comunicazione. Cio&#xE8; possiamo nascondere dietro ad un burattino pi&#xF9; o meno comico un messaggio morale &#xA0;o un obiettivo che desideriamo il bambino colga. Le marionette diventeranno cos&#xEC; dei simboli, che progressivamente verranno elaborati dal bambino attraverso il suo vissuto.</p><p>Ancora - quasi pi&#xF9; divertente - si pu&#xF2; creare una storia che abbia come protagonista il bambino stesso, nella quale saranno presenti cose belle e positive e non obbligatoriamente ci sar&#xE0; una morale &quot;genitoriale&quot;. Si tenga presente che &#xE8; necessario fare qualche tipo di riferimento alla vita vera del bambino, cos&#xEC; che lui si riconosca nel protagonista della storia. Sar&#xE0; avvincente vederlo interessato a quali sviluppi porter&#xE0; la favola.</p><p>Concludo questo articolo mettendo in pratica uno spunto di Rodari nelle pagine finali del sul libro, ovvero quello di mettere la fantasia in tutto quello che si fa. <br>E quindi al posto della parole FINE, chiudo con un limerick:</p><p>Se ne sta spaparanzato il Gabriello<br>a scrivere fesserie su di uno sgabello<br>fermi tutti! ha suonato il postino<br>sicuramente gli ha portato un nuovo Topolino<br>quel leggistorie del Gabriello.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #3 (Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Non c'è uno senza due.]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-3-monthly-learning-journal/</link><guid isPermaLink="false">60df39782c9e460984e94f48</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Sun, 04 Jul 2021 17:36:27 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Potevo essere pi&#xF9; bravo questo mese? No, cio&#xE8; s&#xEC;. Insomma, non ho avuto modo di essere pi&#xF9; diligente, ecco. La maggior parte del tempo di questo Giugno &#xE8; stato azzannato da svariati impegni e scadenze, soprattuto serali, che non mi hanno concesso tregua. Avevo intenzione di recuperare alcuni articoli da leggere, ma avendo solo alcuni ritagli della giornata da dedicare al <em>learning</em>, ho preferito concetrarmi su qualcosa di pi&#xF9; immediato e che richiedesse meno elaborazione.</p><p>Perch&#xE8; alla fine prendo sempre appunti e rielaboro gli articoli e i libri che leggo; ma desidero farlo in modo organico, non <em>&#xE0; la spezzatino</em>. </p><p>Quindi questo mese ho guardato diversi video, molto interessanti.<br>Contemporaneamente ho cominciato a studiare diversi modelli mentali da applicare al ragionamento critico; sar&#xE0; materia del mio blog appena raggiunger&#xF2; un quantitativo sufficiente.</p><p>Via alle danze!</p><hr><h2 id="the-problems-with-first-past-the-post-voting-explainedcgp-grey-710"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=s7tWHJfhiyo">The Problems with First Past the Post Voting Explained -CGP Grey</a> (7/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/s7tWHJfhiyo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Mi sono iscritto a questo canale da un po&apos;, con grandi soddisfazioni. Ho scovato questo video di CGP Grey, che spiega brevemente le crepe che si nascondono dietro i sistemi politici maggioritari, basati sulla vittoria di un movimento politico che guadagna la maggioranza dei voti.</p><p>CGP Grey sostiene che il sistema pluralista dei movimenti politici nel corso del tempo &#xE8; destinato inevitabilmente a semplificarsi e a ridursi sostanzialmente a due opposti schieramenti, nei quali progressivamente confluiscono i sentimenti politici minoritari. Ovviamente questa transumanza prevede che la base votante in qualche modo debba tapparsi un poco il naso e mettere da parte alcuni cavalli di battaglia personali, in funzione di una simpatia generalizzata: insomma, prevarrebbe il <em>&quot;male minore&quot;. </em>Le tornate elettorali successive diventano un prevedibile passaggio di consegne tra gli opposti schieramenti, senza particolari colpi di scena.</p><p>Di tanto in tano &#xE8; possibile che da uno dei due schieramenti si stacchi un movimento scissionista che non condivide pi&#xF9; le idee principali del candidato: questa decisione di dare vita ad un partito minoritario che corre alle elezioni per conto proprio non pu&#xF2; che danneggiare il primo schieramento - <em>quello di provenienza </em>- determinandone la sconfitta. Spesso poi i partiti satelliti che gemmano dai principali e che corrono in solitaria possono avere finanziamenti dagli schieramenti avversari, che proprio puntano a destabilizzare i concorrenti succhiandone energia vitale, ovvero base votante.</p><p>CGP Grey poi fa riferimento ad fenomeno che non conoscevo prima di guardare il video, ovvero il <em><a href="https://www.orizzontipolitici.it/gerrymandering-come-manipolare-le-elezioni/">Gerrymandering</a></em>. E&apos; uno stratagemma ideato negli USA per aumentare le probabilit&#xE0; di vittoria in alcuni collegi elettorali. Il termine - unione di &quot;Gerry&quot; e &quot;salamander&quot; &#xE8; stato coniato nel 1812 dal giornale Boston Gazzette per definire il tentativo dell&apos;allora governatore del Massachussets Elbridge Gerry di ridisegnare i collegi elettorali in modo da trarne vantaggio nella successia tornata elettorale. Il Gerrymandering, basandosi su attente e dettagliate analisi demografiche, politiche e socioeconomiche, prevede due principali meccanismi di azione:<br>- riorganizzare i collegi in modo tale che ognuno di essi contenga una percentuale molto bassa di voti contrari, cos&#xEC; da diluire gli avversari su zone territoriali differenti, mantenendo per&#xF2; il controllo del collegio stesso<br>- ridisegnare i collegi in modo tale da riunire tutti gli avversari in uno o pochi territori, sapendo gi&#xE0; di perdere in questi ma assicurandosi la maggioranza dei territori restanti (chiaramenti molti di pi&#xF9; di quelli che vengono persi)</p><p>Quello del Gerrymandering non sembra un problema particolarmente rilevante nel sistema politico italiano, dove le circoscrizioni elettorali vengono discusse quando si scrivono nuove leggi elettorali e che, comunque, vengono affidate ad una commisione composta dal presidente dell&apos;ISTAT e da dieci esperti in materia elettorale. </p><hr><h2 id="solar-eclipse-during-flight-710"><a href="https://www.reddit.com/r/interestingasfuck/comments/nvisit/solar_eclipse_occurring_midflight/?utm_source=share&amp;utm_medium=ios_app&amp;utm_name=iossmf">SOLAR ECLIPSE DURING FLIGHT </a>(7/10)</h2><p></p><!--kg-card-begin: html--><iframe id="reddit-embed" src="https://www.redditmedia.com/r/interestingasfuck/comments/nvisit/solar_eclipse_occurring_midflight/?ref_source=embed&amp;ref=share&amp;embed=true" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups" style="border: none;" height="429" width="640" scrolling="no"></iframe><!--kg-card-end: html--><hr><h2 id="la-terra-vista-dallo-spazio-earthrise-effetto-overview-blue-marble-pale-blue-dotamedeo-balbi-1010"><a href="https://youtu.be/OFL1u4VjiYc">La Terra vista dallo spazio | Earthrise, effetto overview, Blue Marble, Pale Blue Dot</a> - Amedeo Balbi (10/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/OFL1u4VjiYc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Direi che la scoperta del mese, la pepita d&apos;oro che mi sono ritrovato tra le mani, &#xE8; senza dubbio il canale Youtube del prof. Amedeo Balbi. Professore di Astrofisica a Tor Vergata, &#xE8; anche divulgatore e saggista - i suoi libri ora sono nella mia wishlist - e nei suoi video spiega in modo brillante e chiarissimo tanti aspetti che riguardando la scienza astronomica e dello spazio.</p><p>In questo primo video racconta dell&apos;effetto Overview, ovvero di come gli astronauti tornino dalle proprie missioni con ua consapevolezza rinnovata del nostro pianeta e di come questo possa essere vissuto: dall&apos;alto la Terra appare piccola e delicata, non esistono confini n&#xE8; nazionalit&#xE0;, tutti gli esseri umani respirano e crescono all&apos;interno della medesima atmosfera. Il sentimento quaggi&#xF9; &#xE8; totalmente differente, presi dalle faccende quotidiane e dalla esclusiva umana necessit&#xE0; di porre limiti e distinzioni dogmatiche. Un poco di sano effetto Overview porterebbe senza dubbio un pizzico di umilt&#xE0;, utile a vivere la terra come abitanti fratelli.</p><p>Reminiscenze di letteratura italiana: la prima cosa che mi &#xE8; venuta in mente quando mi sono imbattuto in questo video &#xE8; stato il duca Astolfo sulla Luna, ne L&apos;Orlando Furioso. Tutto torna, taac.</p><hr><h2 id="come-si-cerca-la-vita-su-altri-pianeti-le-firme-biologiche-biosignaturesamedeo-balbi-810"><a href="https://youtu.be/z8Hi1RD51Zs">Come si cerca la vita su altri pianeti? Le firme biologiche (biosignatures) - Amedeo Balbi</a> (8/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/z8Hi1RD51Zs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Dicevo per l&apos;appunto che mi sono fatto una scorpacciata di video di Amedeo Balbi, quindi condivido quelli affrontati a Giugno.</p><hr><h2 id="la-scienza-di-interstellaramedeo-balbi-810"><a href="https://youtu.be/K_Oy7FjCMOE">La scienza di INTERSTELLAR - Amedeo Balbi</a> (8/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/K_Oy7FjCMOE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Interstellar &#xE8; uno dei film pi&#xF9; intriganti e interessanti che ho visto negli ultimi anni, ma nasconde diversi enigmi scientifici che non ho mai avuto il coraggio di approfondire. Qui Balbi ne approfitta e prova a ricostruire quanto di scientificamente vero &#xE8; contenuto nel film, che a detta del professore &#xE8; scritto bene ed &#xE8; abbastanza fedele alla realt&#xE0; delle teorie attuali.</p><p>Una degli aspetti che pi&#xF9; mi ha incuriosito &#xE8; quello del Multiverso, che per capire meglio ho dovuto fare uno sforzo estremo di immaginazione e guardarmi un altro video, sempre di Balbi. Nella teoria del Multiverso esisterebbero pi&#xF9; universi non comunicanti, strutturalmente identici tra di loro e a quello che noi viviamo attualmente, e che condividerebbero le medesime leggi della fisica. Non ho le competenze e la comprensione sufficienti per parlarne ulteriormente - desidero approfondire - ma &#xE8; curioso notare come questa teoria appartiene a quella denominata come <em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scienza_di_confine">scienza di confine</a></em>.</p><hr><h2 id="%C3%A8-possibile-terraformare-marteamedeo-balbi-710"><a href="https://youtu.be/b9orrLYP7gQ">&#xC8; possibile terraformare Marte? - Amedeo Balbi </a>(7/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/b9orrLYP7gQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Il mio amico Lorenzo desidera tanto che acquisti altri giochi di societ&#xE0;, cosa che gli prometto di fare spesso, ma alla fine non sono cos&#xEC; puntuale. L&apos;ultimo oggetto del contendere &#xE8; Terraforming Mars, un gioco di societ&#xE0; in cui vestiamo i panni di corporazioni provenienti dalla Terra del futuro con l&apos;intento di rendere abitabile il pianeta rosso, e sostanzialmente destinarlo ad una seconda casa per la civilt&#xE0; umana. </p><p>Gran parte dei giochi di societ&#xE0; scientifici o fantascientifici prendono ispirazione da eventi storici realmente accaduti o da teorie in fase di definizione. Ecco, mentre stavo spulciando tra le varie recensioni di questo gioco, ho scovato questo altro video di Amedeoo Balbi, che porta in tavola la questione della Terraformazione.</p><p>Eureka! Lorenzo, mi sono quasi convinto sul gioco, non temere (work in progress, 98%).</p><hr><h2 id="coincidenza-rodarianala-stazione-spaziale-1110">COINCIDENZA RODARIANA - LA STAZIONE SPAZIALE (11/10)</h2><p></p><p>Stavo scrivendo questo articolo, e ho deciso di prendermi una pausa. Sono andato al bagno, ho bevuto un bicchiere d&apos;acqua e poi sono uscito in giardino qualche minuto. Ho pensato &quot;Accidenti, che spettacolo lo spazio, l&apos;astrofisica e tutta la scienza di pianeti lontani&quot;. Poi sono rientrato in casa per mettermi a fare i compiti di Arabo, quando l&apos;occhio mi &#xE8; caduto sulla mia opera magna di Rodari. Le sue invenzioni fantastiche sono come cioccolatini per me, quindi ogni tanto mi concendo una sua filastrocca o favola per deliziarmi il palato e la mente. </p><p>Sembra fatto <em>all&apos;uopo, </em>ma cari lettori, ho aperto il libro proprio a caso sperando di trovare qualcosa di <em>croccante. </em>Ho appena finito di scrivere di astronomia et similia, e cosa trovo? Una filastrocca intitolata <strong>La Stazione Spaziale</strong>. Incredibile.</p><p>Non me ne vogliano i paladini del copyright, ma devo rispondere alla chiamata e riportare questa meravigliosa poesia.</p><p><strong>La Stazione Spaziale</strong></p><p>Nella stazione spaziale<br>c&apos;&#xE8; un traffico Infernale.<br>Astronavi che vengono,<br>astronavi che vanno,<br>astronavi di prima classe<br>per quelli che non pagano le tasse.<br>L&apos;altoparlante<br>non tace un istante:<br>&quot;E&apos; in partenza dal primo binario<br>il rapido interplanetario.<br>Prima fermata Saturno&quot;.<br>&quot;L&apos;astroletto da Giove<br>viaggia con un ritardo<br>di minuti trentanove&quot;.<br>La gente protesta:<br>- Che storia &#xE8; questa qua?<br>Mai un po&apos; di puntualit&#xE0;.<br>- Devo essere a Plutone<br>prima di desinare!<br>- Io perdo un grosso affare:<br>mi sentiranno quelli<br>dell&apos;amministrazione...</p><p>In un angolo della stazione<br>due timidi sposini<br>in viaggio di nozze:<br>vanno su certi pianetini<br>di un&apos;altra nebulosa<br>dove hanno una zia<br>che si chiama Ponti Rosa<br>e fa la portinaia<br>in un osservatorio d&apos;astronomia.</p><p>E questo &#xE8; un venditore<br>di frigoriferi a rate:<br>diche che su Nettuno<br>non c&apos;&#xE8; ancora stato nessuno<br>del suo ramo,<br>far&#xE0; quattrini a palate.</p><p>Questa signorina,<br>maestra di ricamo,<br>va su Venere per un corso<br>di perfezionamento,<br>ma il suo fidanzato<br>non &#xE8; troppo contento,<br>lui sta a Milano,<br>e fa l&apos;impiegato,<br>ha paura che sposi un Venusiano.</p><p>Nelle edicole ci sono<br>i giornali spaziali:<br>&quot;Il paese di Arturo&quot;,<br>&quot;La Gazzetta dell&apos;Orsa Minore&quot;,<br>&quot;L&apos;osservatore del Saggitario,<br>con supplementeo straordinario<br>a fumetti&quot;.<br>Diamo un&apos;occhiata ai titoli:<br>&quot;Ultimissime da Sirio:<br>la vittoria nel campionato<br>manda le folle in delirio&quot;.<br>&quot;Rapina: casse vuote<br>nella banca di Boote&quot;.<br>&quot;Il delitto di Marte<br>avvolto nel mistero&quot;.</p><p>Un momento, un momento:<br>ma allora il cosmo intero <br>nn sarebbe che un ingrandimento<br>di qualche paesotto<br>dell&apos;Ohio o del Varesotto?<br>A parte le astronavi,<br>questa specie di stazione<br>potrebbe stare tutta<br>in provincia di Frosinone<br>o di Piacenza...</p><p>Forse ho vistro troppi film di Fantascienza.</p><p><strong>Gianni Rodari</strong></p><hr><h2 id="true-limits-of-humanitythe-final-border-we-will-never-cross-kurzgesagt710">TRUE Limits Of Humanity - The Final Border We Will Never Cross / Kurzgesagt(7/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/uzkD5SeuwzM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p></p><hr><h2 id="cosa-ha-causato-il-big-bangamedeo-balbi-810"><a href="https://youtu.be/0geJaaIY1QQ">Cosa ha causato il big bang? - Amedeo Balbi </a>(8/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/0geJaaIY1QQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p><br>Maledetta inflazione cosmica.</p><hr><h2 id="games-to-play-with-your-child-in-which-you-barely-have-to-move-or-talk-the-ugly-volvo-710"><a href="http://theuglyvolvo.com/games-to-play-with-your-child-in-which-you-barely-have-to-move-or-talk/">Games to Play With Your Child in Which You Barely Have to Move or Talk | The Ugly Volvo</a> (7/10)</h2><p></p><p>Non sono ancora giunto in quella fase della vita dove devo prendermi cura di un pargolo. Sono per&#xF2; pronto ad affilare le armi e raccattare tutte le munizioni possibili da mettere nel mio arsenale. </p><p>Mi sono imbattuto in questo simpatico articolo dove vengono raccontati alcuni modi grazie ai quali coniugare un veloce pisolo con il giusto desiderio di un bambino di voler giocare. Se dovessi scegliere, non mi dispiacerebbe la modalit&#xE0; &quot;Classe di disegno&quot;, verrebbero sicuramente fuori ottimi risultati pittorici.</p><p>NB: da usare responsabilmente.</p><hr><h2 id="how-people-get-rich-nowpaul-graham-710"><a href="http://www.paulgraham.com/richnow.html">How people get rich now - Paul Graham</a> (7/10)</h2><p></p><p>Stiamo assistendo ad una terza rivoluzione Industriale. Paul analizza gli ultimi due secoli di sviluppo economico in termini di tendenza all&apos;impresa personale.</p><p>Nel 19&#xB0; secolo la capacit&#xE0; di creare quelle che oggi chiamiamo <em>startup</em> era molto spiccata, cos&#xEC; come lo &#xE8; oggi. E&apos; stata la met&#xE0; del&apos;900 a subire una brusca decelerazione di questa tendenza, probabilmente per il fenomeno di accentramento dei poteri economici. Dagli anni delle guerre mondiali fino agli anni &apos;90 il desiderio del cittadino americano medio era quello di lavorare come dipendente per una delle grandi societ&#xE0; dell&apos;epoca, in particolare quelle che gravitavano intorno alle materie prime. Probabilmente si era instaurato un meccanismo tale per cui si erano creati giganteschi oligopoli che avevano fatto terra bruciata intorno ai cittadini, cos&#xEC; da rendere improbabile la capacit&#xE0; di collezionare fondi per creare un&apos;impresa personale.</p><p>Queste gigantesche macchine economiche nel tempo sono diventate obsolete, ed inoltre la tecnologia ha calato drasticamente il proprio costo, rendendosi disponibile ed accessibile a tutti. Inoltre le conoscenze sono diventate progressivamente di pubblico dominio, grazie anche alla rete, e quindi oggigiorno fare impresa &#xE8; molto pi&#xF9; facile, riprendendo lo spirito d&apos;iniziativa della prima e della seconda rivoluzione industriale.</p><p>Questo slancio alla creazione di startup, secondo Paul Graham, mediamente alza la ricchezza della societ&#xE0;, cos&#xEC; come riduce notevolmente i tempi affinch&#xE8; si possa raggiungere questa maggiore ricchezza.</p><hr><h2 id="lorenzo-baglionile-leggi-di-keplero-feat-i-supplenti-italiani-1010"><a href="https://youtu.be/ge06Znj7hyk">Lorenzo Baglioni - Le Leggi di Keplero feat. I Supplenti Italiani </a>(10/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/ge06Znj7hyk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Non ho mai amato i supplenti tanto quanto in questo video. Lorenzo Baglioni docente vero. Sono morto dal ridere, assolutamente geniali. E cos&#xEC; tutti i loro altri video, obbligatori per qualsiasi dubbio.</p><p>Come recita la prima legge di Keplero?</p><hr><h2 id="nanowar-of-steelvalhalleluja-ft-angus-mcfife-from-gloryhammer-1010"><a href="https://youtu.be/S9WWz95ripA">NANOWAR OF STEEL - Valhalleluja (ft. Angus McFife from Gloryhammer) </a>(10/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/S9WWz95ripA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Non bastava i pezzi <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aOQBpCzUyuk">Giorgio Mastrota </a>e <a href="https://www.youtube.com/watch?v=j0YXfeNxJJ0">Norwegian Reggaeton</a>, qua i Nanowar of Steel si sono superati. Citazioni dell&apos;altro mondo. &#xA0;Tutta roba italiana, altroch&#xE8;.</p><p>GLORIA PATRI FURNITURIBUS</p><hr><h3 id="in-cantiere">In cantiere ...</h3><p></p><p>Ahim&#xE8; tante sono le ricchezze che ancora devo prendere in mano, anche dal mese di Maggio. Sto arricchendo i progetti dei prossimi articoli in attesa di poterli affrontare con pi&#xF9; calma, abbiate pazienza.</p><p>A Luglio intendo implementare la possibilit&#xE0; di ricevere una mail ad ogni articolo scritto, per chiunque voglia riceverla.</p><p>Procedo con il corso di arabo e il corso di Python, una linea di codice alla volta.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #2 (Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Gabriel è sveglio ma non si applica]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-2/</link><guid isPermaLink="false">60b3ae1abef8443af847d42c</guid><category><![CDATA[mjl]]></category><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Mon, 31 May 2021 15:39:40 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p></p><p><em>Mese di Maggio, fatti coraggio.</em> Quanto &#xE8; vero questo detto, ogni anno me lo ripeto da tempo immemore, ma alla fine di Aprile sono sempre troppo ottimista.</p><p>Ammetto che &#xE8; stato un mese abbastanza denso di appuntamenti che mi hanno impedito di dedicare il tempo sperato al <em>learning</em>. Nei ritagli a disposizione ho concentrato le cose che pi&#xF9; mi attiravano, purtroppo ho tralasciato diverse gemme che spero di recuperare, soprattutto articoli.</p><hr><h2 id="le-foto-dimenticate-che-raccontano-comera-gaza-una-volta-710"><a href="https://www.vice.com/it/article/qjp7y7/foto-gaza-anni-40?utm_source=vicefbit&amp;fbclid=IwAR0AXnaPmecbJFqgq6IoKmSyFwKn2pqrusxxKI7L8Pfv1F0aqWFXBU7ePRY">Le foto dimenticate che raccontano com&apos;era Gaza una volta</a> (7/10)</h2><p></p><p>In occasione del mio ultimo post (MJL#1) avevo scritto della situazione politica in Palestina; quasi come se avessi lanciato una maledizione, poco dopo &#xE8; il conflitto israelo-palestinese si &#xE8; riacutizzato, e una nuova guerra tra Gaza ed Israele ha avuto luogo per circa 10 giorni.</p><p>Credo saranno numerose le occasioni in cui affronter&#xF2; questo tema, cercando di fare luce sulle zone d&apos;ombra che - <em>volontariamente - </em>non ci vengono raccontate.</p><p>Ma la vita non pu&#xF2; fermarsi a questi eventi tragici, soprattutto se sono coinvolte persone, vite umane. <br>Casualmente sono mi sono imbattuto in un <a href="https://www.vice.com/it/article/qjp7y7/foto-gaza-anni-40?utm_source=vicefbit&amp;fbclid=IwAR0AXnaPmecbJFqgq6IoKmSyFwKn2pqrusxxKI7L8Pfv1F0aqWFXBU7ePRY">articolo di Vice</a> che mostra qualche fotografia di Gaza e degli abitanti gazawi prima che rimanesse impressa la raffigurazione propinata oggi. </p><p>La memoria dei luoghi e delle persone che li abitano stimolano sempre il mio lato nostalgico, e al contempo ricordano quanto <em>&quot;le cose non sono sempre state cos&#xEC;&quot;.</em><br>Anche le fotografie catturate da Kegham Djeghalian (di cui si parla anche in questo <a href="https://www.youtube.com/watch?v=wlqckvL8MSA">documentario tedesco</a>, che invito a guardare) &#xA0;sono un chiaro monito: mai cadere nella tentazione di semplificare gli usi e costumi di una popolazione, cos&#xEC; come credere che certi mondi siano completamente differenti da quello che quotidianamente viviamo. Altro monito: custodiamo e proteggiamo queste memorie, altrimenti unire i puntini per capire il presente diventa pressoch&#xE8; impossibile.</p><p>Ancora tengo da parte le tovagliette di carta riciclata di un ristorante a Nazareth, sulle quali sono stampate fotografie in bianco e nero che ritraggono l&apos;edificio in cui &#xE8; stato ricavato il ristorante e le persone che abitavano il quartiere. Quando osservo questi pezzi di carta, mi chiedo: <em>&quot;Come si chiavamano? Che lavoro facevano? Cosa hanno visto i loro occhi? Cosa mi racconterebbero ora?&quot;</em></p><p></p><hr><h2 id="how-to-disagreepaul-graham-910"><a href="http://www.paulgraham.com/disagree.html">HOW TO DISAGREE - PAUL GRAHAM</a> (9/10)</h2><p></p><p><em>Certi amori non finiscono, fanno giri immensi e poi ritornano.</em></p><p>Spesso riscopriamo gemme di saggezza che avevamo per caso o per sbaglio sepolto sotto la polvere. E&apos; il caso di Paul Graham, che anni fa seguivo e poi - non ricordo per quale motivo - &#xE8; caduto nel dimenticatoio. Mannaggiamm&#xE8;.</p><p>Paul Graham &#xE8; il fondatore di Y Combinator, uno dei pi&#xF9; celebri e rivoluzionari incubatori di startup americane, che ha dato la possibilit&#xE0; a piccole idee di diventare realt&#xE0; gigantesche. Ne cito alcune: Airbnb, Twitch, Dropbox, Reddit.<br>Paul, oltre a dedicarsi al suo acceleratore di societ&#xE0; IT, ha dedicato molto tempo a s&#xE8; stesso, prima all&apos;arte, poi alla scrittura. Da tempo mantiene un suo sito personale in cui pubblica <em><a href="http://www.paulgraham.com/articles.html">essay</a>, </em>saggi brevi i cui temi sono diversi e tutti estremamente interessanti. Ed il suo spirito critico &#xE8; alquanto arricchente. </p><p>Un passo alla volta sto riprendendo la lettura dei suoi articoli, perle di instimabile valore.</p><p>Nel suo articolo <a href="http://www.paulgraham.com/disagree.html">How to disagree</a>, Paul Graham individua 7 tipologie di dialettica e le ordina secondo una gerarchia precisa: da quella pi&#xF9; inutile e becera, a quella pi&#xF9; nobile e proficua. Senza spoilerare nulla si parte dall&apos;insulto, si passa per la classe Ad Hominem, per poi arrivare a Confutare il punto centrale.</p><p>Se un tempo il mondo si poteva sommariamente dividere in scrittori e lettori, oggigiorno i nuovi sistemi di comunicazione ci mettono bene o male tutti sullo stesso piano, dandoci continuamente l&apos;opportunit&#xE0; di commentare qualsiasi tesi. E&apos; curioso prendere consapevolezza che spesso siamo pi&#xF9; stimolati a condividere il nostro pensiero quando siamo in disaccordo con il nostro interlocutore e non quando siamo allineati sulle stesse idee: probabilmente prevale in noi una sorta di spirito di competizione connaturato alla nostra essenza animale preistorica, dove solo chi ha la meglio sull&apos;altro pu&#xF2; assicurare la sopravvivenza della propria specie e dei propri geni. Una specie di &#xA0;<em>homo homini lupus </em> in salsa argomentativa.</p><p>Quando &#xE8; la Verit&#xE0;, ovvero il nocciolo di un dibattito, a starci a cuore e non chi deve vincere il confronto, &#xE8; giusto tenere a mente quali trappole possono insinuarsi nel &#xA0;tentativo di argomentare le nostre idee (e di quelle di chi abbiamo di fronte). </p><p>Si noti che di frequente le forme pi&#xF9; basse e povere di argomentazione sono quelle che portano gli interlocutori ad imbruttirsi ed incattivirsi, e spingono a forme variabili di violenza.</p><p>Insomma, rimaniamo fedeli al <em>dato, </em>al <em>fatto</em>, e al diavolo chi ha ragione!</p><hr><h2 id="le-nuvole-di-marte-710">LE NUVOLE DI MARTE (7/10)</h2><!--kg-card-begin: html--><iframe id="reddit-embed" src="https://www.redditmedia.com/r/space/comments/mjlen6/curiosity_captured_some_high_altitude_clouds_in/?ref_source=embed&amp;ref=share&amp;embed=true" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups" style="border: none;" height="527" width="640" scrolling="no"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>E&apos; incredibile vedere le nuvole che vagabondano sulla superficie di Marte, sapendo che la densit&#xE0; della sua atmosfera &#xE8; sensibilmente inferiore a quella del nostro pianeta.</p><hr><h2 id="elogio-della-gentilezzaroberto-mercadini-810"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=U6JCyRj4jI0">ELOGIO DELLA GENTILEZZA - ROBERTO MERCADINI</a> (8/10)</h2><p></p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/U6JCyRj4jI0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Mai dubitato di quello che Mercadini racconta, fortunatamente non ho mai avuto nemmeno bisogno di metterlo in discussione. La gentilezza come arma in pi&#xF9;, come forma pi&#xF9; nobile dello spirito. La gentilezza &#xE8; la virt&#xF9; dei forti, espressione della sicurezza in noi stessi: se solo fosse ricordato alle <em>gent</em>i!</p><hr><h2 id="blowback-how-israel-went-from-helping-create-hamas-to-bombing-itmehdi-hasan-7510"><a href="https://theintercept.com/2018/02/19/hamas-israel-palestine-conflict/">BLOWBACK: HOW ISRAEL WENT FROM HELPING CREATE HAMAS TO BOMBING IT - MEHDI HASAN</a> (7.5/10)</h2><p></p><p>Mehdi Hasan &#xE8; un grandissimo giornalista, creatore di diversi documentari ed interviste per Al Jazeera English e MSNBC. Credo torner&#xF2; altre volte con i suoi elaborati su questo blog. Le sue migliori produzioni sono <em>The Caf&#xE8;, Head to Head</em> e <em>UpFront. </em></p><p>Quello che apprezzo particolarmente di Mehdi &#xE8; che porta avanti vero e proprio giornalismo d&apos;inchiesta - in controtendenza con le mode attuali italiane ed estere - senza risparmiare colpi a nessuno. Domanda, domanda ancora, incalza, e gira il coltello nella piaga. Hell, yeah. Perch&#xE8; sono i fatti che ci interessano, lo abbiamo appena detto, non &#xE8; vero?!</p><p>E per tornare al titolo dell&apos;articolo/video, senza chiaramente esaurire il discorso, cominciamo a fare un p&#xF2; di debunking.</p><p></p><hr><h2 id="storia-di-un-soldato-israeliano-pentito-910"><a href="https://youtu.be/FkxJd88xkBU">STORIA DI UN SOLDATO ISRAELIANO PENTITO </a>(9/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/FkxJd88xkBU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Perdonatemi, non voglio monopolizzare il tema di questo Monthly Learning Journal, ma chiaramente gli accadimenti di questo mese in Medio Oriente hanno orientato - giustamente aggiungo - il poco tempo che avevo a disposizione. </p><p>Nel primo MJL avevo trattato di West Bank - aka Cisgiordania - e del suo labirinto geopolitico e sociale. Bene.</p><p>Uno dei modi migliori per fare chiarezza sullo stato di apartheid e violenza che quotidianamente viene impartita ai danni dei palestinesi &#xE8; quello di ascoltare le parole di chi perpetuava quelle stesse violenze e che poi si &#xE8; pentito; qui la parola di un ex-lupo si allinea con quelle delle pecore, le vittime mai ascoltate.</p><p>Vi invito a guardarlo, ne vale la pena. Non commento ulteriormente, lascio a voi il piacere.</p><p></p><hr><h2 id="the-better-boarding-method-arlines-wont-usegcp-grey-710"><a href="https://youtube.com/watch?v=oAHbLRjF0vo&amp;feature=share">THE BETTER BOARDING METHOD ARLINES WON&apos;T USE - GCP GREY</a> (7/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/oAHbLRjF0vo?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>C&apos;&#xE8; una scienza dietro a tutto. Sapevatelo.</p><hr><h2 id="weekend-wednesday-1010"><a href="https://youtu.be/ALaTm6VzTBw">WEEKEND WEDNESDAY</a> (10/10)</h2><p>Chi mi conosce sa quanto ritenga sacro il Mercoled&#xEC;, in particolare il Mercoled&#xEC; pomeriggio, in cui solitamente non lavoro. Ecco, &#xE8; evidente che anche GCP Grey sia dello stesso parere, quindi la mia tesi comincia ad avere un p&#xF2; di letteratura.</p><p>A parte gli scherzi, nella vita credo ci voglia igiene, nello specifico igiene del tempo. Tempo pulito, tempo lento, per noi e le nostre relazioni. </p><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/ALaTm6VzTBw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><hr><h2 id="profilicontaminazioni-ep2-8510"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=hZutV8jkImU">PROFILI - CONTAMINAZIONI EP.2</a> (8.5/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/hZutV8jkImU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Ecco di nuovo padre Marco e padre Antonio disquisire su un nuovo tema, ovvero la contaminazione. E&apos; un tema che mi parla in modo personale, perch&#xE8; le mie origini <em>double face</em> e l&apos;educazione ad esse mi hanno cresciuto sempre all&apos;inestimabile valore del farsi contaminare da cose differenti.</p><p>Tendiamo per natura a frequentare persone che sono simili a noi, per cultura ed opinioni; invece &#xE8; indispensabile confrontarsi e venire in contatto con persone che ragionano e si comportano in modo diverso, per poi avere la possibilit&#xE0; di fare sintesi di pi&#xF9; prospettive. Questa &#xE8; vera ricchezza, che ci ingentilisce, ci porta ad essere creature sempre pi&#xF9; eleganti d&apos;animo e delicate. </p><p>La Storia si &#xE8; costruita sulle contaminazioni, sulla somma di addendi complemente distinti. Un esempio caro a noi italiani, la pizza: creazione italianissima, certo, eppure i suoi principali ingredienti non hanno niente a che fare con il nostro paese. Il frumento &#xE8; una pianta che ha origine nelle regioni dell Turchia, ed il pomodoro &#xE8; arrivato poco pi&#xF9; 6 secoli fa dal Nuovo Mondo, l&apos;<em>America. </em>La pizza stessa &#xE8; una sintesi, un meraviglioso connubio di occidente ed oriente, appunto una contaminazione.</p><p>Padre Marco fa riferimento al compositore Anton&#xED;n Dvo&#x159;&#xE1;k e alla sua capacita di lasciarsi influenzare ed ispirare da culture diverse per produrre opere musicali che ancora oggi ispirano ed influenzano le colonne sonore di <a href="https://youtu.be/tH_zgVSpvlE">celebri pellicole</a>. A proposito di Nuovo Mondo e pizza, Dvo&#x159;&#xE1;k compone proprio la Sinfonia dal Nuovo Mondo. Taac.</p><p>Un ultimo, giustissimo e prezioso monito da parte di Padre Antonio: non tutte le contaminazioni sono proficue. L&apos;esito rimane sempre incerto, e meglio noi sappiamo padroneggiare gli ingredienti di provenienza, pi&#xF9; alta sar&#xE0; la probabilit&#xE0; che il risultato finale sia di nostro gradimento.</p><hr><h2 id="do-schools-kill-creativiysir-ken-robinson-810"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=iG9CE55wbtY">DO SCHOOLS KILL CREATIVIY ?- SIR KEN ROBINSON</a> (8/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="150" src="https://www.youtube.com/embed/iG9CE55wbtY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Questo video &#xE8; nella top ten di tutti i tempi dei TED. In pochi minuti mette a nudo il sistema di istruzione ed educazione moderno, indipendentemente dalla nazionalit&#xE0;. </p><p>Abbiamo costruito, volenti o nolenti, un sistema che previlegia alcune forme di sapere e relega in un angolo altre forme di espressione umana, dando per scontato che siano secondarie e di minore importanza. Siamo convinti - sbagliando - che le forme di intelligenza dell&apos;uomo siano limitate al suo sapere, e che al contempo tutto ci&#xF2; che riguarda la nostra capacit&#xE0; espressiva artistica non possa essere intelligenza. E quindi l&apos;arte diventa un tappabuchi della settimana, o che sia pane per pochi o disadattati; anzi, per coloro che vogliono vivere con poco. </p><p>E non ci &#xE8; permesso sbagliare, l&apos;errore non &#xE8; visto come forma di crescita.</p><p>Il sistema educativo entro il quale cresciamo &#xE8; stato plasmato a partire dalla rivoluzione industriale: la societ&#xE0; industriale e tecnologica - insieme al boom demografico - nella quale viviamo necessit&#xE0; di manodopera per crescere e quindi ha determinato &#xA0;nel tempo una frammentazione sempre pi&#xF9; accentuata del sapere e delle competenze, migliorando certo l&apos;efficacia e l&apos;efficienza di quello che facciamo, ma allo stesso tempo provocando un drammatico aumento dell&apos;inflazione del titolo accademico, che perde sempre pi&#xF9; valore. </p><hr><h2 id="what-are-you-doing-with-your-life-the-tail-endkurzgesagt-7510"><a href="https://youtube.com/watch?v=JXeJANDKwDc&amp;feature=share">WHAT ARE YOU DOING WITH YOUR LIFE? THE TAIL END - KURZGESAGT</a> (7.5/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/JXeJANDKwDc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><hr><h3 id="prossimamente-su-questi-schermi">Prossimamente su questi schermi...</h3><p></p><p>Mi impegno a scrivere qualcosa di pi&#xF9; a Giugno, e di poter leggere qualche articolo lasciato indietro. In questo mese ho fatto qualche lettura interessante, che vorrei approfondire e dalla quale vorrei partorire articoli collaterali. Quindi prima devo mettere insieme materiale utile, fare pensiero e restituire tutto sottoforma di output accettabile.</p><p>Sto continuando con il mio corso di Python.</p><p>Mi sono sboconcellato <em>C&apos;era due volte il barone Lamberto </em>di Rodari, troppo divertente ed acuto.</p><p>Ovviamente i sogni di gloria sugli esperimenti come podcast sono rinviati a periodi migliori, ma non ho dimenticato.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[MJL #1 (Monthly Learning Journal)]]></title><description><![CDATA[Una sorta di guida Gambero Rosso per Aprile]]></description><link>https://www.gate67.org/mjl-1/</link><guid isPermaLink="false">60827dadbef8443af847d0ba</guid><category><![CDATA[monthly learning journal]]></category><category><![CDATA[mjl]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Thu, 29 Apr 2021 13:46:10 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p><em>Il mondo &#xE8; un posto meraviglioso. </em><br>Gi&#xE0;, ma le sabbie mobili dell&apos;informazione sono tante, e a muoversi troppo e male si rischia di rimanere intrappolati per sempre. </p><p>Ho deciso di arricchire questo blog con una serie di post periodici (direi mensili, ma se mi gira bene potrei scrivere anche con pi&#xF9; frequenza) in cui riassumo e riporto gli articoli, i video e il materiale che pi&#xF9; mi ha lasciato qualcosa in questo ultimo mese. &#xA0;Ad ogni singolo contenuto prover&#xF2; a restituire un mio personalissimo voto ed un commento. Se presenti, aggiunger&#xF2; gli sviluppi dei miei ultimi progetti.</p><p>Credits: questa idea la prendo in prestito dal bellissimo blog di <a href="https://retireinprogress.com">Mr. Rip</a>, un programmatore italiano che vive a Zurigo e che ora si dedica all&apos;indipendenza finanziaria e al Pensiero Critico &#xA0;(Critical Thinking), che sar&#xE0; materiale anche per i miei articoli in futuro.</p><p>Questo primo MJL spero sia un antipasto dei prossimi.</p><p>Ok, cominciamo.</p><hr><h2 id="profili-1-emergere-810"><strong>					PROFILI #1 &#xA0;EMERGERE (8/10)</strong></h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/BfZ0Ny7WX_w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>I padri Dehoniani, ovvero i <a href="http://www.dehoniani.it/chi-siamo/">Sacerdoti del Sacro Cuore di Ges&#xF9;</a>, appartengono ad una congegrazione fondata nel 1878 da padre L&#xE8;on Gustave Dehon.</p><p>Ho la fortuna di conoscere alcuni padri dehoniani, che molte volte mi hanno illuminato con le proprie parole e pensieri. Uno di loro, padre Marco, &#xE8; anche mio amico - posso, Marco? - abita ad un tiro di schioppo da dove vivo e ho la possibilit&#xE0; di condividere con lui diverse esperienze grazie agli scout. </p><p>Recentemente padre Marco, insieme al confratello padre Antonio, ha avuto la curiosa idea di cominciare a streammare (si scrive cos&#xEC; o <em>strimmare?!</em>) su Youtube, aprendo il canale <a href="https://www.youtube.com/watch?v=aSN0JBXHpTo">Pan di Via</a> che si occupa di profili artistici: l&apos;intento sar&#xE0; quello di trattare di temi culturali e vedere come questi possono intrecciarsi con la spiritualit&#xE0; religiosa. Molto interessante!</p><p>Nella prima puntata spuntano due artisti che non conoscevo: Bill Viola e Oliver Messiaen. Essendo musicista, il secondo ha pizzicato le mie corde pi&#xF9; del primo.</p><p><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Olivier_Messiaen">Oliver Messiaen </a>era un musicista, compositore e ornitologo francese, che fu rinchiuso in un campo di prigionia dai nazisti. Nel video sui Profili viene fatto riferimento al suo &quot;Quartetto per la fine dei tempi&quot; &#xA0;eseguito per la prima volta nel campo di concentramento di Gorlitz nel 1941, ed al concetto di musica sinestetica, ovvero un tipo di musica che cerca, attraverso le proprie melodie ed armonie, di stuzzicare il pi&#xF9; possibile anche gli altri tipi di senso. </p><p>Nello specifico, Messiaen nel &quot;Quartetto per la fine dei tempi&quot; ricorre all&apos;uso del clarinetto modulandolo per ottenere sia un effetto simile alla sirena del campo di prigionia sia il cinguettio degli uccelli. Il suo intento era quello di sostenere i propri compagni rinchiusi invitando la loro mente ad evadere dal filo spinato, emergendo cos&#xEC; dalla propria condizione di carcerati. </p><p>Un&apos;uso della musica e dello strumento alquanto nobile, salvifico nel vero senso del termine. Il primo collegamento che la mente mi ha suggerito &#xE8; stato quello con il &quot;Va&apos; Pensiero&quot; di Verdi - anche qui presente il clarinetto - e del tentativo del compositore di rendere vivida l&apos;immagine della mente degli ebrei prigionieri in Babilonia che evade e sorvola interi paesaggi, sciogliendo le catene e sperimentando la libert&#xE0;.</p><p>Sono impaziente della prossima puntata di Profili.</p><hr><h2 id="the-ultra-zionist-2011-910">				The Ultra Zionist (2011) 9/10</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe frameborder="0" width="480" height="266" src="https://www.dailymotion.com/embed/video/x6bpm9i" allowfullscreen allow="autoplay"></iframe></figure><p>Louis Theroux &#xE8; un celebre giornalista della BBC che si occupa di diverse tematiche internazionali rilevanti.</p><p>Su Reddit ho trovato questo documentario di 50 minuti che apre una finestra sull&apos;annosa questione del conflitto israelo-palestinese: in particolare Louis affronta il tema dei coloni e degli insediamenti nel territorio conosciuto in Italia come Cis-Giordania, ovvero <em>West Bank</em>. </p><p>Provo a spiegare al meglio delle mie possibilit&#xE0; come si configura l&apos;assetto politico di questa regione. Voglio ricordare sempre che su una terra ci vivono persone in carne ed ossa: &#xE8; la premessa fondamentale di ogni altra considerazione che pu&#xF2; seguire.<br><em>West Bank </em>&#xE8; una regione circondata dallo stato di Israele e che confina a Est con il fiume Giordano, il quale funge da confine naturale con lo stato di Giordania. Inoltre la CisGiordania (ovvero West Bank, sempre in riferimento al fiume Giordano) &#xE8; separata da Israele da un muro di cemento alto 8 metri e lungo 570km (ne sono stati pianificati 760), talvolta scandito da tratti di reticolati metallici elettrificati.</p><figure class="kg-card kg-image-card kg-card-hascaption"><img src="https://www.gate67.org/content/images/2021/04/West_Bank_-_Gaza_Map_2007_-Settlements-.png" class="kg-image" alt loading="lazy" width="780" height="970" srcset="https://www.gate67.org/content/images/size/w600/2021/04/West_Bank_-_Gaza_Map_2007_-Settlements-.png 600w, https://www.gate67.org/content/images/2021/04/West_Bank_-_Gaza_Map_2007_-Settlements-.png 780w" sizes="(min-width: 720px) 720px"><figcaption>Una mappa riassuntiva del territorio</figcaption></figure><p>Lo scambio di persone e merci &#xE8; regolato da pochi checkpoint lungo il tracciato che obbligano migliaia di persone la mattina presto (gi&#xE0; alle 2 di notte) a mettersi in fila per cercare di andare a lavorare in Israele. Al suo interno sorgono citt&#xE0; e localit&#xE0; conosciute, come Betlemme, Jericho, Ramallah e Gerusalemme Est. La regione, con i criticati accordi di Oslo nel 1993, &#xE8; stata frammentata in 3 aree amministrative:<br>- zona A: 18% del territorio, sotto il controllo dell&apos;Autorit&#xE0; Nazionale Palestinese (ANP)<br>- zona B: 21% del territorio, sotto il controllo congiunto di ANP ed Israele<br>- zona C: restante 61% sotto il controllo di Israele.</p><p>La maggior parte della popolazione abita nelle zone A e B. Di fatto la zona C comprende la maggior parte delle risorse naturali (fonti idriche), dei terreni agricoli e delle terre disponibili. </p><p>Una questione annosa e che ancora rappresenta una ferita sanguinante nel conflitto israelo-palestinese &#xE8; quella degli <em>insediamenti</em>. Trattasi di vere e proprie colonie di cittadini israeliani nei territori palestinesi: i primi, spesso spinti dal mito di riunificare completamente la Terra Promessa di Israele o da incentivi statali, si organizzano in maniera indipendente e costruiscono case o piccoli villaggi abusivamente ed illegalmente tra i vari paesi e citt&#xE0; palestinesi, di fatto creando delle enclave israeliane in territorio arabo. Questi insediamenti di coloni israeliani godono spesso della protezione dell&apos;IDF (Israeli Defence Force), ovvero dell&apos;esercito israeliano e del governo centrale, che tranne in alcuni determinati casi, mai si &#xE8; realmente prodigato per fermare e risolvere questo fenomeno; al contrario il governo centrale nel 2017 ha emanato una legge il cui obiettivo era quello di annettere allo stato di Israele gli insediamenti di coloni in Cisgiordania. Soltanto nell&apos;estate 2020 la Corte Suprema ha annullato la norma, in quanto &quot;incostituzionale&quot;.</p><p>Leggi a parte, il fenomeno degli insediamenti &#xE8; grave e massiccio: sono presenti circa 132 colonie riconosciute da Israele e 121 &#xA0;avamposti non ufficiali con 400mila persone in totale. Si tenga presente che il Consiglio di Sicurezza dell&apos;ONU, la Corte di Giustizia Internazionale dell&apos;Aja, l&apos;Unione Europea, Amnesty International, Human Rights Watch e altri enti governativi e non governativi hanno dichiarato ripetutamente che gli insediamenti sono illegali secondo il Diritto Internazionale.</p><p>Quello che accade sostanzialmente frammenta il territorio in modo sconsiderato, creando un vero e proprio puzzle di aree palestinesi e insediamenti israeliani, rendendo la vita degli arabi insostenibile dal punto di vista lavorativo e sul piano dello spostamento di persone e merci. E - direi punto fondamentale - il proseguire di questo fenomeno rende sempre pi&#xF9; improbabile ed impraticabile la possibilit&#xE0; di costituire uno Stato Palestinese completamente autonomo e realmente fondato sulla continuit&#xE0; territoriale, caratteristiche fondamentali di ogni altro Stato di questo mondo. Oltre alla disumana idea del muro tra West Bank ed Israele - che ho personalmente attraversato e visto - gli insediamenti continuano a perpetrarsi e sempre pi&#xF9; circondano quello che rimane delle popolazioni arabe locali.</p><p>Ma gli insediamenti si esplicano anche in altri modi: la citt&#xE0; vecchia di Gerusalemme &#xE8; in gran parte abitata da arabi Musulmani e Cristiani (in percentuale minore da Armeni): tuttavia le difficolt&#xE0; economiche in cui la popolazione araba &#xA0;si trova - il motivo per cui versi in difficolt&#xE0; economiche aprirebbe un capitolo troppo lungo per questo post, ma l&apos;<em>Internet</em> &#xE8; pieno di materiale - spinge misteriosi investitori israeliani o stranieri (spesso hanno un qualche tipo di rapporto con Israele) a formulare offerte economiche &quot;indecenti&quot; ed &quot;irrifiutabili&quot; pur di acquistare appartamenti o case nella citt&#xE0; vecchia, anche qui creando minuscole enclave all&apos;interno di un contesto completamente differente. Questo accade anche in Gerusalemme Est, che il Diritto Internazionale considera Territorio Occupato da Israele.</p><p>Il documentario &#xA0;direi renda bene l&apos;idea di quello che accade da molti anni. Se si vuole approfondire, direi di partire prendendosi qualche minuto per guardare attentamente la <a href="https://www.ochaopt.org/sites/default/files/westbank_2017_draft_6_march_2017.pdf">mappa ufficiale redatta dall&apos;Onu nel 2017</a> che riporta il caos che si sta formando giorno dopo giorno. La mappa &#xE8; talmente dettagliata e descrive in modo cos&#xEC; preciso la complessit&#xE0; del fenomeno che serve qualche secondo prima di essere caricata.</p><hr><h2 id="the-mayorvice-documentary-7510">		The Mayor - Vice Documentary (7.5/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/aDvOnhssTcc?start=1&amp;feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></figure><p>Rimaniamo in West Bank ma questa volta indossiamo gli occhiali della speranza.</p><p>I ragazzi americani di Vice hanno creato un documentario che racconta e mostra il lavoro del sindaco di Ramallah, la capitale ufficiosa della Cisgiordania, ovvero dello Stato di Palestina. E&apos; davvero stimolante accorgersi come questo sindaco si sforzi a rendere la vita dei propri cittadini pi&#xF9; dignitosa possibile, senza avere dalla sua particolari poteri n&#xE8; ingenti finanziamenti.</p><p>Per i meno esperti, la popolazione araba palestinese &#xE8; di fede musulmana e cristiana: gli uni vivono serenamente con gli altri. Non esiste alcuna diffidenza n&#xE8; questione religiosa; in molte famiglie convivono cristiani e musulmani, come &#xE8; normale e giusto che sia. Spesso i canali di informazione descrivono problemi dove realmente non sussitono. Ramallah, cos&#xEC; come il suo sindaco, &#xE8; a prevalenza cristiana. Moschee e Chiese sorgono una di fronte all&apos;altra.</p><hr><h2 id="un-astronauta-nel-vuoto-letteralmente-1010">		Un astronauta nel vuoto, letteralmente (10/10)</h2><!--kg-card-begin: html--><iframe id="reddit-embed" src="https://www.redditmedia.com/r/spaceporn/comments/mwoikc/astronaut_bruce_mccandless_floating_away_from_the/?ref_source=embed&amp;ref=share&amp;embed=true" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups" height="584" width="640" scrolling="no"></iframe><!--kg-card-end: html--><p>E&apos; pazzesco, davvero. Oltre a tutto quello che sta accadendo su Marte, &#xE8; incredibile pensare che per la prima volta nella storia un essere umano ha deciso di galleggiare nel vuoto dello spazio, lontano dallo shuttle, senza alcun tipo di vincolo alla stazione spaziale se non una sorta di jetpack sulle proprie spalle il cui controllo &#xE8; completamente nelle proprie mani. Roba da film.</p><p>Ragazzi, qua scriviamo la storia. Eccitante. Ma quanto siamo <em>toghi?!</em></p><hr><h2 id="imprecazioni-creative-710">					Imprecazioni creative (7/10)</h2><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/6ougmFO3T7w?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><figcaption>Ah il mio vecchio Mercadini</figcaption></figure><p>Non mi sono mai piaciute le parolacce. Non per un finto perbenismo, ma proprio perch&#xE8; non mi piacciono. Non mi dicono nulla, anzi mi annoiano. Ecco, le parolacce mi annoiano, sono proprio termini vuoti e grigi. </p><p>Poi Mercadini se ne esce con un video su imprecazioni creative: anche a lui le parolacce stanno sulle scatole. E cos&#xEC; ha deciso di crearne di personali, qualcosa che lo stuzzichi davvero. Quella che pi&#xF9; mi convince &#xE8; &#xA0;<em>santa rana mannara</em>, ma credo mi metter&#xF2; all&apos;opera per cercare qualcosa che risponda di pi&#xF9; alle mie esigenze. </p><p>Se dobbiamo arrabbiarci, tanto vale farlo con del colore.</p><hr><h3 id="prossimamente-su-questi-schermi">Prossimamente su questi schermi...</h3><p>Dunque cosa bolle in pentola? Ho qualche idea che mi piacerebbe concretizzare per questo Gate67. </p><p>Ho recentemente finito di leggere &quot;La grammatica della fantasia&quot; di Gianni Rodari, dove lo scrittore raccoglie alcuni suoi interventi nelle scuole di Reggio Emilia e spiega i principali strumenti affinati con il tempo per ideare le sue meravigliose favole e filastrocche. Scriver&#xF2; un articolo di riassunto di questa cassetta degli attrezzi rodariana.</p><p>Il mio Digital Garden al momento &#xE8; ancora in fase di elaborazione mentale, nessun aggiornamento dal fronte.</p><p>Sto rispolverando qualche antica nozione di programmazione, in particolare ho cominciato un corso di Python.</p><p>Mi piacerebbe sperimentarmi con qualche podcast da pubblicare qui sul blog, per dare una voce al crocevia di pensieri che Gate67 vuole essere. Vediamo prossimamente cosa succede.</p><p>Ho iniziato a leggere &quot;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/G&#xF6;del,_Escher,_Bach:_un%27eterna_ghirlanda_brillante">Godel, Escher, Bach - Un&apos;eterna ghirlanda brillante</a>&quot;, una cosina proprio <em>leggera e semplice</em>. Mi sto convincendo giorno dopo giorno che &#xA0;impiegher&#xF2; mesi o anche un anno a finirlo. Devo soltanto capire se portare avanti una lettura pi&#xF9; semplice parallela, una pratica che non apprezzo particolarmente. Nel frattempo ogni tanto mi regalo una storiella di Rodari, come se fosse un cioccolatino.</p><p>Altro? Pu&#xF2; darsi, ma calma e sangue freddo. A togliere il coperchio dalla pentola si rischia che poi il cibo si raffreddi.</p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Il mondo del Digital Gardening]]></title><description><![CDATA[A scuola non ero svelto a prendere appunti, eppure..]]></description><link>https://www.gate67.org/digital-garden/</link><guid isPermaLink="false">60647437b06ae7735751c880</guid><category><![CDATA[digital garden]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Fri, 02 Apr 2021 21:52:20 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Durante il periodo di reclusione forzata per via dell&apos;epidemia da Covid19 mi sono ritrovato con tanto tempo a disposizione. Considero il tempo tra le valute pi&#xF9; preziose di cui possiamo disporre, insieme agli affetti e la vivacit&#xE0; intellettuale per impiegare la libert&#xE0; che abbiamo.</p><p>Non ho esitato un attimo, e subito mi sono messo all&apos;opera per riprendere in mano progetti dimenticati, intraprenderne di nuovi e darsi allo studio/lettura. Ho letto tanto ed in maniera diversificata, ma mai romanzi <em>et similia</em> (ancora non riesco ad appassionarmi alla <em>novellistica</em> in generale, complice il fatto che trovo soddisfazione in quelle letture che mi arricchiscono di nozioni da poter impiegare nuovamente). </p><p>Questa esperienza di lettura, di cui ho preso progressivamente consapevolezza durante gli anni di universit&#xE0;, mi lascia sempre con una leggera nota di amarezza perch&#xE8; tanti sono i dettagli e le conoscenze che vorrei trattenere non solo sul breve/medio periodo, ma anche sul lungo periodo. Tante sono le nozioni che vorrei riportare alla mente in modo agile al momento giusto, tanti sono i <em>link</em> cognitivi che mi piacerebbe sfruttare. Purtroppo ho sempre faticato a trovare il modo efficace di indicizzare nella mia mente tutto ci&#xF2; che ho imparato.</p><p>Poi durante il lockdown, non ricordo quando esattamente, credo di avere fatto <strong>&quot;click&quot;</strong>: ho avuto un flash di Tony Stark, l&apos;uomo di latta elettrificata comunemente aprostrofato come IronMan, che interagisce con un sistema di Intelligenza Artificiale particolarmente complesso denonimato <strong>JARVIS (Just A Rather Very Intelligent System)</strong>, il quale, con una suadente voce femminile, mette a disposizione di Robert D. Junior numerosi elementi e dati da assemblare. </p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/Wx7RCJvoCMc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><figcaption>In lingua originale, la voce suadente femminile non &#xE8; pi&#xF9; particolarmente femminile</figcaption></figure><p>Dove sta il click? Semplice! Nella <strong>multidisciplinariet&#xE0;</strong>, mettiamola cos&#xEC;. La possibilit&#xE0; di giocare con la propria mente e contutte le conoscenze gi&#xE0; apprese, mischiare le carte, creare collegamenti cognitivi banali ed arditi, prendere concetti semplici ed assemblarli come mattoncini. In poche parole, dare vita a <em>hyperlinks</em>. </p><p>&quot;Niente di pi&#xF9; scontato!&quot; si potr&#xE0; pensare; ed &#xE8; proprio cos&#xEC;. Rimane per&#xF2; il tema di mantenere a mente questo obiettivo - sempre - e di trovare gli strumenti pi&#xF9; adatti per lo scopo. <br>Mi sono iscritto a dei corsi di programmazione e di AI su importanti piattaforme come <a href="https://www.coursera.org">Coursera</a> e <a href="https://it.khanacademy.org">KhanAcademy</a>, con l&apos;intento di provare a partorire qualcosa che anche lontanamente avesse le sembianze e le caratteristiche tecnice di J.A.R.V.I.S: gi&#xE0; sapevo che sarei rimasto deluso, serviva chiaramente un approccio di pi&#xF9; ampio respiro alla materia. Infatti ho desistito poco dopo aver iniziato, anche se i corsi a cui mi sono iscritto sono tutt&apos;ora validi e li completer&#xF2; indubbiamente.</p><p>Mi &#xE8; rimasto per&#xF2; il tarlo. Ero convinto - e ora ancora di pi&#xF9; - che il modo migliore per trattenere ed impiegare efficacemente qualsiasi nuova nozione fosse quello di fare gradualmente un <strong>backup della propria mente</strong> su un supporto digitale, impiegando un sistema scalabile, ovvero che permettesse di aggiungere sempre nuove voci adeguatamente categorizzate e taggate e di allacciare i nuovi concetti a quelli gi&#xE0; presenti. Sono proprio le connessioni neuronali a consolidare le idee e a permetterci di vederle da pi&#xF9; prospettive.</p><p>Ho riflettuto tanto sul come dar vita a qualcosa di simile, ma non so perch&#xE8; non ho mai verificato se ci fosse qualcosa di simile. Fino all&apos;estate. <br>Si sa, le idee migliori vengono quando si &#xE8; al bagno; segue in classifica l&apos;ombrellone da spiaggia. Ebbene, in spiaggia il cervello ha fatto un secondo <strong>click </strong>- meno definito del primo - e ho controllato su internet dal mio piccolo cellulare se esistesse un JARVIS gi&#xE0; collaudato che potesse fare al caso mio.</p><p>Non l&apos; ho trovato.</p><p>Al contempo la ricerca &#xE8; stata pi&#xF9; fruttuosa di quanto non immaginassi. Mi si &#xE8; aperto un orizzonte infinito sul mondo del <em>note-taking </em>e del <em>journaling</em> - non voglio fare l&apos;esterofilo, lungi da me, ma a onor del vero si trova molto pi&#xF9; materiale in lingua inglese che in italiano - che passo dopo passo ho inziato ad approfondire.</p><p>Innanzitutto ho dato un nome al metodo di <em>link e <strong>backlink</strong></em><strong> </strong>indispensabili per rendere efficace la memorizzazione &#xA0;e l&apos;organizzazione dei pensieri: &#xA0;<strong>metodo Zettelkasten</strong>. <br>E&apos; stato ideato dal sociologo tedesco <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Niklas_Luhmann">Niklas Luhmann</a>, particolarmente noto in ambito accademico per la sua prolifica produzione di articoli scientifici, che lui stesso ha attribuito al metodo impiegato. Il termine Zettelkasten in inglese verrebbe tradotto con <em>&quot;slip box&quot;</em>, ovvero un cassetto contenente annotazioni su fogli di carta. Ogni &#xA0;annotazione contiene un&apos;idea, che nel tempo assume sempre pi&#xF9; significato quando si combina con altri concetti (e qua si intravede l&apos;analogia con il nostro cervello): infatti ogni piccola nota cartacea - nell&apos;epoca analogica a cui appartaneva il sociologo tedesco - riportava il concetto principale e numeri/codici che permetessero di risalire ad altre note cartacee. Ogni volta che Niklas Luhmann aggiungeva al proprio archivio una nota o un pensiero, di qualsivoglia natura, si preoccupava di creare ed aggiornare tutti i collegamenti multidisplinari tra le diverse schede. In tal modo questo archivio prendeva vita, cresceva solidale con il proprio creatore e con le sue nuove conoscenze, regalandogli l&apos;opportunit&#xE0; di saltare da un appunto all&apos;altro e, quindi, facendo venire a galla nuove connessioni, nuovi significati di connessioni preesitenti e rendendo sempre pi&#xF9; organico il suo <em>sapere.</em> &#xA0;<br>Pare che questo suo sistema gli abbia permesso di pubblicare centinaia di articoli scientifici e, dopo la sua morte, abbia dato la possibilit&#xE0; ai suoi colleghi di produrre altro materiale (tra cui un libro) rimaneggiando e rimodulando le nozioni gi&#xE0; da lui organizzate.</p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/rOSZOCoqOo8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><figcaption>A parte la chiarezza di linguaggio, Shu Omi descrive meglio di me il sistema Zettelkasten</figcaption></figure><p>E&apos; probabile che la pandemia abbia acutizzato in migliaia di persone la necessit&#xE0; di costruire un sistema efficace di annotazione, perch&#xE8; nell&apos;ultimo anno (2020) sono letteralmente esplosi i sistemi di note-taking che prendono spunto dal concetto Zettelkasten.</p><p>I principali di cui sono venuto a conoscenza sono:<br>- <a href="https://roamresearch.com">Roam Research</a> : &#xE8; il pi&#xF9; in voga al momento, quello pi&#xF9; utilizzato anche dagli youtuber che si occupano di <em>productivity &amp; bazze simili </em>(vedi <a href="https://www.youtube.com/user/Sepharoth64">Ali Abdaal</a>, <a href="https://www.youtube.com/user/shu12081995">Shu Omi</a>, <a href="https://www.youtube.com/user/electrickeye91">Thomas Frank</a>). E&apos; a pagamento, ma mica bruscolini: l&apos;account base parte da 15$/mese, che per prendere appunti mi sembrano un tantino eccessivi;<br>- <a href="https://obsidian.md">Obsidian</a> : software da usare in locale sul proprio computer, efficiente specialmente nell&apos;utilizzo del backlinking, con la possibilit&#xE0; di esplorare la fitta rete di connessioni grazie a grafici interattivi. Impiega il <strong>Markdown</strong>. L&apos;account base &#xE8; gratuito, ma non permette di sincronizzare o fare backup dei dati; in tal caso sar&#xE0; necessario fare l&apos;upgrade e sganciare qualche fiorino. Quando avevo scoperto l&apos;esistenza di questo software ero rimasto incuriosito, ma ho desistito dall&apos;utilizzarlo per il fatto che mancasse l&apos;accessibilit&#xE0; online. Mentre scrivo questo post, ho notato che &#xE8; in fase di beta-testing un&apos;applicazione mobile.<br>- <a href="https://www.remnote.io">Remnote</a> : scovato ancora nella sua fase primordiale, mi &#xE8; sembrato da subito quello che meglio rispondeva alle mie esigenze. Creato e supportato da uno studente del MIT e da due colleghi americani, Remnote combina il note-taking con ulteriori strumenti di memorizzazione attiva (di cui parler&#xF2; in un altro mio post), come l&apos;<strong>Active Recall</strong> e lo <strong>Spaced Repetition</strong>. Quando mi sono iscritto era gratuito, e l&apos;account base lo &#xE8; ancora; al crescere delle proprie necessit&#xE0; cresceranno anche gli strumenti desiderati, e quindi sar&#xE0; opportuno pagare per sbloccare funzionalit&#xE0; accessorie. Funziona sia in locale sia in rete, sfruttando web application: si pu&#xF2; usare anche da smartphone, anche se l&apos;esperienza non &#xE8; ottimale. Fortunatamente &#xE8; in fase di beta-testing un&apos;applicazione valida iOS ed Android. Per iscriversi si pu&#xF2; utilizzare anche questo <a href="remnote.io/invite/DMjqTKAhrpirrmhB4">invito</a> che regala 6$ di credito per gli account pro.<br>- <a href="https://www.notion.so">Notion</a> : probabilmente il pi&#xF9; simpatico ed interessante con cui prendere dimestichezza con il mondo dell&apos;annotazione. Mette a disposizione validissime applicazioni desktop e mobile, rendendo la user experience davvero godibile. La comunit&#xE0; di utenti intorno a Notion cresce a dismisura ed, inoltre, sono disponibili infiniti template per ogni esigenza. Se si &#xE8; alla ricerca di una piattaforma di annotazione, semplice e rapido da usare, questo al momento &#xE8; il migliore. Personalmente, ho sia l&apos;applicazione mobile sia quella desktop, ed uso Notion come database secondario di dati &quot;statici&quot;, cio&#xE8; di note <em>&#xE0; la Pagine Gialle</em>, ovvero di tutte quelle nozioni per le quali non devo fare pensiero, ma mi servono pronte da consultare; ad esempio ho creato un template che riporta alcune terapie utili, una pagina dove salvo le pagine web pi&#xF9; interessanti, una pagina dove salvo alcune citazioni curiose oppure una sezione dove annoto i ristoranti pi&#xF9; intriganti. Il mio utilizzo di Notion &#xE8; abbastanza basico; in realt&#xE0; la sua potenzialit&#xE0; &#xE8; di gran lunga superiore all&apos;uso che ne faccio, perch&#xE8; ancora ritengo Remnote il principale strumento per creare un sistema <strong>organico</strong> di pensieri, riflessioni, annotazioni e connessioni concettuali.</p><p>Ho cominciato ad usare subito Remnote, e ho realizzato che questo strumento richiede grande pazienza iniziale per imparare ad impiegare al meglio tutti gli strumenti a disposizione. E&apos; inizialmente complesso, serve pratica, ma gradualmente si entra nella piattaforma e la si capisce sempre pi&#xF9;. Il principale ostacolo di questi strumenti, a mio avviso, &#xE8; l&apos;integrazione: &#xE8; necessario integrare questi strumenti di annotazione nella giornata, nella <em>daily routine</em>. Ancora ho difficolt&#xE0; a farne uso quotidianamente, quindi ancora non riesco ad esplodere l&apos;intera potenzialit&#xE0; del prendere appunti e riflettere attivamente su qualsiasi cosa richieda la mia attenzione. </p><p>E&apos; necessario specificare che a mio avviso non &#xE8; pensabile - per chi non lo fa di professione - &#xA0;ritagliarsi forzatamente un momento dedicato &#xA0;durante la giornata nel quale sedersi davanti allo schermo del pc per riordinare le proprie note e dare vita a pensieri interconnessi. O, almeno, non credo che al momento faccia al caso mio. Sono pi&#xF9; dell&apos;idea di <strong>abituare progressivamente</strong> la propria mente a questa mentalit&#xE0; e a questo impegno, che indubbiamente all&apos;inizio richiede una certa dose di sforzo intellettuale. Dopo le prime sessioni faticose, per&#xF2;, ho scoperto finalmente il piacere di raggiungere uno dei miei obiettivi, ovvero il gusto di poter giocare con la mia mente e quanto gi&#xE0; so e quanto posso imparare. </p><p>Le comunit&#xE0; che brulicano dietro queste piattaforme sono numerose e pronte a regalare perle di inestimabile valore. Proprio mentre vagavo nei meandri del <strong>forum </strong>di Remnote mi sono imbattuto in un commento che citava un sito web particolarmente stimolante, <a href="https://beepb00p.xyz">beepb00p</a>. E&apos; un PKM, ovvero un si sistema di <em><strong>personal kwnoledge management</strong></em>: sostanzialmente il medesimo concetto su cui si fondano i sistemi di annotazione di cui sopra. La particolarit&#xE0; &#xE8; che &#xE8; online. Il proprietario di beepb00p mette a disposizione di chiunque sia interessato le proprie note ed idee compiute o in fase di lavorazione. In questo modo il PKM caricato in rete diventa innanzitutto un motore di ricerca di quanto ho elaborato nel tempo ed un database di tutto quello che ritengo utile affrontare, ed in aggiunta permette di &quot;<strong>fare rete nella rete</strong>&quot;, ovvero di catalizzare lo scambio di informazioni e la condivisione di nozioni tra utenti che, in qualche modo, possono avere in comune un numero variabile di argomenti. </p><p>Atomico. Toghissimo.</p><!--kg-card-begin: html--><iframe src="https://giphy.com/embed/SbtWGvMSmJIaV8faS8" width="480" height="480" frameborder="0" class="giphy-embed" allowfullscreen></iframe><p><a href="https://giphy.com/gifs/spotify-play-streaming-SbtWGvMSmJIaV8faS8">[Lo sapete che Jegg Goldblum suona il pianoforte? ottimo jazzista.]</a></p><!--kg-card-end: html--><p>Come una matrioska di scoperte, spulciando questo PKM online ho compreso che esiste un folto sottobosco di PKM condivisi in rete, ognuno dei quali raccoglie idee e pensieri completamente diversi. Questo fenomeno, o meglio, questi personal knowledge database si rifanno a un concetto allargato di gestione e condivisione delle proprie conoscenze in ambito digitale: il <strong>digital garden</strong>. Non sono riuscito ancora a individuare l&apos;iniziatore di questo fenomeno, ma <strong>Anne-Laure Le Cunff </strong>descrive in modo cristallino il concetto:</p><blockquote>In French, &#x201C;cultiver son jardin int&#xE9;rieur&#x201D; means to <em><em>tend to your internal garden</em></em>&#x2014;to take care of your mind. The garden metaphor is particularly apt: taking care of your mind involves cultivating your curiosity (the seeds), growing your knowledge (the trees), and producing new thoughts (the fruits). On the surface, it&#x2019;s a repetitive process. You need consistency and patience. But each day tending to your &#x201C;mind garden&#x201D; is different: discovering a new learning strategy, having a eureka moment, connecting the dots between two authors, getting involved in a lively conversation with an expert.</blockquote><p>La metafora del giardino &#xE8; tanto romantica quanto puntuale: la mia mente e le mie conoscenze sono materiale magmatico in continua evoluzione, ogni giorno assumono forme diverse e potranno dare frutti inaspettati. Affinch&#xE8; questo accada, affinch&#xE8; i miei pensieri possano essere rivisitati da pi&#xF9; prospettive e possano generare altre idee, devo entrare nel giardino della mia mente con frequenza, esplorarne ogni angolo, e curare curare curare. Devo innaffiare i pensieri ancora acerbi, devo sfoltire quelli esagerati o troppo rindonanti, devo raccogliere i gustosi frutti dell&apos;unire cose diverse. Un giardino va curato affinch&#xE8; possa essere godibile. E diventa fondamentale tornare e ritornare nel proprio giardino della mente, consapevole che quello che dico oggi domani potra essere diverso, pi&#xF9; semplice o pi&#xF9; complesso, semplicemente perch&#xE8; avr&#xF2; digerito ulteriormente il materiale. Sostanzialmente &#xE8; richiesta la stessa umilt&#xE0; e consapevolezza di non essere <strong>mai compiuti </strong>che aveva Leonardo da Vinci: il genio toscano infatti tornava sulle proprie opere (artistiche e scientifiche) anche a distanza di anni, e le ritoccava, le aggiornava, aggiungeva questo e toglieva quello; non ha mai ritenuto concluso ed immodificabile ci&#xF2; che aveva prodotto. Nei nostri giardini dobbiamo essere <strong>eterni principianti</strong>.</p><figure class="kg-card kg-embed-card kg-card-hascaption"><iframe width="200" height="113" src="https://www.youtube.com/embed/U6N-fO60ryY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe><figcaption>Incontreremo spesso Roberto Mercadini nei miei post</figcaption></figure><p> Amo i giardini, quindi la metafora la faccio mia. </p><p>Ancora, il tema del giardino mi riporta ad un principio ulteriore: tranne alcune eccezioni, il giardino &#xE8; luogo di crescita, dove nascono e crescono piante, ovvero i nostri pensieri. Infatti il <strong>digital gardening</strong> si concentra pi&#xF9; sul processo che sul risultato finale. Non aspira a creare una schiera di musei dove esporre le riflessioni personali, bens&#xEC; pu&#xF2; essere inteso come l&apos;apporto di ciascuno ad un grande <strong>laboratorio</strong> di idee, dove ognuno pu&#xF2; collaborare.</p><p>E mentre scrivo viene da aggiungere un altro fattore intrigante: la <strong>ricerca</strong>. Scovare queste perle del web, imbattersi pi&#xF9; o meno volontariamente in questi giardini mentali, &#xE8; una vera e propria sfida: &#xE8; esaltante scandagliare l&apos;internet alla caccia di qualcosa che acchiappi la mia curiosit&#xE0;, esattamente come &#xE8; piacevole imbattersi in un giardino curato con cipressi ombrosi, prato tagliato finemente e cespugli profumati.</p><p>Sono molto attratto dal nascente mondo del digital garden, e credo trover&#xF2; il modo di creare il mio, con un piccolo cancelletto aperto a chiunque lo desideri. Potrebbe diventare un esperimento parallelo a questo blog, che ha altre finalit&#xE0; e modalit&#xE0; di utilizzo. </p><p>E ora, via di concime.</p><p>Per approfondire il digital gardening:<br>- un <a href="https://github.com/MaggieAppleton/digital-gardeners">elenco</a> di strumenti, approfondimenti e digital gardens censiti fino ad ora<br>- <a href="https://www.gwern.net/index">uno</a> dei tanti digital garden, tutto da studiare<br><em>Ce ne sono tanti altri, ma tanto vale cercarli.</em></p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote><p></p><p></p>]]></content:encoded></item><item><title><![CDATA[Gate 67, perché?]]></title><description><![CDATA[Ci sono un pilota, un'hostess ed un passeggero..]]></description><link>https://www.gate67.org/perche/</link><guid isPermaLink="false">605d9256f557831232082a8d</guid><category><![CDATA[perchè]]></category><dc:creator><![CDATA[Gabriel A. Khamaisi]]></dc:creator><pubDate>Fri, 26 Mar 2021 09:33:51 GMT</pubDate><content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei miei primi ricordi che associo al mondo dell&apos;aviazione &#xA0;mi vede entrare nella cabina di un aereo, essere accolto dal pilota che, dopo <em>un giro in giostra</em>, mi regala un piccolo modellino di aeroplano civile, probabilmente lo stesso modello con il quale avrei decollato pochi minuti pi&#xF9; tardi. Ho giocherellato tutto il volo con quell&apos;aeroplano. <br>Ora mi chiedo dove sia, l&apos;aeroplano.</p><p>Ecco, direi che da quel giro in giostra una delle mie principali passioni sia stata proprio il <strong>volo </strong>e tutto ci&#xF2; che ne fa parte. Rimango catturato dall&apos;osservare il brulicare della vita dall&apos;alto, sia da una montagna, sia da un aereo. Ragiono continuamente sullo studio, sulla tecnologia e sulla scienza che si nascondono dietro un aereo. &#xA0;Mi diverto a pensare ai formidabili incastri logistici che un grande aeroporto conta simultaneamente, partendo dall&apos;addetto al riordino dei carrelli portabagagli alla <em>Ground Control</em>, l&apos;ente preposto alla gestione dei movimenti di aerei e veicoli all&apos;interno del perimetro aeroportuale.</p><p>Il mondo del volo porta con s&#xE8; un labirinto di <strong>persone</strong>, affascinante tanto quanto intricato.</p><p>Nel 2004, quando gi&#xE0; ero alle scuole medie, insieme a qualche mio compagno di classe delle elementari e ad una cara maestra con i quali ero rimasto in contatto, sono andato al cinema a vedere <em><a href="https://www.comingsoon.it/film/the-terminal/1327/scheda/">The Terminal</a> </em>di Steven Spielberg, con Tom Hanks, Catherine Zeta-Jones ed uno dei miei attori che preferisco, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stanley_Tucci">Stanley Tucci</a>.</p><figure class="kg-card kg-image-card kg-card-hascaption"><img src="https://www.gate67.org/content/images/2021/03/rosario.jpg" class="kg-image" alt loading="lazy" width="630" height="315" srcset="https://www.gate67.org/content/images/size/w600/2021/03/rosario.jpg 600w, https://www.gate67.org/content/images/2021/03/rosario.jpg 630w"><figcaption>Viktor &quot;La Capra&quot; Navorski</figcaption></figure><p>Il film racconta di un passeggero, Viktor Navorski, che per un <em>bug di sistema</em> istituzionale rimane intrappolato all&apos;interno dell&apos;aeroporto &#xA0;J.F.Kennedy di New York. L&apos;aeroporto diventa la sua casa, in particolare trova rifugio in una parte dell&apos;aeroporto in fase di rifacimento, quindi chiusa al pubblico: <strong>l&apos;uscita 67</strong>.</p><p>Da qui l&apos;idea di dedicare questo blog all&apos;uscita 67, al <strong>Gate 67</strong>, dove Viktor riparte e restituisce vita alla sua dissaventura. Questo film, che ancora talvolta riguardo e non mi stanco di ripetermi, riassume in modo efficace - senza esaurirli e contemplarli tutti - aspetti della mia curiosit&#xE0; cronica: il volo, gli aerei, il mondo meraviglioso e complesso dell&apos;aeroporto, le millemila storie che ogni passeggero ed ogni essere umano in quel posto portano dentro di s&#xE8;, i sogni, i popoli, il <em>jazz </em>(Viktor ha una missione strettamente personale che lo lega all&apos;infinito mondo della musica jazz).</p><figure class="kg-card kg-image-card"><img src="https://www.gate67.org/content/images/2021/03/chris-zhang-7cYDmxi-QRk-unsplash.jpg" class="kg-image" alt loading="lazy" width="2000" height="1125" srcset="https://www.gate67.org/content/images/size/w600/2021/03/chris-zhang-7cYDmxi-QRk-unsplash.jpg 600w, https://www.gate67.org/content/images/size/w1000/2021/03/chris-zhang-7cYDmxi-QRk-unsplash.jpg 1000w, https://www.gate67.org/content/images/size/w1600/2021/03/chris-zhang-7cYDmxi-QRk-unsplash.jpg 1600w, https://www.gate67.org/content/images/size/w2400/2021/03/chris-zhang-7cYDmxi-QRk-unsplash.jpg 2400w" sizes="(min-width: 720px) 720px"></figure><p>Mi piace immaginarmi seduto su di uno sgabello in legno, gomito destro sul bancone di un caf&#xE8;, il barista in camicia bianca intento ad asciugare un bicchiere con uno strofinaccio. Vorrei che questo blog diventasse il mio sguardo sul crocevia di viaggiatori, donne e uomini, e sulle loro vite, i loro racconti, sulle mie passioni, i miei racconti, il mio crocevia di pensieri.</p><p><strong><em>Il volo &#xE8; in ritardo, facciamo due chiacchiere?</em></strong></p><p></p><blockquote>Se ti sembra interessante quello che scrivo o condivido, lascia una traccia del tuo passaggio qui commentando i miei post. Fare pensiero insieme ad altre persone &#xE8; un&apos;opportunit&#xE0; preziosa, cogliamola insieme!</blockquote><p></p><p></p>]]></content:encoded></item></channel></rss>